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Le misure fiscali del c.d. "Decreto Incentivi" - D.L. 25 marzo 2010, n. 40

07/04/2010

Si fornisce una sintetica descrizione delle misure fiscali del decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, cosiddetto “Decreto Incentivi”.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo u.s. è stato pubblicato il Decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, recante "Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali, operate, tra l'atro, nella forma dei cosiddetti "caroselli" e "cartiere", di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolare settori".

Si fornisce di seguito una sintetica descrizione delle misure fiscali recate dal decreto.

Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali operate, tra l’altro, nella forma dei c.d. “caroselli” e “cartiere”

Descrizione

Per tutti i titolari di partita IVA viene introdotto l’obbligo di comunicare, in via telematica, all’Agenzia delle entrate tutte le operazioni (cessioni di beni o prestazioni di servizi) effettuate, ricevute, registrate o soggette a registrazione poste in essere con soggetti residenti o domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata, individuati dalle seguenti black list emanate con il DM 4 maggio 1999 e con il  DM 21 novembre 2001:

§         la prima black list (DM 4 maggio 1999), si applica ai fini della presunzione relativa di residenza in Italia dei cittadini italiani che si trasferiscono in tali Paesi esteri dopo essersi cancellati dall’anagrafe della popolazione residente, ai sensi dell’art. 2, comma 2-bis del TUIR,

§         la seconda black list (DM 21 novembre 2001), si applica ai soggetti diversi dalle persone fisiche, ai fini della normativa sulle CFC, di cui agli artt. 167 e 168 del TUIR[1].

Il decreto prevede che, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, l’obbligo di comunicazione potrà essere esteso anche a Paesi non black list, o potrà essere escluso per alcune attività svolte nei Paesi a fiscalità privilegiata.

Le sanzioni per l’omessa, incompleta o non veritiera comunicazione sono raddoppiate, passando da 258 a 516 euro per la misura minima e da 2.065 a 4.130 euro la misura massima. Non si applicano le disposizioni dell’art. 12 del D.Lgs. n. 472 del 1997, in materia di cumulo giuridico delle sanzioni. I termini e le modalità della nuova comunicazione saranno definite con un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottarsi entro il 26 aprile p.v..

Dal 1° maggio 2010, i soggetti tenuti alla comunicazione unica per la nascita dell’impresa (art. 7 DL 7/2007), dovranno comunicare obbligatoriamente anche le deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all’estero della sede sociale all’Agenzia delle entrate, all’INPS e all’INAIL.

Al fine di accelerare il recupero dei crediti di imposta illegittimamente utilizzati, viene previsto che l’Agenzia delle entrate trasmetterà alle Amministrazioni e agli enti pubblici, anche territoriali, tenuti al recupero dei crediti di imposta, i dati relativi all’utilizzo in compensazione dei crediti suddetti. Le somme recuperate restano acquisite all’Erario.

 
Osservazioni

Il decreto individua i Paesi a fiscalità privilegiate richiamando due differenti black list: la prima, utilizzata nei confronti delle persone fisiche, ed un’altra, utilizzata nei confronti dei soggetti diversi dalle persone fisiche. L’obbligo di comunicazione sembra sorgere con riferimento alle imprese estere residenti o domiciliate in un Paese qualificato come fiscalmente privilegiato almeno da una delle due black list.

Ciò comporta che, in forza del richiamo presente nel decreto alla black list delle persone fisiche, l’obbligo di comunicazione interessa anche i rapporti commerciali tra imprese italiane ed i soggetti residenti o domiciliati nella Repubblica di San Marino, non inclusa nella black list utilizzata ai fini della normativa CFC ed inclusa, invece, in quelle delle persone fisiche.

Inoltre, in forza del richiamo alla black list di cui al DM 4 maggio 1999, risulterebbero soggette alla comunicazione obbligatoria anche le transazioni con imprese residenti in Paesi esteri soggetti alla normativa CFC solo con riferimento ad alcune specifiche attività o a regimi fiscali agevolati (Monaco e Svizzera).

Il futuro decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, come detto, potrebbe escludere tali specifiche attività o regimi fiscali agevolati dall’obbligo di comunicazione.

Resta da chiarire se l’eventuale ottenimento da parte dell’impresa italiana di un interpello disapplicativo della normativa CFC possa esonerarla dal nuovo obbligo di comunicazione con riguardo alle transazioni operate con la società estera.

Si segnala, che le imprese italiane già effettuano un’apposita segnalazione all’Agenzia delle entrate indicando nella loro dichiarazione annuale, ai sensi dell’art. 110, comma 10 del TUIR, il volume annuo degli acquisti effettuati da società residenti in Paesi a fiscalità privilegiata. Tali Paesi sono individuati dalla black list di cui al DM 23 gennaio 2002, che riproduce sostanzialmente i Paesi esteri inclusi nelle precedenti black list (con l’importante eccezione della Repubblica di San Marino).

La principale differenza rispetto alla comunicazione prevista dal nuovo art. 1 del DL 40/2010 è data dal fatto che tale comunicazione riguarda solo le operazioni passive, mentre la nuova comunicazione include anche le operazioni attive verso soggetti residenti in Paesi black list.

Disposizioni in materia di potenziamento dell’amministrazione finanziaria ed effettività del recupero di imposte italiane all’estero e di adeguamento comunitario

Descrizione

Viene modificata la disciplina della notifica degli avvisi di accertamento e degli atti di riscossione ai contribuenti non residenti, prevedendo forme più snelle e presunzioni di avvenuta notifica.

In materia di concessioni pubbliche statali che generano entrate erariali, vengono introdotte disposizioni con le quali si stabilisce che ogni pratica o rapporto di natura commerciale con soggetti terzi che non siano stati preventivamente previsti in forma espressa, e regolati negli atti di gara sono vietati.

 

Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della riscossione

Descrizione

Vengono semplificate e accelerate le procedure di notificazione delle sentenze delle Commissioni tributarie.

Viene circoscritto l’obbligo di prestare garanzia fideiussoria (ovvero rilasciata dai Confidi), in caso di rateazione delle somme dovute a seguito di conciliazione giudiziale. Attualmente la garanzia va prestata ogni volta che si chiede la rateizzazione delle somme dovute a titolo di conciliazione giudiziale, con la modifica tale obbligo decade se l’importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 euro. Si ricorda che già era stata eliminata dai precedenti decreti anticrisi la fidejussione obbligatoria nella rateizzazione degli importi iscritti a ruolo, così come per gli avvisi bonari sotto i 50.000 euro.

Viene soppresso l’obbligo, oggi previsto a carico degli Uffici locali delle entrate e del territorio, di richiedere l’autorizzazione per la proposizione dell’appello al responsabile del servizio del contenzioso della Direzione Regionale.

Vengono introdotte disposizioni per le società di riscossione dei tributi in crisi.

 
Osservazioni

Le disposizioni porteranno ad una accelerazione dei tempi del processo tributario. Positiva è la disposizione che riduce i casi di prestazione della garanzia fideiussoria nell’ipotesi della conciliazione giudiziale. La misura prosegue l’intervento - di maggior impatto -  operato con il DL 112/2008, che aveva eliminato la fidejussione per la rateizzazione degli importi iscritti a ruolo.

 

Agevolazioni fiscali per la realizzazione dei campionari nel settore tessile-abbigliamento

Descrizione

Viene introdotta una agevolazione fiscale per le spese sostenute, nel periodo di imposta 2010, in attività di R&S finalizzate alla realizzazione di campionari nel settore del tessile e dell’abbigliamento. I soggetti beneficiari sono le imprese che svolgono attività manifatturiere tessili (di cui alla divisione 13 della tabella ATECO) e confezioni di articoli di abbigliamento (di cui alla divisione 14 della tabella ATECO).

L’agevolazione consiste nella deduzione dal reddito imponibile ai fini IRES/IRPEF del valore delle spese agevolate sostenute. La norma stabilisce però un tetto massimo di 70 milioni come onere complessivo per l’Erario e, per garantire il rispetto di tale tetto, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate saranno stabiliti criteri e modalità di attuazione dell’agevolazione.

L’agevolazione potrà essere fruita solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo 2010 (giugno 2011).

Con una formulazione non totalmente chiara, la norma prevede che l’agevolazione sia fruibile nei limiti del de minimis fino all’autorizzazione della Commissione Europea.

 
Osservazioni

La misura è positiva e va a sostegno di un settore che aveva avuto scarso accesso al credito di imposta in R&S. Si ricorda, infatti, che il MISE ha emanato i chiarimenti in ordine agli investimenti oggetto del credito di imposta solo nell’aprile del 2009.

Il meccanismo applicativo è il medesimo di quello previsto per la c.d. Tremonti ter. Anche la nuova agevolazione non sarà dunque immediatamente fruibile dalle imprese in perdita, potendo queste beneficiarne solo se e nella misura in cui realizzeranno redditi imponibili nei prossimi esercizi.

A differenza della c.d. Tremonti ter, è richiesto il rispetto dello stanziamento complessivo a dotazione dell’agevolazione pari a 70 milioni di euro. Ciò implica l’adozione di un meccanismo di monitoraggio da parte dell’Agenzia delle entrate. In sostanza, quindi, l’ammontare dell’agevolazione per ciascuna impresa non sarà determinabile con certezza ex ante, ma solo dopo che sarà espletata la procedura di monitoraggio.

Il testo attuale del decreto indica che l’agevolazione è fruibile nei limiti del regolamento (CE) n.1998/2006 sui cosiddetti aiuti “de minimis” fino all’autorizzazione della Commissione Europea. La formulazione andrebbe chiarita perché:

    * se l’agevolazione è riconosciuta come “de minimis”, non è necessaria l’autorizzazione europea. Qualora si intenda invece notificare la misura alla Commissione Europea andrebbero fornite ulteriori indicazioni;
    * il regolamento (CE) n.1998/2006 citato prevede che gli aiuti “de minimis” non superino la soglia massima di 200.000 euro nel triennio.

La Commissione Europea ha tuttavia autorizzato la concessione di aiuti di importo fino a 500.000 euro fino al 31 dicembre 2010 (Comunicazione 2009/C 83/01 Quadro temporaneo per gli aiuti di stato destinati a favorire l'accesso al finanziamento nel contesto della crisi economica e finanziaria attuale). Qualora si voglia rendere applicabile questa più elevata soglia è necessario notificare la misura alla Commissione ai sensi della Comunicazione citata, oppure fare riferimento nella norma - o nel relativo provvedimento di attuazione ancora da emanare, previa verifica con l’amministrazione - al DPCM del 3 giugno 2009 con il quale l’Italia ha dato attuazione alla Comunicazione. In tale caso, è anche necessario impegnarsi al rispetto di tutte le condizioni dettate sia dalla Comunicazione che dal DPCM (p.e. esclusione delle imprese che versavano in stato di difficoltà al 1 luglio 2008, onere di comunicazione da parte dell’impresa degli eventuali aiuti “de minimis” già ricevuti prima della concessione dell’aiuto, etc).

 

[1] Tale seconda black list sarà sostituita in futuro da una nuova white list, ai sensi dell’art 168-bis, comma 2 del TUIR, che includerà i Paesi ritenuti “virtuosi” sulla base: i) dell’esistenza di un adeguato scambio di informazioni con l’Amministrazione finanziaria italiana, ii) di un livello di tassazione non sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia. Tale white list entrerà in vigore dal periodo di imposta successivo a quello in cui è pubblicata in GU con futuro decreto; fino al periodo precedente resta in vigore la black list di cui al DM 21 novembre 2001.

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