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Le novità fiscali di giugno 2007

05/07/2007

Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di giugno 2007, in particolare con riferimento a:

1.Studi di settore
2.IVA auto aziendali
3.Incentivo all’esodo
4.Ticket trasporto
5.Fusione: utilizzo credito di imposta
6.Società non operative
7.Liquidazione IVA di gruppo
8.Associazione in partecipazione
9.Trasparenza fiscale
10.Fiscalità europea


1. Studi di settore

Con la circolare 12 giugno 2007, n. 38/E l'Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in ordine alle principali novità relative agli studi di settore in vigore dal periodo d'imposta 2006. La circolare illustra, tra l’altro, le principali novità intervenute con riguardo alle versioni “evolute” degli studi e fornisce importanti precisazioni in merito alla applicazione degli indicatori di normalità economica. In particolare, la circolare precisa che gli Uffici, in sede di controlli relativi all'anno d'imposta 2006, dovranno tener conto degli eventuali risultati più favorevoli al contribuente che emergeranno dagli studi posti in revisione nel corso del 2007. Questa affermazione conferma indirettamente che i risultati di Gerico 2007, per effetto dell'applicazione degli indicatori di normalità economica, risultano poco attendibili anche per l'Amministrazione finanziaria.
Con comunicato stampa del 15 giugno, è stato anticipato un apposito provvedimento, in corso di pubblicazione, con il quale è stata disposta la proroga del termine di versamento delle imposte per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Più precisamente, questi contribuenti e quelli che partecipano a società, associazioni e alle imprese soggette agli studi di settore hanno ottenuto una proroga di 20 giorni ai fini del versamento del saldo 2006 delle imposte risultanti dalla dichiarazione unificata annuale e dell’eventuale primo acconto per il 2007. Pertanto, la scadenza del 18 giugno è stata differita al 9 luglio, mentre dal 10 luglio all’8 agosto sarà possibile effettuare i versamenti con la maggiorazione dello 0,40 per cento.


2. IVA auto aziendali

L’autorizzazione del Consiglio della UE a limitare il diritto alla detrazione IVA nella misura forfetaria del 40% delle “spese relative a veicoli stradali a motore non interamente utilizzati a fini professionali" è divenuta ufficiale con la pubblicazione della relativa decisione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 27 giugno scorso – L.165/33 –.


3. Incentivo all’esodo

Con risoluzione del 19 giugno, n. 138, l’Agenzia delle Entrate ha considerato applicabile la disciplina transitoria prevista dall’art. 36, comma 23, del D.L. n. 223, che consente di continuare a beneficiare della norma di agevolazione agli incentivi all’esodo, alle somme corrisposte sulla base di verbali di conciliazione sottoscritti dai lavoratori in data successiva a quella dell’entrata in vigore del citato D.L. n. 223/2006 (4 luglio 2006), ma in attuazione di accordi precedentemente conclusi. Inoltre, l’Agenzia ha chiarito che qualora il sostituto di imposta, in via cautelativa, non abbia applicato la norma di favore operando maggiori ritenute, queste possono formare oggetto di rimborso ai lavoratori interessati da parte dello stesso sostituto di imposta che dovrà, quindi, provvedere ad emettere nuovamente il CUD con l’indicazione, nella sezione “annotazioni”, che i dati corretti riguardano le somme tassate separatamente. Il sostituto dovrà, infine, indicare nel Modello 770/2007 il credito nei confronti dell’Erario che potrà essere compensato ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.


4. Ticket trasporto

Con risoluzione del 5 giugno, n. 126, concernente il trattamento dei “ticket trasporto”, offerti ai dipendenti per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico usufruibile anche per percorsi estranei al tragitto casa-lavoro e in giorni non lavorativi, l’Agenzia delle entrate ha ritenuto non applicabile la disposizione di cui al comma 2, lettera d), dell’art. 51 del TUIR, che prevede l’esclusione da tassazione delle prestazioni di trasporto collettivo offerte alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti, in quanto, nel caso di specie, i dipendenti non fruiscono di un servizio di trasporto per la tratta casa-sede di lavoro, ma piuttosto beneficiano di un valore economico corrisposto dal datore di lavoro pari a 258,23 euro. Per tali motivi, quindi, l’Agenzia ha ritenuto applicabile la disposizione di cui all’ultimo periodo del comma 3, dell’art. 51, secondo la quale è escluso da tassazione il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti se complessivamente inferiore, nel periodo di imposta, all'importo di 258,23 euro (lo stesso valore se superiore è tassato integralmente).


5. Fusione: utilizzo credito di imposta

Con risoluzione del 25 giugno, n. 144, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la società risultante dalla fusione può beneficiare dei crediti d’imposta per le nuove assunzioni di cui all’art. 7 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 maturati e non utilizzati dalle società fuse. La fusione è, infatti, un’operazione successoria che, come chiarito dall’art. 172, comma 4,del TUIR, comporta - dalla data in cui ha effetto la fusione - il trasferimento alla società risultante dalla fusione degli obblighi e dei diritti delle società fuse relativi alle imposte sui redditi.


6. Società non operative

Con risoluzione del 14 giugno, n. 134, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime fiscale agevolato dello scioglimento o della trasformazione in società semplice delle società non operative, di cui all’art. 1, comma 111, della legge Finanziaria per il 2007, si applica anche nel caso in cui i soci siano rappresentati da società fiduciarie, a condizione, fra le altre, che tutti i fiducianti siano persone fisiche che non detengono la partecipazione in regime d'impresa e che sia fornita la prova che il contratto fiduciario sia sorto anteriormente alla data richiesta per l'iscrizione nel libro soci ai sensi del richiamato comma 111.


7. Liquidazione IVA di gruppo

Ai fini dell’attivazione della procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, nell’ipotesi di un conferimento di un ramo d’azienda in una società appositamente costituita per ricevere tale apporto, l’Agenzia – con risoluzione del 14 giugno, n. 132 – ha ritenuto soddisfatto il requisito del controllo che, ai sensi dell’art. 2 del D.M. 13 dicembre 1979, deve sussistere dall’inizio dell’anno solare precedente. In una tale situazione, infatti, il possesso precedente del complesso aziendale da parte della società conferente, che si trasforma da diretto in indiretto con il conferimento, non modifica nella sostanza l’assetto del gruppo ed esclude i caratteri di occasionalità e temporaneità del controllo che la disposizione in commento intende neutralizzare. Pertanto, la capogruppo può includere nella liquidazione dell’Iva di gruppo la società neocostituita al solo scopo di ricevere un ramo d’azienda a decorrere dall’anno successivo a quello in cui è stato realizzato il conferimento, a prescindere dal predetto limite temporale, purché la capogruppo abbia già presentato il modello Iva 26.


8. Associazione in partecipazione

Con risoluzione del 5 giugno, n. 123, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che un contratto di associazione in partecipazione che prevede che la società associata metta a disposizione dell’associante l’attività di consulenza di almeno uno dei suoi dipendenti, il proprio marchio, e a titolo “non di apporto” contribuisca nella misura del 50% ai costi della società associante, sia qualificabile come un contratto con apporto di capitale ed opere e servizi (apporto c.d. “misto”), la cui remunerazione risulta totalmente indeducibile per l’associante, ai sensi dell’art. 109, comma 9, lett. b), del TUIR, in quanto gli obblighi assunti dall’associato sono costituiti in parte da una prestazione di opere e servizi e in parte da una prestazione in denaro. Coerentemente, la remunerazione dell’associato è assoggettata a tassazione con le stesse modalità disposte per gli utili da partecipazioni societarie.


9. Trasparenza fiscale

Con risoluzione del 21 giugno, n. 142, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che l’opzione per la trasparenza fiscale ex art. 116 del TUIR risulta valida anche qualora nella comunicazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate dalla società partecipata trasparente non vi sia la corretta indicazione di tutti i soci (nel caso di specie è stato indicato il nominativo del socio uscente in luogo del nominativo del socio effettivo) a condizione che tutti i soci abbiano preventivamente adempiuto all’obbligo dell’invio alla società partecipata trasparente di una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale sia espressa la volontà di optare per la trasparenza. In tal caso, infatti, la non corretta indicazione costituisce un mero errore formale.
L’Agenzia ha, inoltre, evidenziato che si ritiene utile che la società partecipata trasparente comunichi l’errore commesso agli uffici dell’Agenzia competenti in base al proprio domicilio fiscale, al domicilio del socio indicato erroneamente e quello nei confronti del quale l’opzione è da considerarsi esercitata.


10. Fiscalità europea

Il Consiglio dell’Unione Europea, riunitosi il 4 e il 5 giugno scorsi, ha adottato delle conclusioni con riguardo alle attività volte ad ostacolare le frodi fiscali, ed alcune misure dirette alla semplificazione delle procedure in materia di Iva per le imprese e allo sviluppo delle attività tese alla creazione della base imponibile consolidata comune (CCCTB). In particolare, con riferimento alla lotta alle frodi fiscali, il Consiglio, condividendo il lavoro fatto sinora dalla Commissione europea, invita la stessa a presentare, entro la fine di quest’anno, proposte legislative volte a migliorare l’efficacia di un ampio ventaglio di norme antifrode. Inoltre, il Consiglio invita la Commissione a presentare, entro la seconda metà di quest'anno, un resoconto su tutte le misure anti-frode proposte dagli Stati membri, comprese quelle proposte per la lotta alle frodi in materia di IVA, tassazione nello Stato di origine e sistema generalizzato del reverse charge.
Per quanto concerne, invece, la semplificazione delle procedure in materia di IVA per le imprese, il Consiglio ha raggiunto un accordo politico con riferimento al luogo della prestazione dei servizi, alla bozza di direttiva sui rimborsi e alla cooperazione amministrativa, confermando l’intenzione di adottare formalmente tali proposte entro la fine dell’anno e di renderle operative al più tardi entro il 2010.

In materia di base imponibile consolidata comune – Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB) – attraverso la quale le imprese europee che hanno la sede in vari Stati membri potranno calcolare la propria base imponibile di gruppo secondo un unico sistema di norme, la Commissione è impegnata a presentare entro l’anno prossimo una proposta legislativa che tenga conto degli interessi e delle indicazioni dei singoli Stati membri.


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