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LE NOVITA' FISCALI DI FEBBRAIO 2010

30/03/2010

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di Febbraio 2010.

*   *   *

IRES
1. Rimpatrio giuridico di attività patrimoniali (Circ. 6/E);
2. Credito d’imposta R&S (sentenze CT Pescara n.1028 e n.1153/09);
3. Decreto cd. “Milleproroghe” – Conversione in legge;
4. CFC – Controlled Foreign Companies (Comunicato Stampa AE);
5. Studi di settore – riunione della Commissione Esperti;

SOSTITUTI D’IMPOSTA
6. Trasmissione telematica dati Modelli 730 (Provvedimento Direttore AE);

IVA
7. VAT Package e Intrastat (Dlgs 18/2010; Decreto 22/2/2010; Circ 5/E; Nota Agenzia Dogane n. 24265 del 19 febbraio 2010).

VARIE
8. Misure cautelari per la tutela dei crediti erariali (Circ. 4/E);
9. Compensazione crediti (Cass. n. 2957 del 10 febbraio 2010);
10. Abuso di diritto (Cass n. 4737 del 26 febbraio 2010);
11. Dichiarazioni fiscali del periodo di imposta 2007 (Comunicato);
12. Indagine conoscitiva sull’Anagrafe tributaria – Audizioni.

 

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IRES

1. Rimpatrio giuridico di attività patrimoniali (Circ. 6/E)

Il decreto legge n. 194/2009 ha riaperto i termini per l’effettuazione delle operazioni di emersione delle attività finanziaria e patrimoniali esportate o detenute all’estero dal 30 dicembre 2009 fino alla data del 30 aprile 2010 (art. 1, c. 1-3). L’imposta straordinaria è dovuta in misura pari al:

- 6% delle attività rimpatriate o regolarizzate, per le operazioni di emersione effettuate dal 30 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010;

- 7% delle attività rimpatriate o regolarizzate, per le operazioni di emersione effettuate dal 1 marzo 2010 al 30 aprile 2010.

Se le operazioni di emersione non sono concluse entro le scadenze per cause oggettive non dipendenti dalla volontà dell’interessato, gli effetti derivanti dalla dichiarazione riservata si producono in ogni caso a condizione che le operazioni siano perfezionate entro una data ragionevolmente vicina al termine previsto dalla norma e, comunque, non oltre la data del 31 dicembre 2010 indicata nella circolare n. 50/E del 30 novembre 2009.

Con riferimento alle operazioni di rimpatrio giuridico di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che:

- la società fiduciaria residente, cui è affidata l’amministrazione delle predette attività, dovrà assolvere agli adempimenti tributari applicabili sui redditi derivanti dalle attività oggetto del rapporto (versamento ritenute o imposte sostitutive, dichiarazione dei sostituti d’imposta);

- se la società fiduciaria non è tenuta all’applicazione di una tassazione a titolo definitivo sui redditi e proventi afferenti al patrimonio rimpatriato, spetta al contribuente dichiarare i redditi imponibili delle attività rimpatriate nella dichiarazione annuale dei redditi;

- nel caso di chiusura del rapporto con la fiduciaria, ovvero nei casi in cui il bene rimpatriato fuoriesca dal rapporto stesso, l’intermediario è tenuto a fornire una apposita comunicazione  all’Amministrazione finanziaria secondo le istruzioni che saranno successivamente indicate. In tale ultima ipotesi, il contribuente sarà obbligato alla compilazione del modulo RW per le tutte le attività (patrimoniali e non) che non risultano affidate in amministrazione all’intermediario finanziario, fermo restando gli effetti dell’operazione di emersione.

2. Credito d’imposta R&S (sentenze CT Pescara n.1028 e n.1153/09)

A fine gennaio sono state depositate le prime due sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Pescara sui ricorsi contro il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate di diniego alla fruizione del credito d’imposta.  L’Area FFW ha pubblicato una circolare (Circolare n. 19280 del 26 febbraio) cui si rinvia per l’analisi delle sentenze e dei loro effetti giuridici per le imprese.

Si segnala inoltre che il 1° febbraio Confindustria ha avuto un primo confronto con l’Agenzia delle entrate e il Dipartimento delle Finanze sulle modalità di utilizzo delle ulteriori risorse stanziate per il rifinanziamento del credito d’imposta. L’obiettivo primario è quello di soddisfare il maggior numero di richieste e di anticipare il più possibile la fruizione del credito di imposta per le imprese.

3. Decreto cd. “Milleproroghe” – Conversione in legge

Il DL n.194 del 30 dicembre 2009, cosiddetto “Milleproroghe” è stato convertito in legge n.25 del 26 febbraio 2010 (in GU n.49 del 27 febbraio 2009, S.O. n. 39). Nel rinviare alla nostra News del 15 gennaio per la descrizione delle misure contenute nel decreto, si segnala che in sede di conversione sono state introdotte le seguenti modifiche:

• Scudo fiscale (art.1, comma 2-bis) Obbligo di comunicazione al Parlamento dei risultati delle operazioni di adesione allo scudo fiscale;

• Redditi transfrontalieri (art. 1, comma 7-bis) Estensione al 2011 dell’efficacia temporale dell’art.1 comma 204 della legge n. 244/2007, sull’esclusione da Irpef dei redditi derivanti da lavoro transfrontaliero esercitato in via continuativa e come oggetto esclusivo fino ad un ammontare pari a 8.000 euro;

• Imposte sulla produzione e sui consumi (art. 1, commi 23-quinquies e ss.) Modifica della disciplina dei prodotti energetici che comportano l’esenzione dall’accisa o un’aliquota agevolata relativa a:

-        gasolio utilizzato per autovetture da noleggio da piazza, adibite al servizio pubblico, e per le autoambulanze destinate al trasporto degli ammalati e dei feriti di pertinenza dei vari enti di assistenza di pronto  soccorso;

-         carburanti per motori impiegati dalle Forze Armate nazionali;

-         incremento fondi destinati al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici impiegati dalla GDF, Guardia costiera.

• Agevolazioni per i trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli (comma 4-bis art.2) Applicazione dell’imposta di registro in misura fissa dell’1% per cessioni a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali

• Violazioni alle norme in materia di affissioni e pubblicità (comma8-octies art.2) Proroga al 31 maggio 2010 del termine per la definizione agevolate delle sanzioni per violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità, commesse tra il 1 gennaio 2005 e il 1 marzo 2009, da effettuare secondo le disposizioni dell’art. 42-bis del Dl 207/2008. Estensione della definizione agevolata anche alle violazioni commesse dal 10 marzo 2009 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL n. 194/2009.

4. CFC – Controlled Foreign Companies (Comunicato Stampa AE)

L’Agenzia delle Entrate, con comunicato stampa del 5 febbraio, ha chiarito che le nuove disposizioni sulle CFC - Controlled Foreign Companies introdotte dal DL n. 78/09 entrano in vigore solo a partire dal 2010. La precisazione segue le indicazioni interpretative fornite da Confindustria in relazione alla necessità di far slittare la decorrenza delle nuove disposizioni (dalla relazione tecnica al provvedimento sembrava che le nuove disposizioni dovessero applicarsi già dal 2009), per consentire alle imprese di verificare la sussistenza dei nuovi presupposti e di riorganizzare, ove necessario, le strategie di investimento.

L'Agenzia delle entrate sta inoltre preparando una circolare sulle altre - numerose -questioni interpretative sollevate dalla nuova disciplina CFC. Confindustria ha incontrato il Direttore Centrale Normativa dell'Agenzia delle entrate per segnalare le difficoltà delle imprese e ha predisposto e trasmesso all’Agenzia, di concerto con ABI, Ania e Assonime, un documento di osservazioni tecniche che evidenzia i principali aspetti ancora da chiarire (dall’applicazione delle nuove regole con riguardo alle holding e alle società che prestano servizi infra-gruppo, alla natura, validità ed effetti dell'interpello disapplicativo, etc). Il documento è consultabile all’interno della Comunità Fisco sul sito Confindustria.  

5. Studi di settore – Riunione della Commissione Esperti

Il 18 febbraio 2010 si è riunita la Commissione esperti degli studi di settore, cui partecipa Confindustria, che ha dato parere favorevole all'approvazione dei 69 studi di settore che si applicheranno per l'anno 2009. Tali studi di settore saranno oggetto di ulteriore revisione nel prossimo mese di marzo, quando saranno approvati i correttivi per adeguare i valori degli studi alla crisi economica dell'anno 2009.

Nella riunione del 18 febbraio è stato dato parere favorevole anche all'approvazione del primo studio di settore "regionalizzato" (UG69U - edilizia), elaborato sulla base di parametri regionali che dovrebbero rappresentare meglio la realtà produttiva delle imprese sul territorio (come disposto dall'art. 83, c.19-20,  DL n.112/2008). Il parere favorevole  è stato dato con l'impegno da parte dell’Agenzia delle Entrate e della SO.SE. ad un monitoraggio dei risultati e ad un’evoluzione dello strumento già al termine del primo anno di applicazione (primi mesi del 2011).

SOSTITUTI D’IMPOSTA

6. Trasmissione telematica dati Modelli 730 (Provvedimento Direttore AE)

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 febbraio sono state indicate le modalità e i termini di trasmissione telematica dei risultati contabili delle dichiarazioni dei redditi 730 (modello 730-4) da parte dei CAF-dipendenti e professionisti all’Agenzia delle Entrate.

Entro il 31 marzo i sostituti d’imposta devono comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposito modello, l’indirizzo telematico in cui si desidera ricevere i risultati contabili delle dichiarazioni. Si rinvia alla nostra News del 15 febbraio per l’approfondimento.

 
IVA

7. VAT Package e Intrastat (Dlgs 18/2010; Decreto 22/2/2010; Circ 5/E; Nota Agenzia Dogane n. 24265 del 19 febbraio 2010)

Con la pubblicazione nella GU n. 41 del 19 febbraio 2010 del Decreto legislativo n. 18/2010, sono entrate finalmente in vigore le norme di recepimento del cosiddetto  VAT package (direttive 2008/08/CE e 2008/09/CE del 12 febbraio 2008 e 2008/117/CE del 16 dicembre 2008).

Come indicato nella nostra news del 4 febbraio scorso – cui si rinvia per l’approfondimento e il commento delle nuove regole -  si è in attesa di ulteriori indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, dopo i primi chiarimenti offerti con la circolare n. 58/E del 31 dicembre 2009 sul trattamento transitorio ai fini IVA delle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2010 e fino alla data di efficacia del decreto legislativo di recepimento.

E’ in corso di preparazione una circolare di commento del Vat package nel suo complesso, che comprenderà anche gli aspetti legati alla presentazione degli elenchi Intrastat.

In proposito si segnala che, a seguito delle sollecitazioni di Confindustria, l’Agenzia delle Entrate ha indicato che non saranno oggetto di sanzione gli eventuali errori commessi dai contribuenti relativamente agli elenchi Intrastat riepilogativi delle transazioni intra-comunitarie dei primi 5 mesi del 2010, ovvero del primo trimestre dell’anno, a condizione che i contribuenti provvedano a sanarli inviando entro il 20 luglio elenchi integrativi (C.M. n. 5/E del 17 febbraio).

L’esclusione da sanzioni è dovuta alle condizioni di incertezza sulle modalità di presentazione degli elenchi. La tardiva pubblicazione del decreto legislativo (il D.Lgs. n.18/2010 è stato approvato il 22 gennaio ma pubblicato in G.U. solo la sera del 19 febbraio) ha infatti creato difficoltà alle imprese nella gestione degli adempimenti, in particolare per la presentazione degli elenchi Intrastat. Gli elenchi relativi alle transazioni di gennaio 2010, infatti, dovevano essere presentati entro il 20 febbraio. Il decreto del Ministero dell’Economia che stabilisce modalità e termini di presentazione degli elenchi, sia per i beni che per i servizi, è del 22 febbraio. La nota dell’Agenzia delle dogane che indica le modalità di presentazione degli elenchi in relazione ai primi mesi dell’anno, chiarendo i comportamenti che i contribuenti devono tenere sia prima che dopo la pubblicazione delle nuove disposizioni, è del 19 febbraio.

 
VARIE

8. Misure cautelari per la tutela dei crediti erariali (Circ. 4/E)

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le nuove regole per l’applicazione delle misure cautelari (ipoteca e sequestro conservativo) di tutela da rischi di perdita dei crediti tributari vantati nei confronti dei contribuenti, introdotte dall‘art. 27 del DL 185/2008 e dall’art. 15, commi da 8-bis a 8-quater del DL 78/2009. Tra le principali novità segnaliamo:

- le misure cautelari possono essere estese anche ai crediti per imposte ed interessi, e non solo ai crediti relativi alle sanzioni;

- possono essere richieste anche con riferimento a processi verbali di constatazione. In tale ipotesi gli Uffici dovranno analiticamente motivare le ragioni della richiesta sulla base di precisi indizi di pericolosità (precedenti, messa in liquidazione della società) posto che non si è ancora concretizzata una pretesa erariale (avviso di accertamento);

- la richiesta deve essere fondata sulla base dei comportamenti adottati dai contribuenti e da precisi parametri quantitativi e qualitativi del patrimonio degli stessi;

- la valutazione sull’adozione di misure cautelari scatta a partire da una precisa  soglia di rischio (maggiore imposta richiesta superiore a 120.000 euro, ritenute non operate superiore a 60.00 euro; sanzione minima superiore a 60.00 euro se l’autore della violazione non coincide con il contribuente);

- possibilità dell’Amministrazione finanziaria di ricorrere ad indagini finanziarie per individuare i beni da aggredire con custodia o ipoteca;

- l’efficacia delle misure cautelari cessa dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale a favore del contribuente.

9. Compensazione crediti (Cass. n. 2957 del 10 febbraio 2010)

La Corte ha cassato la sentenza di una Commissione Regionale che aveva accolto la tesi di un contribuente che, avendo ricevuto un avviso di accertamento di un maggior debito tributario e vantando a sua volta un credito IVA, sosteneva la possibilità di compensare in via automatica le partite di debito - credito ai sensi dell’art. 1294 del codice civile.

In materia tributaria, la compensazione è ammessa, in deroga alle comuni disposizioni civilistiche, soltanto nei casi espressamente previsti, in base al principio secondo cui ogni operazioni di versamento, di riscossione e di rimborso ed ogni deduzione è regolata da specifiche, inderogabili norme di legge. Tale principio non può ritenersi superato dall'articolo 8, comma 1, della legge 212/2000 (Statuto del contribuente) che, nel prevedere in via generale l'estinzione dell'obbligazione tributaria per compensazione, ha lasciato ferme, in via transitoria, le disposizioni vigenti.

In campo tributario l'articolo 17 del Dlgs 241/1997, nell'ammettere la compensazione in sede di versamenti unitari delle imposte, ne ha limitato l'applicazione all'ipotesi di crediti dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti e risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche.

10. Abuso di diritto (Cass n. 4737 del 26 febbraio 2010)

La Cassazione ha riaffermato l’esistenza nell’ordinamento tributario di un divieto dell’abuso del diritto nell’ambito di una cessione di diritti di sfruttamento dell’immagine di un calciatore italiano a società estere.

Nella fattispecie la Commissione Regionale aveva ritenuto che la cessione dei diritti di sfruttamento dell’immagine del calciatore a società estere, appartenenti al medesimo gruppo della società sportiva che aveva ingaggiato il giocatore, fosse una simulazione oggettiva utilizzata come schermo per mascherare un’integrazione dello stipendio del calciatore extra-ingaggio (contratto dissimulato). La Commissione Regionale aveva pertanto convalidato l’operato dell’Amministrazione finanziaria, che, sulla base dell’art. 37 del DPR n. 600/1973, aveva imputato direttamente al giocatore i redditi delle società estere, quali soggetti interposti, sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti.

Il contribuente contestava tale riqualificazione perché, nella cessione commerciale intercorsa fra le società, il giocatore risultava estraneo e perché non era stata dimostrata l’effettiva percezione da parte dello stesso delle somme imputate formalmente alle società.

Secondo la Cassazione, la Commissione Regionale – pur non delineando in modo chiaro il ruolo di interponente del giocatore - aveva colto come l’accordo trilaterale tra giocatore, società sportiva e società estere costituisse un meccanismo artificioso finalizzato all’occultamento della percezione di un extra-ingaggio, posto in essere allo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali. La Cassazione ha pertanto richiamato il principio generale antielusivo che ”.. preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un’agevolazione o un risparmio di imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l’operazione”.

La Corte ha comunque cassato la sentenza, rinviandola ad altra sezione della Commissione Regionale, ritenendo che essa non avesse evidenziato in modo esauriente nelle sue motivazioni le prove dell’effettiva percezione delle somme da parte del giocatore (anche mediante il ricorso a presunzioni), i rapporti monetari fra lo stesso ed le società interposta, e le relazioni fra l’attività delle società estere coinvolte nella cessione dei diritti di sfruttamento e il contratto intercorso fra il giocatore e la società sportiva.

11. Dichiarazioni fiscali del periodo di imposta 2007 (Comunicato)

Il Dipartimento delle Finanze ha reso pubbliche le statistiche complete delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2008 (periodo d’imposta 2007). Si segnala in breve quanto segue:

IRES

Nel 2007 le dichiarazioni delle Società di capitali hanno raggiunto il milione di unità. L’85% sono S.r.l. e due terzi di esse hanno dimensione limitata, con componenti positivi IRAP minori di 500.000 Euro. Circa la metà delle società opera in tre settori produttivi: commercio (19%), costruzioni (18%) e attività manifatturiere (14%). La quota di società con imposta netta positiva ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526.000), dato quasi identico a quella del 2006. La distribuzione dell’imposta è concentrata nelle imprese di dimensioni maggiori: lo 0,8% delle società dichiara il 58% dell’imposta ed il 53% delle società minori (fino a 500.000 Euro di componenti positivi IRAP) dichiara il 5,3% dell'imposta. Nel 2007 un crescente numero di società, per lo più medio-grandi, (19.049 che costituiscono 4.689 gruppi societari) ha aderito al regime del bilancio consolidato e tre su quattro hanno dichiarato un utile fiscale.

IRPEF

Rispetto al periodo d’imposta precedente, è aumentato (+2,2%) il numero di contribuenti (41,663 milioni), il reddito complessivo (+4,2%) pari a 772 miliardi di Euro e l’imposta netta dichiarata, pari a 142,4 miliardi di Euro. L’imposta è distribuita su 30,5 milioni di soggetti poiché circa il 27% dei contribuenti dichiara un’imposta netta pari a zero, per effetto del basso reddito, di deduzioni e detrazioni. Il reddito dichiarato deriva per il 78% da redditi da lavoro dipendente e da pensione, per il 5,5% da redditi da partecipazione, per il 5% da redditi di impresa e per il 4,2% da redditi da lavoro autonomo. Quanto alla distribuzione del reddito, la metà dei contribuenti non supera i 15.000 Euro; il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35.000 Euro e poco meno dell’1% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100.000 Euro annui. Il 52% dell’imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35.000 Euro.

IRAP

Come nel 2006, le società di capitali dichiarano circa il 65% della base imponibile nazionale, seguite dalle amministrazioni pubbliche (15%) e dalle persone fisiche (circa l’11%). Si evidenzia una riduzione della base imponibile (-4,67% rispetto al 2006) determinata da alcuni fattori, come la riduzione delle dichiarazioni IRAP e le maggiori deduzioni previste per la riduzione del cuneo fiscale.

IVA

I contribuenti sono 5.700.033 con un decremento dell’1% rispetto al periodo d’imposta precedente, attribuibile principalmente al nuovo “regime di franchigia” e alla maggiore utilizzazione del “regime di esonero per agricoltori”, per effetto di una attenuazione dei limiti di accesso. Il 63,90% dei contribuenti IVA sono persone fisiche che, per il 68,22%, operano nel settore dei servizi. Il volume d’affari complessivo dichiarato è di circa 3.370 miliardi di Euro con un incremento del 6,31% rispetto all’anno precedente, andamento in linea con gli anni precedenti. Le società di capitali (18%) presentano i maggiori valori del volume d’affari (82%) e Iva di competenza (74%).

12. Indagine conoscitiva sull’Anagrafe tributaria – Audizioni

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, che intende individuare nuove metodologie di contrasto all’evasione attraverso l’utilizzo incrociato di banche dati anche degli enti locali nella prospettiva del federalismo,  sono stati auditi il Direttore Generale delle Finanze Fabrizia LaPecorella e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera.

Il Direttore delle Finanze ha affrontato i problemi della condivisione dei dati dell’anagrafe tributaria con gli enti territoriali e dell’integrazione dell’anagrafe tributaria con i dati della fiscalità locale, affermando la necessità di:

- implementare il patrimonio informativo dell’Anagrafe tributaria con i dati mancanti relativi alla gestione dei tributi locali (ICI) al fine di realizzare una banca dati integrata della fiscalità immobiliare, utile alla valutazione delle proposte di riforma della tassazione degli immobili nell’ambito del federalismo fiscale;

- condividere con le Regioni e gli enti locali i dati attualmente presenti in Anagrafe tributaria (integrazione dati locali ICI con i dati in possesso dell’Agenzia del territorio) e le soluzioni gestionali e gli strumenti di analisi (mappatura a livello comunale di tutte le imposte gravanti sugli immobili).

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha segnalato che l’attuazione del federalismo richiede un adeguamento dell’Anagrafe tributaria, introducendo nuove soluzioni tecnologiche e favorendo l’integrazione tra le amministrazioni coinvolte.

 

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