Gli imprenditori
al servizio
delle Imprese

LE NOVITÀ FISCALI DI MAGGIO 2010

30/06/2010

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di maggio 2010. Nel Consiglio dei ministri del 25 maggio è stato anche approvato un decreto legge contenente diverse importanti misure di correzione dei conti pubblici (tra le misure fiscali si segnalano le disposizioni di contrasto all’evasione, le misure in materia di transfer pricing, la tassazione dei fondi immobiliari, la possibilità di una fiscalità differenziata nel Mezzogiorno, etc).

*   *   *

IRES
1.      Decreto incentivi – Conversione in Legge (DL n. 40/2010);
2.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione - Regime fiscale (Circ. 25/E);
3.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione: operatori congressuali (Ris. 47/E);
4.      Controversie sull’imputazione dei componenti negativi di reddito (Circ. 23/E);
5.      Bonus per le aree svantaggiate - Obblighi dichiarativi (Ris. 34/E);
6.      Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo;
7.      Revisione dei coefficienti di ammortamento;
 
Sostituti d’imposta
8.      Recupero IRPEF per ritenute d’acconto non versate (Cass. 10685/2010);
9.      Mensilizzazione del Mod. 770 semplificato;
 
IVA
10.Comunicazione operazioni con soggetti black list (Provv. 28 maggio 2010);
11.Attività di manutenzione delle navi da crociera (Ris. 37/E);
12.Triangolazioni - Regime di non imponibilità (Ris. 35/E);
13.Detrazione d’imposta e reverse charge (Cass. 10819/2010);
14.Merci introdotte irregolarmente nell’UE (Corte di Giustizia Europea C230/08);
 
VARIE
15.Autocertificazione per sgravio in autotutela – (Direttiva Equitalia 10/2010);
16.Abuso del diritto (Cass. 12249/10);
 
INTERNAZIONALE
17.UE: Rapporto Monti;
18.OCSE: Rapporto “Taxing wages 2009”;
19.OCSE: Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni;
20.OCSE: Paradisi fiscali e scambio di informazioni.
 

IRES
1.      Decreto “incentivi” – Conversione in legge (DL n. 40/2010)
E’ stato approvato definitivamente il cosiddetto decreto incentivi (DL n. 40/2010), convertito in legge 22 maggio 2010, n.73. Si riportano di seguito le principali modifiche in materia fiscale apportate al testo originario decreto, commentato nella precedente circolare mensile dell’Area FFW.
Contrasto alle frodi (art. 1)
Il decreto prevede l’obbligo per tutti i titolari di partita Iva di comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate le operazioni poste in essere con soggetti residenti o domiciliati in paesi a fiscalità privilegiata, individuati con le “black list” emanate con DM 4 maggio 1999 e con DM 21 novembre 2001. Dal 1 maggio 2010 diviene inoltre obbligatorio comunicare le delibere di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all’estero della sede sociale, mediante comunicazione unica ad Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, e CCIAA.
Nel corso dell’esame parlamentare sono stati estesi gli obblighi informativi previsti dal testo originario del decreto. Oltre all’obbligo già previsto di comunicare il trasferimento all’estero della sede sociale, le imprese dovranno inviare ad Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, e CCIAA anche tutte le comunicazioni relative ad altre operazioni straordinarie, come conferimenti d’azienda, fusioni e scissioni societarie.
Agevolazione “Tremonti campionari” (art. 4)
Il decreto prevede un’agevolazione fiscale per le spese sostenute nel periodo d’imposta 2010 in attività di R&S finalizzate alla realizzazione di campionari nel settore tessile e abbigliamento. Nella versione originaria del decreto, i soggetti beneficiari sono le imprese che svolgono attività manifatturiere tessili (divisione 13 Tabella Ateco) e confezioni di articoli di abbigliamento (divisione 14). L’agevolazione consiste nella deduzione dal reddito imponibile ai fini Ires/Irpef del valore delle spese sostenute, con un onere massimo per l’erario di 70 mln euro. E’ previsto un meccanismo di monitoraggio da parte dell’Agenzia delle Entrate, per cui l’impresa non conoscerà l’ammontare dell’agevolazione spettante ex ante, ma solo al termine della procedura di monitoraggio.
Nel corso dell’esame parlamentare, sono state introdotte modifiche che ampliano la platea dei soggetti beneficiari e la misura dell’agevolazione:
·        estensione agli investimenti in R&S realizzati da imprese che svolgono attività di fabbricazione di articoli in pelle e simili, comprese le calzature (divisione 15 Tabella Ateco) e attività di fabbricazione di bottoni (codice 32.99.20);
·        innalzamento da 200.000 a 500.000 euro della soglia triennale di fruibilità dell’agevolazione, attraverso il riferimento alla disciplina comunitaria dei cosiddetti aiuti di importo limitato, anziché degli aiuti de minimis.
Con riferimento al secondo punto il testo originario della norma, oltre a non essere corretto sotto il profilo comunitario, non teneva conto della possibilità - in via eccezionale e fino al 31 dicembre 2010 – di concedere aiuti di importo fino a 500.000 euro ai sensi del Quadro temporaneo per gli aiuti destinati a favorire l'accesso al finanziamento nel contesto della crisi economica e finanziaria attuale(Com. UE 2009/C 83/01). Il nuovo testo della norma rende applicabile la disciplina comunitaria e la soglia più elevata prevista per tali aiuti. Dovranno essere corrispondentemente modificati i provvedimenti di attuazione della norma già emanati (provvedimento 2 aprile 2010 e circolare 29 aprile 2010) che fanno esplicito riferimento al regime de minimis.
Infine, l’agevolazione Tremonti campionari è stata limitata alla realizzazione di campionari fatti “nell’Unione Europea”. Si ricorda che nella Comunità Fisco sono state pubblicate delle slides che commentano nel dettaglio le modalità di funzionamento dell’agevolazione.
Incentivi per il sostegno alla domanda (art. 4)
Il decreto prevede l’istituzione di un Fondo per il sostegno alla domanda, che opera mediante l’erogazione di contributi diretti per l’acquisto/rottamazione di determinati beni (motocicli, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, cucine componibili, abitazioni ecologiche, gru per l'edilizia, trattori, motori nautici, rimorchi etc).
Nel corso dell’esame parlamentare, sono state apportate diverse modifiche alla disciplina dei contributi (estensione alle biciclette a pedalata assistita, riconoscimento del contributo in caso di leasing per l’acquisto di gru a torre nel settore dell’edilizia previa rottamazione, etc). Senza entrare nel dettaglio delle modifiche che non hanno carattere fiscale, si ricorda che - come per l’agevolazione Tremonti campionari - è stato previsto che gli incentivi possano essere fruiti nei limiti degli aiuti di importo limitato (con soglia triennale di 500mila euro), anziché nei limiti degli aiuti cosiddetti de minimis (con soglia triennale di 200mila euro). La modifica, oltre ad alzare la soglia di fruibilità dell’aiuto, consente in questo caso anche di superare alcuni limiti all’applicazione degli incentivi. Il precedente riferimento agli aiuti de minimis implicava infatti l'esclusione degli aiuti destinati all'acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi. Questa limitazione viene meno grazie alla modifica apportata.
Altre misure del decreto incentivi
Tra le altre numerose disposizioni inserite nel decreto nel corso dell’esame parlamentare si segnalano quelle in materia di contenzioso tributario (definizione agevolata delle liti pendenti ultradecennali), riscossione delle entrate (divieto di iscrizione di ipoteca per debiti inferiori a 8mila euro, possibilità di bloccare il pignoramento dimostrando l’avvenuto pagamento al concessionario della riscossione, modifiche al capitale minimo necessario per l’iscrizione all’albo delle società di riscossione, recupero coattivo dei crediti Inps a mezzo ruoli etc), regime fiscale e concessorio dei giochi, ampliamento della platea dei beneficiari del 5 per mille Irpef, prestazioni del servizio postale (esenzione Iva limitata al servizio postale universale e operazioni accessorie, tariffe postali agevolate solo per spedizioni da parte di associazioni ed organizzazioni senza scopo di lucro, con esclusione dei giornali di partito), attività edilizia libera.
 
2.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione - Regime fiscale (Circ. 25/E)
Anche a seguito delle sollecitazioni di Confindustria e delle altre associazioni di categoria, l’Agenzia ha rivisto in senso favorevole alle imprese, la propria posizione sulla deducibilità dell’Iva non detratta relativa a prestazioni alberghiere e di ristorazione.
L’Agenzia ha chiarito che, se il contribuente sceglie di non richiedere la fattura relativa alle prestazioni alberghiere o di somministrazione di alimenti e bevande sulla base di valutazioni di convenienza economico-gestionale, l’IVA addebitata e non detratta può costituire un costo inerente all’attività esercitata e, come tale, deducibile dalla base imponibile delle imposte sui redditi. L’accertamento dell’inerenza deve tener conto delle specifiche condizioni sulle quali si basa la scelta dell’imprenditore, per verificare che il sostenimento del costo rappresenti effettivamente un vantaggio economico per l’impresa. Le condizioni per dedurre dal reddito l’IVA non detratta sulle prestazioni in commento sono, quindi, la mancanza di fattura relativa alle prestazioni di vitto e alloggio e la presenza di un effettivo vantaggio economico. In presenza di tali condizioni, la limitazione al 75% della deducibilità delle spese relative a dette prestazioni sarà riferita al costo delle prestazioni stesse maggiorato dell’Iva non detratta.
Si ricorda che l’art. 83, c.28-bis/ter del Dl n. 112/08 ha modificato l’art. 19-bis del decreto IVA, eliminando la previsione di indetraibilità oggettiva dell’IVA relativa a prestazioni alberghiere e alla somministrazione di alimenti e bevande. Pertanto, a decorrere dal 1 settembre 2008, l’IVA su tali prestazioni è detraibile seconde le regole generali in materia di detrazione dell’imposta. Con la circolare n. 6/E del 3 marzo 2009, l’Agenzia delle Entrate aveva precisato che l’IVA non detratta a seguito di una valutazione discrezionale di convenienza economica del contribuente non costituiva un costo inerente e, quindi, non poteva essere dedotta ai fini della determinazione del reddito d’impresa (o del reddito di lavoro autonomo). Analogo principio era stato espresso, ai fini della determinazione della base imponibile IRAP, con la risoluzione n. 84/E del 31 marzo 2009, commentata nella Circolare mensile dell’Area FFW di marzo 2009.
 
3.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione: operatori congressuali (Ris. 47/E)
La risoluzione n. 47/E del 28 maggio analizza alcuni profili concernenti il trattamento fiscale delle spese per servizi alberghieri e di somministrazione, specificatamente applicabili agli operatori congressuali.
L’Agenzia delle Entrate ribadisce che, nonostante il mutato quadro normativo, a seguito dell’abrogazione dell’art. 19-bis1, co. 1, lett. e) del decreto IVA, efficace a decorre dal 1 settembre 2008, l’esigenza di evidenziare nella fattura distintamente il corrispettivo relativo ai servizi alberghieri e di ristorazione oggetto dell’attività propria dell’operatore congressuale, non è venuta meno. La fattura così dettagliata, infatti, consente al beneficiario delle prestazioni di effettuare correttamente la detrazione dell’IVA.
Ciò considerato, l’Agenzia tuttavia riconosce che, nei casi in cui la fatturazione così dettagliata risulti non compatibile con le modalità con le quali è organizzata l’attività congressuale – come nel caso di un contratto di appalto del servizio, con previsione di un unico corrispettivo determinato forfetariamente – l’operatore congressuale può emettere la fattura indicando un corrispettivo unitario da assoggettare all’aliquota ordinaria del 20%.
Il committente, in tal caso, al fine di dedurre dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo il costo dei servizi ricevuti, dovrà acquisire la documentazione riportante il dettaglio delle prestazioni fornite dall’operatore congressuale.
L’Agenzia specifica altresì che il limite di deducibilità del 75%, previsto dall’art. 109, co. 5 del TUIR, per le spese in oggetto, non opera per gli operatori del settore congressuale, in quanto per tali soggetti la rivendita di dette prestazioni costituisce l’oggetto dell’attività imprenditoriale da essi esercitata.
 
4.      Controversie sull’imputazione dei componenti negativi di reddito (Circ. 23/E)
Con riferimento alle controversie sul mancato rispetto del principio di competenza nell’imputazione dei componenti negativi di reddito - e senza implicazioni sulla disciplina generale dei rimborsi – l’istanza di recupero della maggiore imposta versata può essere presentata entro due anni dalla data in cui la sentenza di recupero del costo non di competenza è passata in giudicato, ovvero la pretesa dell’Amministrazione finanziaria di recupero del costo è divenuta definitiva.
Le controversie in questione riguardano le ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria imputa i componenti negativi di reddito ad un periodo d’imposta diverso da quello al quale li ha imputati il contribuente, rispetto al quale sia decaduta la possibilità del contribuente:
·        di presentare una dichiarazione integrativa a proprio favore, rettificando la dichiarazione già presentata (entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo successivo);
·        di presentare un’istanza di rimborso della maggior imposta versata entro 48 mesi dalla data del versamento (entro il termine di prescrizione deve essere presentato ricorso contro l’eventuale silenzio rifiuto dell’Amministrazione finanziaria sull’istanza di rimborso).
 
5.      Bonus per le aree svantaggiate - Obblighi dichiarativi (Ris. 34/E)
L’Agenzia chiarisce che l’obbligo di indicazione in dichiarazione del credito di imposta per investimenti nelle aree svantaggiate, di cui all’art.1, comma 276 della legge 296/2006, si intende riferito al periodo di fruibilità del credito espressamente indicato dall’Agenzia delle Entrate nel nulla osta di concessione del credito.
Pertanto si intende superata l’indicazione contenuta nella RM n. 75/E del 23 marzo 2009, nella quale era specificato che il credito di imposta doveva essere evidenziato nelle dichiarazioni dei redditi relativi ai singoli periodi di imposta in cui lo stesso era maturato.
 
6.      Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo
Il 4 maggio si è tenuto un incontro tra Agenzia delle Entrate, Dipartimento delle Finanze, Confindustria e altre associazioni di rappresentanza delle imprese sulle modalità di ripartizione delle risorse aggiuntive per il credito d’imposta R&S (400 milioni di euro stanziati dalla Legge Finanziaria 2010, successivamente ridotti a 350 milioni). Ad oggi, il nullaosta risulta negato:

    * a circa 11mila imprese per investimenti avviati entro il 28 novembre 2008, per un credito complessivo di circa 737 milioni;
    * a circa 11mila imprese per investimenti avviati successivamente al 28 novembre 2008, per un credito complessivo di circa 342 milioni.

Il Ministero ha proposto di ripartire i 350 milioni di euro disponibili tra tutte le imprese di cui al primo punto sopra indicato, in proporzione all’ammontare richiesto. In questo modo, ciascuna impresa otterrebbe circa il 47% del credito richiesto. Confindustria e le altre Associazioni hanno manifestato un sostanziale consenso verso tale ipotesi di riparto. Confindustria ha peraltro ribadito la necessità di ulteriori risorse per garantire la soddisfazione di tutti i crediti pendenti (si rinvia per un maggior dettaglio alla News del 6 maggio scorso).
 
7.      Revisione dei coefficienti di ammortamento
Confindustria ha avviato una consultazione del sistema associativo in merito alla revisione dei coefficienti di ammortamento prevista dal DL n. 78/09. Il decreto prevede una modifica dei coefficienti attuali, per consentire un più rapido ammortamento dei beni a più avanzata tecnologia o che producono risparmio energetico, che dovrebbe essere compensato dalla revisione in senso opposto dei coefficienti dei beni ritenuti industrialmente meno strategici.
La norma potrebbe rappresentare l’occasione per un aggiornamento generale delle tabelle dei coefficienti di ammortamento. Poiché l’amministrazione fiscale potrebbe chiedere alle imprese indicazioni operative in tal senso, il 12 maggio si è tenuto in Confindustria un incontro con tutte le Associazioni e Federazioni interessate. Le slides relative all’incontro sono consultabili tra i documenti del Gruppo di lavoro Fisco all’interno della Comunità Fisco di Confindustria.
 
Sostituti d’imposta
8.      Recupero IRPEF per ritenute d’acconto non versate (Cass. 10685/2010)
La Cassazione ha riconosciuto legittimo, con l'ordinanza n. 10685 del 4 maggio 2010, il recupero del mancato versamento delle ritenute d’acconto IRPEF ai collaboratori, nei confronti di un’azienda che aveva posto in essere un'interposizione fittizia di appalto di manodopera vietata ai sensi dell’art.1 della legge 1369/1960.
La tesi dell’Ufficio finanziario, fondata sulla presunzione dell’esistenza di un appalto di manodopera per collaboratori impiegati in un’impresa priva di un’autonoma organizzazione, era stata respinta nei primi due gradi di giudizio perché non era stato provato l’utilizzo delle imprese subappaltatrici di attrezzature e capitali dell’impresa appaltante, come previsto dal comma terzo dell’art. 1 della norma in oggetto. La Cassazione ha accolto, invece, la tesi dell’ufficio sulla base del costante orientamento che ritiene configurabile l’appalto di manodopera sia in presenza degli elementi presuntivi considerati dal terzo comma del citato articolo 1, sia quanto il soggetto interposto manchi di una gestione di impresa a proprio rischio e di un’autonoma organizzazione, come verificato nella fattispecie esaminata dalla Corte.
 
9.      Mensilizzazione del Mod. 770 semplificato
Il 4 maggio si è tenuto il secondo incontro tra Agenzia e Associazioni di rappresentanza delle imprese per discutere del progetto avviato dall’Agenzia delle Entrate di sperimentazione del modello 770 semplificato previsto dalla legge n. 244/07,. Confindustria ha fatto presente che il progetto sembra comportare, più che una semplificazione, un aumento dei costi amministrativi per la gestione del personale.
Sono stati segnalati inoltre una serie di aspetti specifici che destano le preoccupazioni delle imprese (si rinvia in proposito alla News del 5 maggio scorso e al dibattito che si è svolto sulla Comunità Fisco, nel Forum dedicato al sistema associativo). L’Agenzia ha dichiarato di essere disponibile a valutare proposte tecniche alternative, e ha convenuto che il progetto potrà proseguire solo qualora sia condiviso dalle imprese.
 
IVA
10.Comunicazione operazioni con soggetti black list (Provv. 28 maggio 2010)
Dando applicazione alla misura introdotta con il DL n. 40/2010 (c.d. decreto incentivi), il Direttore dell’Agenzia delle Entrate – come previsto dall’art. 1, co. 2 del DM 30 marzo 2010 - ha approvato il modello di comunicazione delle operazioni poste in essere da soggetti passivi IVA nei confronti di operatori aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata, individuati dal Decreto del Ministro delle finanze del 4 maggio 1999 e dal Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 21 novembre 2001
I soggetti passivi IVA sono obbligati a presentare tale comunicazione in relazione a tutte le seguente tipologie di operazioni:
a)     cessioni di beni;
b)     prestazioni di servizi rese;
c)      acquisti di beni;
d)     prestazioni di servizi ricevute.
L’obbligo decorre con riferimento alle operazioni effettuate dal 1 luglio 2010.
La comunicazione deve essere presentata esclusivamente in forma telematica all’Agenzia delle Entrate, con riferimento:
·        a periodi trimestrali, se il contribuente interessato ha realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
·        a periodi mensili, nei casi diversi dai precedenti.
La trasmissione deve essere effettuata entro il mese successivo al periodo cui la comunicazione si riferisce.
Per ogni contribuente c.d. black list con cui vengono effettuate transazioni attive o passive, il soggetto obbligato deve indicare nel quadro A del modello, tutte le operazioni distinguendo tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti e non soggette ad IVA. Secondo quanto stabilito dall’art. 4 del DM del 30 marzo 2010, oggetto di comunicazione sono le operazioni registrate o soggette a registrazione, ai sensi delle disposizioni in materia di IVA.
Il quadro A prevede, inoltre, appositi righi nei quali indicare le note di variazione, distinguendo tra quelle che variano operazioni già comunicate nel corso dell’anno, da quelle che incidono su operazioni comunicate in anni precedenti.
 
11.Attività di manutenzione delle navi da crociera (Ris. 37/E)
L’Agenzia chiarisce il trattamento IVA delle prestazioni di manutenzione di navi da crociera alla luce delle nuove regole di territorialità (direttiva servizi 2008/08/CE, recepita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n.18/10). In particolare:
a)           le operazioni di manutenzione svolte da una società residente in Italia (Alfa) in forza di contratti di appalto/subappalto stipulati con l’armatore o il costruttore della nave sono “servizi generici”, il cui criterio di territorialità è disciplinato dall’art. 7-ter, co. 1, lett. a) del DPR n. 633/72:
- se effettuate nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti all’estero, non sono rilevanti nel territorio italiano. Il prestatore nazionale è comunque obbligato ad emettere fattura non soggetta ad IVA e, se il committente è un soggetto passivo stabilito in uno Stato membro dell’Unione Europea, ad inserire la prestazione nell’elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi effettuate (art. 50 c.6 del DL n. 331/93) se per tale operazione è dovuta l’imposta nello Stato del committente;
- se effettuate nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti in Italia, le operazioni sono invece rilevanti in Italia. In questo caso, secondo l’Agenzia è applicabile il trattamento di non imponibilità previsto dall’art. 8-bis, co. 1, lett. e) del DPR n. 633/72 in relazione alle prestazioni relative alla costruzione, manutenzione, riparazione, modificazione, trasformazione, assiemaggio, allestimento, arredamento, locazione e noleggio di navi. Tale disposizione si applica a prescindere dagli schemi contrattuali posti in essere per la realizzazione dell’opera.
b)           le prestazioni di posa e manodopera in genere svolta da soggetti passivi nazionali in forza di contratti di subappalto stipulati con la società Alfa residente in Italia, oppure svolte dalla stabile organizzazione in Italia di soggetti non residenti o da soggetti esteri (senza stabile organizzazione in Italia) in forza dei contratti di subappalto stipulati con Alfa, se rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano sono territorialmente rilevanti in Italia, in quanto soggette alla regola generale di territorialità di cui all’art. 7-ter. Anche per esse è applicabile il trattamento di non imponibilità previsto dall’art. 8-bis, co. 1, lett. e) del decreto IVA. Per le prestazioni svolte dalla stabile organizzazione in Italia di un soggetto estero, qualora vi sia il coinvolgimento diretto della stabile organizzazione, la fattura deve essere emessa da quest’ultima e non si applica il meccanismo dell’inversione contabile, obbligatorio invece nei casi in cui l’operazione sia svolta da un soggetto estero non stabilito.
 
12.Triangolazioni - Regime di non imponibilità (Ris. 35/E)
Nel caso di una triangolazione comunitaria di cui all’art. 58 del DL n. 331 del 1993, in cui il primo cedente ed il promotore della stessa sono soggetti residenti nel territorio italiano, l’Agenzia fornisce chiarimenti in merito alla condizione che consente il trattamento di non imponibilità per entrambe le cessioni: il trasporto o la spedizione dei beni a cura o a nome del cedente. A parziale rettifica di precedenti interventi interpretativi, l’Agenzia indica che l’operazione può godere della non imponibilità IVA anche nel caso in cui il promotore della triangolazione stipuli il contratto di trasporto su mandato ed in nome del primo cedente nazionale. Il promotore agirebbe in tal caso come un intermediario del primo cedente senza avere la materiale disponibilità del bene, condizione necessaria per il trattamento di non imponibilità nella prima cessione dell’operazione triangolare.
 
13.Detrazione d’imposta e reverse charge (Cass. 10819/2010)
La Corte di Cassazione, in un giudizio concernente il mancato assolvimento dell’IVA con il meccanismo dell’inversione contabile in relazione all’introduzione nel territorio italiano di alcuni beni provenienti dallo Stato Città del Vaticano, fa propri i principi espressi dalla Corte di Giustizia Europea nella sentenza sulla causa C-95/07 (sentenza Ecotrade).
Secondo la Corte di Cassazione, l’inosservanza del meccanismo del reverse charge a fronte dell’erronea applicazione dell’imposta secondo le regole applicabili agli acquisti intra-comunitari non può privare il contribuente del diritto alla detrazione dell’imposta, giacché il principio di neutralità fiscale esige che la detrazione dell’IVA a monte sia accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti, anche se taluni obblighi formali siano omessi. Nel caso in esame, quindi, la Corte di Cassazione ha ammesso la possibilità di detrazione dell’IVA, ritenendo applicabile la sanzione corrispondente al 3% dell’imposta irregolarmente assolta, ai sensi dell’art. 6, co. 9-bis del D. Lgs. n. 471 del 1997.
 
14.Merci introdotte irregolarmente nell’UE (Corte di Giustizia Europea C230/08)
In relazione ad un caso di introduzione nel territorio comunitario di sigarette di contrabbando, successivamente sequestrate e distrutte dalle autorità doganali di uno Stato membro, la Corte di Giustizia Europea ha chiarito che:
·        le merci sequestrate all’atto della loro introduzione nel territorio della Comunità e contemporaneamente o successivamente distrutte, senza aver mai cessato di essere in possesso delle autorità doganali stesse, si devono considerare come non importate nel territorio comunitario, con conseguente esclusione dell’IVA;
·        le merci sequestrate dopo la loro irregolare introduzione nel territorio comunitario, ovvero a partire dal momento in cui hanno lasciato la zona nella quale si trova il primo ufficio doganale ubicato all’interno del territorio comunitario, e contemporaneamente o successivamente distrutte, si devono considerare importate, perché integrano il fatto generatore dell’IVA, anche se in un momento successivo siano vincolate ad un regime doganale di esenzione.
 
VARIE
15.Autocertificazione per sgravio in autotutela – (Direttiva Equitalia 10/2010)

Con la direttiva n. 10 del 6 maggio, Equitalia indica in quali circostanze un contribuente può ottenere la sospensione della riscossione coattiva da parte dell’agente della riscossione, mediante la presentazione di una autocertificazione. Secondo Equitalia il contribuente deve essere invitato dall’agente della riscossione a presentare l’autocertificazione qualora, in occasione della notifica del primo atto di riscossione utile o in qualsiasi momento utile della procedura cautelare/esecutiva, questi attesti che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo (ovvero la successiva cartella di pagamento e/o l’avviso per i quali l’agente della riscossione sta procedendo) sono stati interessati:
·        da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore, a seguito della presentazione di istanza di autotutela da parte del debitore;
·        da una sospensione amministrativa concessa dall’ente creditore;
·        da una sospensione giudiziale oppure da una sentenza della magistratura adita, emesse in un giudizio al quale l’agente della riscossione è estraneo;
·        da un pagamento effettuato in favore dell’ente creditore, in data antecedente alla formulazione del ruolo, a condizione che questo sia facilmente ed univocamente riconducibile al ruolo in questione.
 
16.Abuso del diritto (Cass. 12249/10)
La Corte di Cassazione ha ritenuto applicabile il principio dell’abuso del diritto al caso di una società di capitali che concede in comodato ad una associazione sportiva, costituita pressoché dagli stessi soci della società, la gestione di alcuni impianti sportivi. L’associazione sportiva, inoltre, incassate le quote associative da parte dei suoi associati, le trasferisce alla società stessa.
L’Agenzia delle Entrate aveva ritenuto che – nonostante al caso di specie non fosse applicabile l’art. 37-bis del DPR n. 600 del 1973 – attraverso la conclusione del contratto di comodato le parti in realtà perseguissero esclusivamente l’obiettivo di conseguire un risparmio d’imposta. Secondo la Cassazione, la fattispecie integra un abuso di diritto. In particolare, la regolamentazione contrattuale adottata dalle parti è del tutto inconsueta e, per essere opposta al fisco, deve trovare la sua giustificazione in rilevanti ed evidenti ragioni economiche, non ravvisabili nella generica indicazione di motivi di convenienza organizzativa nella gestione degli impianti sportivi addotta dal contribuente.
 
INTERNAZIONALE
17.UE: Rapporto Monti sul rilancio del mercato unico
Ad ottobre scorso il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha chiesto a Mario Monti di preparare un rapporto sulle iniziative necessarie a rilanciare il mercato unico europeo. Il Rapporto "Una nuova strategia per il mercato unico" è stato presentato da Monti il 9 maggio e contiene, tra gli altri, un capitolo dedicato alla dimensione fiscale del mercato unico ed in particolare all'individuazione delle iniziative fiscali prioritarie in tale ambito.
 
18.OCSE: Rapporto “Taxing wages 2009”
L’11 maggio è stato pubblicato il Rapporto annuale OCSE “Taxing wages”. Secondo il Rapporto, che esamina la pressione fiscale e contributiva sul lavoro dipendente, l’Italia è ancora tra i paesi con il cuneo fiscale più elevato, con un livello di oltre dieci punti percentuali superiore alla media del 26% dell’area OCSE. In Italia è inoltre particolarmente elevata la quota di oneri obbligatori non fiscali corrisposti a fondi pensione privati o assicurazioni, quota rappresentata in Italia dall’accantonamento per il TFR. Il Rapporto indica come la pressione fiscale e contributiva sulle retribuzioni sia in lieve diminuzione nella maggioranza dei paesi OCSE, ma evidenzia le difficoltà di molti Stati a proseguire in questa direzione, vista la necessità di intervenire a correzione dei bilanci pubblici.
 
19. OCSE: Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni
Il 21 maggio è stata pubblicata la bozza dell’aggiornamento 2010 del Modello di Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni, la cui approvazione è prevista per luglio prossimo. Le modifiche previste riguardano i seguenti punti:
·        il riconoscimento dei benefici della Convenzione al reddito degli organismi di investimento collettivo (CIV, collective investment vehicles). Tali organismi sono attualmente soggetti fiscalmente trasparenti, considerati come “non residenti” ai fini dell’applicazione delle convenzioni. La modifica dovrebbe consentire di superare il problema della doppia imposizione sui fondi pensione residenti che operano investimenti all’estero attraverso un CIV;
·        una bozza rivista del nuovo articolo 7 della Convenzione (Utili delle imprese);
·        il trattamento delle entità di proprietà dello Stato, compresi i fondi sovrani;
·        l’applicazione della Convenzione ad alcune transazioni di telecomunicazioni;
·        modifiche al Commentario all’art. 15, c.2 della Convenzione (lavoro subordinato).
Sul sito dell’OCSE sono disponibili gli approfondimenti dedicati a ciascuno dei temi sopra evidenziati.
 
20.OCSE: Paradisi fiscali e scambio di informazioni
Il 19 maggio la Repubblica Dominicana, Grenada e St. Lucia sono entrate tra le giurisdizioni che hanno attuato lo standard OCSE sulla trasparenza e lo scambio di informazioni, avendo siglato accordi in materia con almeno altri dodici Stati. Sul sito dell’OCSE è possibile consultare la lista completa degli Stati che ad oggi rispettano lo standard Ocse e degli Stati che, invece, sono ancora indicati dall’OCSE come paradisi fiscali.
 

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