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Finanziaria 2007 - IRPEF

25/01/2007

Con l'approvazione della nuova legge finanziaria 2007 sono state modificate le regole che disciplinano la determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

In particolare sono stati riscritti gli articoli 11, 12 e 13 del Testo unico delle imposte sui redditi relativi rispettivamente a: determinazione dell'imposta detrazioni per carichi di famiglia e altre detrazioni.

Nuove aliquote e nuovi scaglioni di reddito

I nuovi scaglioni di reddito e le relative aliquote sono i seguenti:

fino a 15.000 euro: 23%
oltre 15.000 e fino a 28.000 euro: 27%
oltre 28.000 e fino a 55.000 euro: 38%
oltre 55.000 e fino a 75.000 euro: 41%
oltre 75.000 euro: 43%.


La determinazione dell'imposta


L'eliminazione della deduzione (c.d. no-tax area) e della deduzione per oneri di famiglia (c.d. no-family area) comporta una radicale modifica nella determinazione dell'imposta.
L'imposta lorda si determina applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili le nuove aliquote per scaglioni di reddito sopra riportate.

L'imposta netta è determinata sottraendo dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, le nuove detrazioni previste dalla legge (per carichi di famiglia, per lavoro, ecc.).

Detrazioni per carichi di famiglia

Dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i seguenti importi:


a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato
· 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
· 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;
· 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro.

b) La detrazione spettante per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato è aumentata di un importo pari a:
1) 10 euro, se il reddito complessivo e` superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;
2) 20 euro, se il reddito complessivo e` superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;
3) 30 euro, se il reddito complessivo e` superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;
4) 20 euro, se il reddito complessivo e` superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;
5) 10 euro, se il reddito complessivo e` superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro.

c) 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati
La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.
Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.
La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro.
In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per
tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.

La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati o, previo accordo tra gli stessi, spetta interamente al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.
Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella  misura del 50 per cento tra i genitori.

Se il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore.
Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa.

In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo.
Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, o se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente
ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste per il coniuge a carico;

d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell'articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro.

Le detrazioni per carichi di famiglia spettano se le persone alle quali si riferiscono abbiano un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore a 2.840,51 euro.

Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste.


Detrazioni per redditi di lavoro dipendente

Sempre a decorrere dal periodo di imposta 2007, ai titolari di reddito di lavoro dipendente, anche non residenti spetta una detrazione d'imposta rapportata al periodo di lavoro nell'anno; la detrazione spetta in sostituzione della deduzione per no-tax area.

Tale detrazione spetta anche ai titolari di reddito assimilato a quello di lavoro dipendente tra cui, per quanto d'interesse per le aziende, compensi percepiti da lavoratori soci di cooperative; borse di studio; compensi derivanti da "rapporti di collaborazione coordinata e continuativa".

Anche le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente, come per quelle relative ai familiari a carico, spettano in misura decrescente con l'aumentare del reddito fino ad annullarsi alla soglia dei 55.000 euro di reddito complessivo.

Le detrazioni per lavoro dipendente e redditi di pensione sono rapportate al periodo di lavoro o di pesione nell'anno. Le altre detrazioni si applicano invece a prescindere dal periodo di attività nell'anno.

Nei casi in cui si abbiano più tipologie di reddito, gli importi delle detrazioni non possono essere cumulati e ci si potrà avvalere della detrazione più conveniente.

Nella tabella allegata si riportano le detrazioni per lavoro dipendente, per redditi da pensione e per le altre tipologie di reddito.


Soggetti non residenti

Per i  soggetti non residenti le detrazioni per carichi di famiglia spettano per gli anni 2007, 2008 e 2009 a condizione che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, individuata con apposito decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze da emanarsi entro la fine del mese di gennaio, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, superiore a 2.840,51 compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato e di non godere nel paese di residenza di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.

Per i cittadini extra comunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d'imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per carichi di famiglia, la documentazione di cui sopra potrà essere formata da:
· documentazione originale prodotta dall'autorità consolare del Paese d'origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del Prefetto competente per territorio;
· documentazione con apposizione dell'"apostille", per i soggetti che provengono dai paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961;
· documentazione validamente formata nel pese d'origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in Italiano ed asseverata come conforme all'origine dal consolato italiano del paese d'origine.

La richiesta di detrazione, per gli anni successivi al 2007, deve essere accompagnata da dichiarazione che confermi il perdurare della situazione certificata ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.


Addizionale comunale all'Irpef

A partire dal 2007 le delibere di istituzione o modifica dell'addizionale comunale IRPEF avranno decorrenza dal periodo d'imposta in corso alla data della sua pubblicazione sul sito www.finanze.it; precedentemente la loro efficacia aveva valore a partire dal periodo d'imposta successivo.

L'addizionale comunale è dovuta al Comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale stessa.

Il versamento dell'addizionale dovrà essere effettuato in acconto e a saldo, unitamente al saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. L'acconto è stabilito nella misura del 30% dell'addizionale ottenuta applicando l'aliquota deliberata dal comune al reddito imponibile dell'anno precedente.
Relativamente ai redditi di lavoro dipendente e ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, l'acconto dell'addizionale dovuta è determinato dai sostituti d'imposta e il relativo importo è trattenuto in un numero  massimo di 9 rate mensili, effettuate a partire dal mese di marzo. Il saldo dell'addizionale dovuta è determinato all'atto delle operazioni di conguaglio e il relativo importo è trattenuto in un numero massimo di 11 rate, a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto di lavoro l'addizionale residua è prelevata in unica soluzione.

A decorrere dall'anno di imposta 2007, il versamento dell'addizionale comunale all'Irpef è effettuato direttamente ai comuni di riferimento, attraverso un apposito codice tributo assegnato a ciascun comune.

Clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia, introdotta nel 2003 e prorogata negli anni successivi dalle diverse leggi finanziarie, e che consentiva ai contribuenti di scegliere il sistema di tassazione più conveniente tra quello in vigore e il precedente, è stata abolita dal 1° gennaio 2007.

E' stata invece introdotta una clausola di salvaguardia sulla tassazione del trattamento di fine rapporto, secondo la quale ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennità equipollenti e sulle altre indennità e somme connesse alla cessazione dei rapporti di lavoro, di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) del TUIR, si applicano, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006.


Scarica tabella nuove detrazioni


Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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