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Proroghe di termini in materia ambientale

11/01/2007

Il decreto-legge 28/12/2006 n. 300 recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative» (GU n. 300 del 28/12/2006) contiene le seguenti proroghe di termini relativi a disposizioni attinenti varie tematiche ambientali:

a. RAEE: l’art. 5, comma 1, proroga fino all'emanazione dei previsti decreti ministeriali di attuazione, e comunque non oltre il 30 giugno 2007, il termine previsto dal d.lgs. n. 151/2005 all'art. 20, comma 5, relativo alla decorrenza dei principali obblighi previsti in materia di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (si vedano le nostre precedenti notizie VI01435 del 24/8/2005, VI01840 del 19/10/2005 e VI03644 del 24/7/2006);

b. VIA e VAS: l’art. 5, comma 2, proroga al 31 luglio 2007 l’entrata in vigore della Parte seconda (relativa a Valutazione ambientale strategica e Valutazione di impatto ambientale) del d.lgs. n. 152/2006 cd. Testo unico ambientale;

c. Discariche: l’art. 6, comma 3, proroga al 31 dicembre 2008 il termine, previsto all’art. 6, comma 1, lett. p), del d.lgs. n. 36/2003 relativo alle discariche, oltre il quale non è più consentito smaltire in discarica rifiuti con PCI (potere calorifero inferiore) superiore a 13.000 kJ/kg. Inoltre l’art. 1, comma 184, lett. c), della legge 27/12/2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007) (suppl. ord. alla GU 27/12/2006, n. 296) prevede un’ulteriore proroga al 31 dicembre 2007 del termine previsto dalle disposizioni transitorie (art. 17, commi 1, 2 e 6 lett. a)) del d.lgs. n. 36/2003 «Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti».
Il rinvio non si applica alle discariche di II categoria, di tipo A, ex 2A, e alle discariche per rifiuti inerti per lo smaltimento di rifiuti di matrice cementizia contenenti amianto.

Per effetto di tale disposizione, non sono quindi pienamente applicabili i criteri fissati dal d.m. 3 agosto 2005 (concernente «Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica»), e fino al 31 dicembre 2007:
- le discariche già autorizzate alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2003 (cioè al 27/3/2003) possono continuare a ricevere i rifiuti per cui sono state autorizzate (articolo 17, comma 1);
- è consentito lo smaltimento nelle nuove discariche (articolo 17, comma 2), in osservanza delle condizioni e dei limiti di accettabilità previsti dalla deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984, nonché dalle deliberazioni regionali connesse, relativamente:

a. nelle discariche per rifiuti inerti, ai rifiuti precedentemente avviati a discariche di II categoria, tipo A,
b. nelle discariche per rifiuti non pericolosi, ai rifiuti precedentemente avviati alle discariche di prima categoria e di II categoria, tipo B,

c. nelle discariche per rifiuti pericolosi, ai rifiuti precedentemente avviati alle discariche di II categoria tipo C e terza categoria;

- restano validi i valori limite e le condizioni di ammissibilità previsti dalla deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 (articolo 17, comma 6, lettera a).


Testo dell’art. 1, comma 184, lett. c), della legge n. 296/2006

c) il termine di cui all’articolo 17, commi 1, 2 e 6, del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, è fissato al 31 dicembre 2007. Tale proroga non si applica alle discariche di II categoria, di tipo A, ex «2A», e alle discariche per rifiuti inerti, cui si conferiscono materiali di matrice cementizia contenenti amianto.

 

Infine si segnala che l’art. 2, comma 1, decreto-legge n.300 del 28/12/2006 stabilisce la proroga al 31 dicembre 2007 del termine, in precedenza fissato al 30 giugno 2006, per:

  • la presentazione delle domande di riconoscimento o di concessione preferenziale di acque non iscritte negli elenchi delle acque pubbliche,
    • le denunce dei pozzi.

    Il decreto-legge peraltro fa riferimento al termine previsto dall’art. 23, comma 6-bis, del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152, provvedimento che è stato abrogato dal d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 cd. Testo unico ambientale, del quale si veda l’art. 96, comma 7, al quale più correttamente avrebbe dovuto fare riferimento il testo del decreto-legge.
    Si ritiene che tale errore di riferimento possa essere corretto in sede di conversione in legge del decreto sopraccitato.



Per ulteriori informazioni: Fabrizio Impera

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