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Le novità fiscali di marzo 2007

06/04/2007

Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di marzo 2007, in particolare con riferimento a:

1. rimborsi Iva auto aziendali
2. ammortamento di terreni e fabbricati
3. cuneo fiscale Irap
4. bonus per le aggregazioni tra imprese
5. bonus investimenti
6. società di comodo
7. consolidato fiscale
8. Iva cessioni e locazioni fabbricati
9. fiscalità europea

1. Rimborsi Iva auto aziendali

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 30 marzo un disegno di legge che individua le risorse necessarie a liquidare le istanze di rimborso Iva ai contribuenti (5,7 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2007-2009).
Si attende ora a breve un provvedimento che, come richiesto anche da Confindustria, introduca una proroga per il termine di presentazione delle istanze di rimborso, attualmente fissato al 16 aprile 2007, e che semplifichi le modalità di calcolo dell’ammontare dovuto. Attualmente, è previsto che il rimborso sia disposto al netto delle maggiori imposte dirette dovute a seguito del ridursi del costo fiscale del veicolo. Questo complesso meccanismo di ricalcolo delle imposte potrebbe essere sostituito dall’applicazione di un’unica imposta sostitutiva di Ires, Irpef e Irap.

Si segnala inoltre che, con un comunicato stampa del 21 marzo 2007, sono state fornite precisazioni sulla tassazione Irpef del reddito attribuito al lavoratore dipendente a seguito dell’utilizzo di un’auto aziendale. Il ministero ha chiarito che le nuove disposizioni della legge finanziaria - che incrementano il fringe benefit in capo al dipendente dal 30 al 50% delle tariffe ACI - si applicano dal 2007, ma che di esse non si tiene conto ai fini dei versamenti in acconto. I sostituti possono, pertanto, effettuare le ritenute facendo ancora riferimento alle disposizioni previgenti, che potrebbero essere confermate anche per il futuro. In sostanza il Ministero, recependo anche le indicazioni di Confindustria al riguardo, ha "anticipato" la volontà di mantenere per il 2007 la previgente tassazione sul 30% del costo ACI.


2. Ammortamento di terreni e fabbricati

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 30 marzo un disegno di legge che modifica la nuova disciplina sull’ammortamento degli immobili strumentali ed elimina l’attuale applicazione retroattiva che - come segnalato da Confindustria - penalizza fortemente le imprese interessate. In particolare si prevede che, per i beni acquistati prima del periodo d’imposta in corso al 4 luglio 2006, l’ammortamento pregresso già dedotto ai fini fiscali riduce proporzionalmente il costo del terreno e il costo della costruzione che vi insiste, e non più il solo costo del fabbricato. In questo modo, gli ammortamenti dedotti in precedenza (cioè il fondo esistente nel bilancio 2005) si considerano in parte riferiti ai terreni, con la conseguenza che il valore residuo dei fabbricati aumenta e che le imprese ottengono il vantaggio di beneficiare più a lungo della deduzione del costo.


3. Cuneo fiscale

Il 26 marzo il governo italiano ha incontrato la Commissione europea per discutere, sempre in via informale, della norma che riduce il cuneo Irap (legge 296/06, art.1, c.266). L’entrata in vigore della norma è esplicitamente subordinata all’autorizzazione europea e alla verifica di legittimità sotto il profilo della normativa sugli aiuti di stato. Il principale punto in discussione è la possibile selettività della norma, che esclude alcuni settori. Il governo si è impegnato a procedere alla notifica formale della misura all’inizio del mese di aprile. La procedura di approvazione comunitaria prevede un tempo massimo di due mesi dal momento in cui le parti coinvolte (Commissione e paese) ritengano di aver ricevuto o dato tutte le informazioni necessarie ai fini della valutazione. Confindustria si è attivata al fine di evitare che l'eventuale autorizzazione comunitaria intervenga oltre il tempo utile per permettere alle imprese il calcolo e il versamento dell’Irap a saldo e in acconto già nel giugno prossimo.


4. Bonus per le aggregazioni tra imprese

La circolare n. 16/E del 21 marzo 2007 fornisce alcuni chiarimenti in merito all’incentivo per le operazioni di aggregazione aziendale introdotto dalla legge finanziaria 2007 (art. 1, commi da 242 a 249, legge n. 296/2006).
La norma ha introdotto, per le operazioni di fusione e scissione realizzate nel biennio 2007-2008, il riconoscimento “gratuito” del valore fiscale dell’avviamento e di quello attribuito ai beni strumentali materiali e immateriali per effetto della imputazione del disavanzo da concambio, per un ammontare complessivo non eccedente l’importo di 5 milioni di euro. Per le operazioni di conferimento, è previsto il riconoscimento gratuito dei maggiori valori iscritti in contabilità dal conferitario a seguito del conferimento ricevuto, sempre nei limiti di 5 milioni di euro.

La fruizione dell’agevolazione è subordinata alle condizioni che le imprese partecipanti all’operazione:

  • siano operative da almeno due anni. Non è sufficiente la formale costituzione dell’impresa da almeno un biennio, ma è necessario che nel biennio sia stata svolta una effettiva attività commerciale;
  • non facciano parte dello stesso gruppo. Si considerano parte dello stesso gruppo societario la società controllante e le società controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, legate cioè anche da vincoli contrattuali;
  • non siano legate da rapporto di partecipazione. L’agevolazione quindi non si applica nei casi in cui l’operazione di fusione, scissione o conferimento coinvolga soggetti interessati da qualsiasi rapporto di partecipazione;
  • non siano controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto ai sensi dell’articolo 2359 del c.c.. Nel controllo indiretto rientrano anche i casi di controllo assicurato dalla medesima persona fisica o da persone legate da rapporti di parentela (coniuge, parente entro il terzo grado, affine entro il secondo grado).

I suddetti requisiti devono sussistere non solo al momento in cui è effettuata l’aggregazione, ma devono essere posseduti ininterrottamente anche nel corso dei due anni precedenti.

Per riscontrare la presenza dei suddetti requisiti, la norma prevede l’obbligo di presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita istanza di interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212. In caso di omessa presentazione dell’istanza, gli uffici eccepiranno l’inammissibilità dell’eventuale ricorso proposto avverso l’avviso di accertamento che disconosce gli effetti dell’agevolazione.

E’ prevista la decadenza dall’agevolazione qualora la società risultante dall’aggregazione effettui ulteriori operazioni straordinarie ovvero ceda i beni iscritti o rivalutati nei primi quattro periodi di imposta dall’effettuazione dell’operazione straordinaria, fatta salva la possibilità di presentare interpello ex art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. n. 600 del 1973. La decadenza, secondo l’interpretazione dell’Agenzia, opererebbe anche nel caso di operazioni effettuate dai soci, così ad esempio opererebbe se il conferente cedesse, entro quattro anni dalla data di effettuazione dell’operazione di aggregazione, al conferitario le partecipazioni ricevute in cambio dell’azienda conferita.


5. Bonus investimenti (art. 8 legge n. 388/2000)

La risoluzione 15 marzo 2007 n. 51/E fornisce indicazioni sull’applicazione del credito di imposta sugli investimenti in aree svantaggiate, di cui all’art. 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. La norma prevede che, per avere diritto al credito, gli investimenti devono essere avviati entro sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza per l’attribuzione del credito di imposta. Secondo la risoluzione, questo termine deve essere rispettato anche dai contribuenti ai quali il bonus - inizialmente negato per esaurimento dei fondi - sia stato riconosciuto solo dopo il decorso del predetto termine semestrale.
Si segnala inoltre che, con comunicato stampa del 21 marzo 2007, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che la proroga per la fruizione del credito d’imposta, introdotta dall’art. 4, comma 4-bis del D.L. n. 300/2006, è sospesa in attesa che la Commissione europea ne valuti la compatibilità con la disciplina sugli aiuti di Stato. La proroga riguarda gli investimenti completati successivamente al 31 dicembre 2006 da coloro che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’agevolazione negli anni 2005 e 2006.


6. Società c.d. “di comodo”

La circolare n. 14/E del 15 marzo 2007 fornisce istruzioni in merito alla trattazione delle istanze di disapplicazione della disciplina sulle società non operative, presentate ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. n. 600/1973.
Le istanze devono essere presentate in tempo utile per ottenere una risposta entro i termini per la presentazione della dichiarazione; i presupposti per l’accoglimento sono rappresentati dalla completezza e veridicità dei dati in esse contenuti e dal concreto riscontro nel successivo comportamento tenuto dal contribuente. Le istanze sono dichiarate improcedibili se non descrivono compiutamente la fattispecie concreta e, qualora siano richieste informazioni integrative, se il contribuente presenti un riscontro soltanto parziale a tali richieste. In questo caso, sarà prospettata all’interessato la possibilità di riproporre l'istanza adeguatamente argomentata. Il provvedimento del Direttore Regionale di accoglimento o di rigetto della istanza va emesso entro 90 giorni dalla data di presentazione dell'interpello (art. 1, c. 6, del DM n. 259/88).

 

7. Consolidato fiscale

L’Agenzia delle Entrate con le risoluzioni n. 36/E, 44/E e 48/E, rispettivamente dell’8, del 12 e del 13 marzo 2007, ha fornito chiarimenti sull’applicazione del consolidato nazionale (artt. 117 e ss. del Tuir). In particolare, sono stati affrontati gli aspetti relativi alle rettifiche di consolidamento ex art. 122 del Tuir, all’interruzione della tassazione di gruppo ex art. 124 del Tuir ed al trattamento delle perdite in caso di scissione di società aderente al consolidato.


8. Iva su cessioni e locazioni di fabbricati

La circolare n. 12/E del 1° marzo 2007 ha risposto a quesiti presentati su specifiche problematiche relative al nuovo regime delle cessioni e locazioni di fabbricati ai fini delle imposte indirette (art. 35 D.L. n. 223/2006). Tra i chiarimenti, si segnalano quelli relativi alla rettifica delle detrazioni Iva già effettuate in base alla disciplina previgente, al regime di tassazione degli immobili pertinenziali, al riscatto di immobili in leasing etc.


9. Fiscalità europea

Tra le principali novità si segnalano le seguenti:
Italia - Condono Iva e procedura di infrazione comunitaria. La Commissione europea ha adito il 23 marzo la Corte di Giustizia delle Comunità Europee per l’illegittimità del condono Iva adottato con la legge finanziaria 2003, ed esteso con la legge finanziaria 2004. Secondo la Commissione, il condono Iva comporta una violazione della sesta direttiva perchè l’Italia ha rinunciato ai controlli sulla riscossione dell’imposta con modalità tali da oltrepassare il margine di discrezionalità che hanno gli Stati membri per adeguare i controlli alle proprie risorse umane e tecniche. La Commissione aveva già adito lo scorso anno la Corte di Giustizia CE con riferimento all’introduzione del condono.

Germania - Riforma fiscale per il 2008. Il Governo tedesco ha approvato un progetto di riforma fiscale che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2008. La riforma prevede una riduzione dell’aliquota legale complessiva sulle imprese dal 39% al 30% circa, a fronte di un ampliamento della base imponibile. Ad esempio, dovrebbe essere introdotto un limite alla possibilità di deduzione degli interessi.

Germania – Credito d’imposta sui dividendi. La Corte di Giustizia CE ha dichiarato che la disciplina tedesca in materia di credito d’imposta sui dividendi applicabile negli anni 1995-1997 è contraria al principio della libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali di cui all’art. 56 del Trattato (sentenza C-292/04 W. Meilicke v Finanzamt Bonn-Innenstadt). La disciplina in questione prevedeva che ai soci residenti in Germania fosse concesso il credito d’imposta solo se i dividendi erano distribuiti da imprese residenti in Germania. La Corte non ha accolto neanche la richiesta del Governo tedesco di limitare nel tempo gli effetti della sua pronuncia, per il rischio di gravi conseguenze finanziarie e per l’obiettiva incertezza in merito alla disciplina comunitaria dei capitali.

Gran Bretagna – Thin capitalisation. La Corte di Giustizia CE ha dichiarato che la normativa inglese in materia di thin capitalization, in vigore fino al 2004, è contraria al principio di libertà di stabilimento e determina una disparità di trattamento tra le società mutuatarie residenti a seconda del luogo della sede della società collegata mutuante (sentenza C-525/04 del 13 marzo 2007 Test Claimants in the Thin Cap Group Litigation v Commisioners of Inland Revenue). La disciplina limitava, infatti, la possibilità per una società residente nel Regno Unito di dedurre gli interessi passivi sui finanziamenti ottenuti da una società controllante residente in un altro Stato membro, mentre tale restrizione non trovava applicazione se gli interessi erano riferibili a finanziamenti concessi da una società controllante residente.

Eurostat – Dati sulla pressione fiscale in Europa. L’Eurostat, ufficio statistico della Comunità Europea, ha pubblicato i dati sull’andamento della pressione fiscale in Europa tra il 1995 e il 2005. I dati sono consultabili sul sito Internet dell’ufficio.


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