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Ambiente - decreto correttivo Codice ambientale

08/08/2007

Lo  scorso 20 luglio il Consiglio dei Ministri  ha approvato “salvo intese” il  secondo decreto correttivo del Codice Ambientale sulla base di un testo predisposto  dal  Ministro dell’Ambiente che, ad avviso di Confindustria, disattendeva quasi interamente le raccomandazioni del Parlamento e delle Regioni.

Il  confronto  tra  Ministeri  per  il  raggiungimento  delle “intese” si è protratto  per  due settimane e si è concluso in queste ore con la modifica di molte delle norme contenute nel testo del 20 luglio.

Dalle  prime  informazioni, che dovrebbero essere confermate  nelle  prossime ore, sono state modificate, nel senso auspicato da  Parlamento  e  Regioni,  le disposizioni più penalizzanti relative alla definizione  di  rifiuto,  di  prodotto  recuperato,  di sottoprodotto e di deposito  temporaneo, nonchè quelle relative  alle Materie prime secondarie (MPS all’origine, rottami ferrosi e non ferrosi).

Per  la  parte relativa alle acque già il testo del 20 luglio conteneva due modifiche  importanti in merito alla definizione di scarico e al divieto di miscelazione  degli  scarichi. Sempre nel testo del 20 luglio era già stata regolata  l'esclusione  dall'obbligo  del  MUD per i trasportatori in conto proprio.

Per quanto riguarda le terre e rocce da scavo è stato introdotto un periodo transitorio   per   consentire   l'attività   degli  operatori in  attesa dell'emanazione  di  decreti  attuativi;  per  il  resto il testo è rimasto immodificato.

Non  sono  state  accolte  le raccomandazioni del Parlamento a favore della soppressione  del  MUD,  per  il  quale  viene  ripristinato  l’obbligo  di comunicazione  per  i  rifiuti  non  pericolosi.  Un’altra  semplificazione introdotta  dal  D.Lgs. 152, quella relativa alla gestione del registro dei rifiuti  con  le  procedure  dei  registri  IVA,  è stata soppressa, con il ritorno all'obbligo di numerazione e vidimazione.

Per  quanto  riguarda  le  bonifiche,  le  variazioni introdotte consentono l’applicazione  della  valutazione  del  rischio sito specifica  anche alle attività di bonifica che, nei testi precedenti, ne venivano escluse. Viene, inoltre,   introdotta   una  disposizione  finalizzata  ad  incentivare  la reindustrializzazione   delle   aree  contaminate  sulla  base  di  accordi volontari.

Nelle  prossime  settimane  il  provvedimento  tornerà  al  Parlamento per l’acquisizione  del  secondo  parere  prima dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Alla riapertura degli uffici, dopo la pausa estiva, avremo modo di svolgere una  valutazione puntuale sul nuovo testo.

Tuttavia si può d'ora  rilevare  che  la procedura di consultazione  voluta  dalla  legge (pareri delle Regioni e del Parlamento) abbia  consentito una revisione sostanziale del testo inizialmente proposto dal  Governo  nell’ottobre  dello  scorso  anno,  criticato  fortemente  da Confindustria.

Per ulteriori informazioni: Fabrizio Impera

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