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LE NOVITÀ FISCALI DI FEBBRAIO 2008

06/03/2008

Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di febbraio 2008.

1. Legge finanziaria 2008 – Telefisco
2. Società non operative
3. IRES – Deducibilità interessi imputati ad incremento delle rimanenze
4. IRES – Conferimento partecipazioni di controllo e di collegamento
5. IRES – Tassazione separata delle CFC collegate estere
6. Affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, mancato pagamento della seconda rata
7. Riserve in sospensione di imposta – Confidi
8. Cessione dei crediti pro soluto – deducibilità delle perdite
9. Somme corrisposte al socio a seguito del recesso da una società di persone
10. IRAP – trattamento del distacco del personale e del lavoro interinale
11. IVA – Sconti e servizi promozionali
12. IVA – detrazione dell’imposta sugli acquisti di veicoli stradali a motore
13. Liquidazione IVA di gruppo – trattamento delle eccedenze pregresse
14. IVA – Cessioni di garza idrofila di cotone sterile per medicazione
15. IVA – Affitto d’azienda
16. Conservazione elettronica fatture da parte dello spedizioniere o vettore
17. IVA – Triangolazione comunitaria, contratto di “consignement stock”
18. Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze 6.02.2008 – Credito di imposta per le PMI
19. Legge 27.02.2008, n. 31 - Conversione del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria.

1.   Legge finanziaria 2008 – Telefisco

L’Agenzia delle entrate, con la circolare del 19 febbraio scorso, n. 12, ha pubblicato le risposte fornite alla stampa specializzata nel corso del “Telefisco 2008”, relative a quesiti concernenti alcune novità introdotte dalla legge finanziaria 2008 (legge n. 244/2008).

In particolare, è stato chiarito che in caso di partecipazione al consolidato nazionale, ai fini della deducibilità degli interessi passivi, la società estera virtualmente partecipante potrà apportare esclusivamente l’eccedenza di ROL e non anche la quota di interessi passivi netti eccedenti. Inoltre, è stata riconosciuta l’irrilevanza fiscale delle eventuali remunerazioni per il trasferimento infragruppo delle eccedenze di ROL utili ai fini della deducibilità degli interessi passivi.

In materia di IRAP, l’Agenzia ha  chiarito che, la spesa relativa agli accantonamenti per rischi ed oneri, non più deducibili in base all’ art. 5 del D.lgs. n. 446 del 1997, assume rilevanza fiscale al momento dell’effettivo sostenimento, ancorché non espressamente risultante dal conto economico per effetto dell’utilizzo del fondo iscritto nel passivo.   Inoltre, è stato confermato che il pagamento dell’imposta sostitutiva sulle imposte sui redditi e sull’IRAP per il recupero a tassazione delle eccedenze dedotte ai sensi dell’art. 109, comma 4, lettera b) del TUIR evita la procedura di recupero a tassazione IRAP delle riserve in sospensione di imposta.

Importanti chiarimenti, infine, vengono forniti in merito al nuovo regime sanzionatorio previsto per l’errata applicazione del regime del reverse charge – inversione contabile IVA – e alla detrazione dell’IVA relativa ai telefoni cellulari dati in uso ai dipendenti.

2.   Società non operative

L’Agenzia delle entrate con circolare n. 9, del 14 febbraio scorso, ha fornito dei chiarimenti in merito alle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2008 alla disciplina delle società non operative e alle situazioni oggettive individuate dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, protocollo n. 2008/23681, in presenza delle quali è consentito disapplicare tale disciplina senza la preventiva presentazione dell’istanza di interpello.

Per effetto di quest’ultimo provvedimento alle cause di esclusione automatica dall’applicazione della disciplina delle società di comodo vigenti si aggiungono ora  le seguenti: a) società in liquidazione che manifestano nella dichiarazione dei redditi la volontà di porre termine alla procedura di liquidazione e di cancellarsi dal registro delle imprese entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi successiva a quella con cui hanno assunto tale impegno; b) società in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria e di liquidazione coatta amministrativa; società in concordato preventivo e in amministrazione straordinaria; c) società sottoposte a sequestro penale o a confisca ai sensi degli articoli 2-sexies e 2-nonies della legge 31 maggio 1965 n. 575, nonché altri casi in cui il Tribunale in sede civile abbia disposto la nomina di un amministratore giudiziario;d) società che dispongono di immobilizzazioni costituite da immobili concessi in locazione ad enti pubblici ovvero locati a canone vincolato in base alla legge 9 dicembre 1998 n. 431 o ad altre leggi regionali o statali; e) società che detengono partecipazioni in: 1) società considerate non di comodo ai sensi dell’articolo 30 della legge n. 724 del 1994; 2) società escluse dall’applicazione della disciplina di cui al citato articolo 30 anche in conseguenza di accoglimento dell’istanza di disapplicazione; 3) società collegate residenti all’estero cui si applica il regime dell’articolo 168 del TUIR; f) società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi.

E’ stato chiarito che tutte queste cause di esclusione costituiscono situazioni oggettive al ricorrere delle quali le società non operative possono disapplicare la relativa disciplina per il periodo di imposta in corso al 31.12.2007 senza necessità di presentare l’apposita istanza di interpello.


3.   IRES – Deducibilità degli interessi imputati ad incremento del costo delle rimanenze

Il dipartimento delle politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze, con risoluzione n. 3 dello scorso 14 febbraio ha precisato che, ancorché il nuovo art. 96 escluda espressamente dal nuovo meccanismo di deduzione solo gli interessi passivi “compresi nel costo dei beni ai sensi del comma 1, lettera b), dell’articolo 110” , tuttavia i nuovi limiti di deducibilità non si rendono applicabili  anche agli interessi passivi imputati, secondo corretti principi contabili, ad incremento del costo delle rimanenze di beni o servizi oggetto dell’attività dell’impresa diversi dagli immobili. Ciò in ragione del fatto che, ai fini fiscali, le rimanenze sono assunte secondo il loro valore espresso in bilancio.

4.      IRES – Conferimento partecipazioni di controllo e di collegamento

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n.60, del 22 febbraio scorso, ha chiarito la portata della particolare disciplina fiscale relativa all’operazione di conferimento di azienda o di conferimento di partecipazioni di controllo o di collegamento di cui all’art. 175 del Tuir, nella formulazione antecedente le modifiche apportate allo stesso dalla legge finanziaria 2008.

Tale disposizione prevede un particolare criterio fiscale di determinazione della plusvalenza che il conferente deve assoggettare a tassazione. L’Agenzia delle entrate ha confermato che il conferente deve assoggettare a tassazione ordinaria ovvero a Pex, sussistendone i requisiti, la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione di controllo o di collegamento, che si determina in base alla differenza tra il valore di realizzo, pari al maggior valore tra quello attribuito dalla conferente alle partecipazioni ricevute in cambio dell’oggetto conferito e iscritto in bilancio e quello attribuito all’azienda o alle partecipazioni conferite ed iscritto nel bilancio del conferitario, e l’ultimo costo fiscalmente riconosciuto.

Qualora le partecipazioni conferite siano prive, all’atto del conferimento, di uno dei requisiti stabiliti dalle lettere b), c) e d), del co. 1, dell’art. 87 del Tuir e quelle ricevute in cambio possiedano invece tali requisiti, il conferente dovrà assoggettare a tassazione la relativa plusvalenza determinandola non in base al valore di realizzo ma in base al valore normale di cui all’art. 9 del Tuir.

5.      IRES – Tassazione separata delle CFC collegate estere

L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 43 del 12 febbraio scorso, ha fornito chiarimenti sulla tassazione separata in capo al socio residente della società collegata estera residente in territorio black list, di cui all’art. 168 del Tuir, nel caso in cui il reddito complessivo netto del soggetto residente sia determinato in base alla disciplina del consolidato fiscale nazionale.

L’Agenzia ha chiarito che anche in caso di società aderente al consolidato nazionale, l’aliquota media di tassazione applicabile ai redditi assoggettati al regime delle Cfc collegate, di cui all’art. 168 citato, deve essere determinata come rapporto tra il reddito imponibile del soggetto residente e l’imposta teorica a questo relativa.


6.      Affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, mancato pagamento della seconda rata

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 55 dello scorso 20 febbraio, ha fornito chiarimenti in merito alle conseguenze derivanti dal mancato pagamento della seconda rata dell’imposta sostitutiva relativa all’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, ai sensi del comma 472, art. 1, legge finanziaria per il 2006 (legge n. 266/2005), risultante dalla rivalutazione dei beni strumentali di impresa operata ai sensi del comma 469, art. 1, legge finanziaria citata.

Secondo l’Agenzia delle entrate il mancato pagamento delle rate dell’imposta sostitutiva successive alla prima non comporta la decadenza dall’affrancamento operato, a condizione, però, che la prima rata sia stata versata nei termini. Il mancato pagamento delle rate successive alla prima comporta l’iscrizione a ruolo degli importi non versati.

L’Agenzia, infine, chiarisce che per gli importi non versati il contribuente potrà avvalersi del ravvedimento operoso di cui all’art. 13, del d.lgs. n. 472/1997.

7.      Riserve in sospensione di imposta – Confidi

Con risoluzione n. 62 del 25 febbraio scorso, l’Agenzia delle entrate ha chiarito il regime di tassazione applicabile alle riserve in sospensione di imposta formatesi ai sensi del comma 46, art. 13 del d.l. n. 269/2003, in capo ad una società che esercita l’attività di garanzia collettiva fidi che intende intraprendere, come intermediario finanziario, la diversa attività di concessione di garanzie nei confronti del pubblico.

In materia di tassazione delle riserve in sospensione di imposta l’art. 13 citato prevede una particolare disciplina agevolativa che trova applicazione esclusivamente nei confronti dei confidi che svolgono attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essa connessi e strumentali.

L’Agenzia ha chiarito che dal cambiamento dell’attività svolta – da quella di concessione di garanzia collettiva dei fidi a quella di concessione di garanzia nei confronti del pubblico – deriva l’impossibilità di applicare il regime agevolativo previsto dalla disposizione citata dal periodo di imposta in cui si verifica il cambiamento.

Secondo l’Agenzia, quindi, la riserva in sospensione di imposta, formatesi anteriormente al cambiamento di attività, è assoggettata a tassazione nell’esercizio in cui la stessa sarà utilizzata, anche qualora l’utilizzo si concretizzi in una delle deroghe (copertura delle perdite di esercizio o nell’aumento del fondo consortile o nell’incremento del capitale sociale) in presenza delle quali il comma 46, dell’art. 13 citato, esclude da tassazione la riserva, in considerazione del fatto che queste deroghe trovano applicazione solo nei confronti dei confidi che esercitano l’attività di garanzia collettiva fidi.

8.      Cessione di crediti pro soluto – deducibilità delle perdite

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 70 del 29 febbraio scorso, con riferimento alla cessione pro soluto di un credito di finanziamento vantato da una società nei confronti della partecipata all’atto della cessione della stessa partecipazione detenuta nella società debitrice/partecipata, ha chiarito il trattamento fiscale della perdita derivante dal realizzo del credito.

Nel caso prospettato, l’Agenzia delle entrate ha ritenuto non immediatamente deducibile dal reddito la somma costituente rinuncia al credito da finanziamento da parte del socio, ai sensi dell’art. 94, comma 6, del Tuir, in quanto la stessa somma deve essere portata ad incremento del costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione nella società debitrice.

9.      Somme corrisposte al socio a seguito del recesso da una società di persone

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 64 del 25 febbraio scorso, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale delle somme corrisposte al socio di una società di persone a seguito del recesso dello stesso.

Secondo l’Agenzia delle entrate l’importo corrisposto al socio uscente è costituito da due differenti componenti, ossia: dal rimborso della quota di capitale sociale versato dal socio e della distribuzione delle riserve esistenti; e dalla differenza da recesso, ossia il maggior valore economico del complesso aziendale alla data del recesso rispetto ai valori contabili del patrimonio.

Il rimborso della quota detenuta dal socio uscente non determina nessuna variazione sul reddito imponibile della società, ma semplicemente rappresenta una operazione di natura patrimoniale consistente nell’annullamento della partecipazione del socio uscente e nella contestuale riduzione delle riserve esistenti.

Per la quota afferente la differenza da recesso, invece, l’Agenzia ritiene che sia deducibile in capo alla società nell’esercizio in cui sorge il diritto alla liquidazione della quota, essendo tale differenza un componente negativo rilevante ai fini della determinazione del reddito della società.

Con riferimento, invece, al trattamento fiscale in capo al socio uscente delle somme ad esso attribuite , l’Agenzia chiarisce che è tassata, quale reddito di impresa, la differenza positiva tra la somma o il valore normale dei beni riconosciuti in capo allo stesso socio  ed il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione da questo detenuta.

Infine, l’Agenzia ricorda che qualora siano trascorsi più di cinque anni dalla data di costituzione della società e la comunicazione del recesso da parte del socio, i relativi redditi sono assoggettati a tassazione separata ex art. 17, comma 1, lettera l), del Tuir salvo che il socio non opti per la tassazione ordinaria.


10. IRAP – Trattamento del distacco del personale e del lavoro interinale

Con la risoluzione n. 2 del 12 febbraio 2008, il dipartimento delle politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze ha chiarito che anche dopo le modifiche apportate dalla suddetta legge al testo del d. lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (decreto IRAP), resta ferma, per il soggetto distaccante o per l’impresa di lavoro interinale, la neutralizzazione delle somme ricevute a titolo di rimborso dei costi retributivi e contributivi e, per il soggetto distaccatario o che impiega il lavoratore, la tassazione delle somme stesse.

Viene precisato, infatti, che costituisce principio immanente nel sistema IRAP, che il costo del lavoro debba incidere sul soggetto passivo presso il quale viene effettivamente svolta la prestazione lavorativa e che l’abrogazione del comma 2 dell’art. 11 del decreto IRAP operata dalla Legge finanziaria per il 2008 non ha voluto modificare tale impostazione.

11. IVA – Sconti e servizi promozionali

Con la risoluzione n. 36, dello scorso 7 febbraio, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito al corretto inquadramento ai fini IVA degli sconti e dei servizi promozionali posti in essere dalle imprese della grande distribuzione nei confronti delle imprese fornitrici dei beni di largo consumo.

L’Agenzia ha chiarito che si è in presenza di servizi promozionali quando sia previsto contrattualmente un corrispettivo a favore dell’impresa distributrice che assume l’impegno di incentivare in vari modi le vendite di determinati prodotti acquistati dall’impresa produttrice, come ad esempio: esposizione preferenziale, presidio e mantenimento dell’assortimento dei prodotti nel punto di vendita, operazioni volantino, promo pubblicitari, operazioni di co-marketing.

Presupposto, invece, di uno sconto secondo l’Agenzia è l’assenza di ulteriori obblighi dell’impresa distributrice rispetto a quelli legati all’acquisto dei prodotti. Gli sconti infatti possono essere concessi al realizzarsi di un certo volume di vendite in un dato periodo, al pagamento delle merci acquistate secondo le scadenze pattuite con l’impresa fornitrice e in casi simili.

Gli sconti costituendo delle riduzioni di prezzo comportano la variazione dell’importo fatturato o da fatturare dal cedente del bene, mentre per i corrispettivi pattuiti per i servizi promozionali l’acquirente, fornitore al contempo del particolare servizio, dovrà emettere una fattura con l’applicazione dell’IVA nella misura ordinaria del 20%.

12. IVA – detrazione dell’imposta sugli acquisti di veicoli stradali a motore

Il dipartimento delle politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze, con risoluzione n. 6 dello scorso 20 febbraio, ha fornito precisazioni sulle modifiche apportate alle regole di detrazione dell’IVA afferente l’acquisto di veicoli stradali a motore, introdotte a seguito della decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 18 giugno 2007, n. 2007/441/CE e riordinate dalla legge finanziaria per il 2008.

Il dipartimento ha chiarito che la detrazione IVA afferente i veicoli stradali a motore varia a seconda che: 1) gli stessi siano utilizzati sia per finalità imprenditoriali che per finalità di carattere privato; 2) siano utilizzati esclusivamente per finalità imprenditoriali, circostanza che, come chiarito, ricorre sempre nell’ipotesi di messa a disposizione dei veicoli dietro corrispettivo da parte del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti; 3) formino oggetto dell’attività propria dell’impresa, ovvero siano utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio.

Precisamente, la detrazione spetterà nella misura:

·         Del 40% dell’imposta addebitata con riferimento all’acquisto di veicoli utilizzati sia per finalità imprenditoriali che per finalità di carattere privato;

·         Del 100% dell’imposta addebitata con riferimento all’acquisto di veicoli utilizzati  esclusivamente per finalità imprenditoriali, la messa a disposizione dei veicoli dietro corrispettivo ai dipendenti comporterà la determinazione della base imponibile secondo il valore normale ove il corrispettivo pattuito sia inferiore al valore normale stesso, a partire dalle operazioni effettuate dal 1° marzo 2008;

·         Della percentuale di effettivo utilizzo dei veicoli oggetto dell’attività propria dell’impresa secondo le regole generali dettate dall’art. 19 del decreto IVA. Qualora all’atto dell’acquisto l’imposta sia stata detratta integralmente, l’utilizzo dei veicoli per finalità private dovrà essere assoggettato ad IVA secondo la disciplina dell’autoconsumo.

Queste regole si ricorda che si applicano per le operazioni effettuate a partire dal 28 giugno 2007, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale UE della citata decisione del Consiglio UE.

13. Liquidazione IVA di gruppo – trattamento delle eccedenze pregresse

Il dipartimento delle politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze, con la risoluzione n. 4 del 14 febbraio scorso, ha fornito chiarimenti in merito alla modifica apportata dalla legge finanziaria per il 2008 all’art. 73, del DPR n. 633/1972, in materia di liquidazione di gruppo dell’IVA concernente l’impossibilità, per i soggetti che partecipano per la prima volta alla liquidazione di gruppo dell’IVA, di far confluire nei calcoli compensativi la loro eccedenza di credito derivante dal periodo di imposta precedente.

Le eccedenze pregresse, restando nell’esclusiva disponibilità della società che le ha generate, potranno essere chieste a rimborso da parte della stessa società a condizione che sussistano tutti i presupposti di cui alle lettere a), b), c) d) ed e) del secondo comma dell’art. 30 del DPR n. 633/1972, ovvero potranno essere rinviate al periodo di imposta successivo per: 1) poter essere chieste a rimborso in anni successivi; 2) poter essere detratte negli seguenti l’uscita dalla liquidazione di gruppo; 3) essere utilizzate in compensazione orizzontale ex art. 17 d.lgs. n. 241/1997.

In sostanza, durante il periodo della partecipazione alla liquidazione IVA di gruppo potranno confluire nei calcoli compensativi del gruppo soltanto le eccedenze di credito formatesi nello stesso periodo di partecipazione.

Il dipartimento ricorda che questa limitazione si applica a partire dalle liquidazioni di gruppo relative al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2007, quindi dal periodo di imposta 2008 per i soggetti aventi l’esercizio sociale coincidente con l’anno solare, e infine il dipartimento riporta in allegato alla risoluzione in commento un esempio concreto delle modalità applicative della disposizione.

14. IVA – Cessioni di garza idrofila di cotone sterile per medicazione

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 56 dello scorso 20 febbraio ha individuato il corretto inquadramento doganale e, conseguentemente, l’aliquota IVA applicabile alle cessioni di articoli di garza idrofila di cotone sterile utilizzati come presidi nella automedicazione ovvero nel contesto di interventi chirurgici.

Precisamente, l’Agenzia ha stabilito che tali dispositivi medici devono essere classificati al codice NC 3005 9031, della voce doganale 3004 310 della Tariffa in vigore al 31.12.1987, e che le relative cessioni devono essere assoggettate ad IVA con l’aliquota ridotta del 10%.
 

15. IVA – Affitto d’azienda

Con la risoluzione n. 35 dello scorso 6 febbraio, l’Agenzia delle entrate ha chiarito la portata della norma antielusiva di cui all’art. 35, comma 10-quater, del Dl n. 223/2006, relativa alle imposte indirette applicabili all’affitto di azienda.

L’Agenzia ha chiarito che qualora il valore dell’azienda sia costituito per più del 50% dal valore dei fabbricati, ai fini delle imposte indirette il regime di tassazione dell’affitto di azienda, se più favorevole, non deve essere applicato ma sostituito da quello applicabile alle ipotesi di locazione di fabbricati. In sostanza, secondo l’Agenzia è necessario confrontare le due discipline dettate per l’affitto di azienda e per la locazione di fabbricati con riferimento al caso concreto e successivamente applicare il regime meno vantaggioso tra i due.

16. Conservazione elettronica fatture da parte dello spedizioniere o vettore

L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 67 del 28 febbraio scorso, ha chiarito che non esiste alcun obbligo fiscale specifico di conservazione delle fatture e dei documenti di trasporto a carico del vettore e dello spedizioniere incaricati del trasporto di beni.

Questi documenti, rappresentando dei giustificativi delle prestazioni rese da questi soggetti, rientrano nell’obbligo generale di conservazione delle scritture contabili posto dal codice civile (art. 2220, c.c.). In questo caso, se si volessero trasferire i documenti su supporti informatici l’incaricato del trasporto dovrà rispettare le disposizioni del decreto ministeriale 23 gennaio 2004.

L’Agenzia chiarisce in sostanza che l’incaricato del trasporto ha facoltà di trasferire e conservare su supporti informatici copie delle fatture e dei documenti di trasporto seguendo le istruzioni fornite dalla medesima Agenzia nella circolare n. 36 del 2006, con la differenza che il termine per il perfezionamento del procedimento di conservazione da parte del vettore o spedizioniere è quello annuale previsto per i documenti fiscali in genere e non quello quindicinale previsto per le fatture.

 
17. IVA – Triangolazione comunitaria, contratto di “consignement stock”

L’Agenzia delle entrate in risposta ad una specifica istanza di interpello, con la risoluzione n. 49, del 15 febbraio scorso, ha precisato che ai fini della qualificazione di una operazione come triangolazione comunitaria è necessaria non solo la presenza di tre soggetti residenti in tre differenti Stati membri UE ma anche il passaggio di proprietà dei beni all’atto della spedizione degli stessi.

Inoltre, con riferimento al contratto di consignement stock l’Agenzia ha ricordato che allo stesso è riconosciuta una valenza fiscale, quale causa sospensiva del trasferimento di proprietà dei beni tra parti contrattuali ubicate in due differenti Stati e non, invece, quando l’operazione ne coinvolge tre.

18. Decreto Ministeriale 6.02.2008 - Credito di imposta per le PMI

Il decreto stabilisce le disposizioni di attuazione del credito di imposta a favore delle PMI commerciali che svolgono attività di vendita al dettaglio ed all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande, per l’adozione di misure volte a prevenire il rischio di furti, rapine e altri atti illeciti.

Con riguardo ai profili soggettivi, viene precisato che possono fruire dell’agevolazione le imprese che rientrano nella definizione di PMI prevista dal decreto del Ministro delle Attività  produttive del 18 aprile 2005 (meno di 250 occupati e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di  euro, ovvero totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro). Le spese agevolabili, invece, devono consistere nell’installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza con le finalità di prevenire furti, rapine e altri atti illeciti. Rientrano, in ogni caso, quelle sostenute per l’installazione di strumenti di pagamento con moneta elettronica.

L’importo ammesso all’agevolazione è pari all’80 per cento del costo sostenuto per ciascun anno, fino ad un importo massimo di 3.000 euro per ciascun beneficiario.

Infine, per poter fruire del beneficio l’impresa dovrà presentare una istanza all’Agenzia delle Entrate i cui contenuti, le modalità  ed i termini di presentazione saranno definiti con un successivo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia medesima.

19. Legge 27.02.2008, n. 31 - Conversione del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria

Nella Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29/02/2008 è stata pubblicata la legge di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 c.d. “ Mille proroghe”.

Tra le misure di particolare rilievo per le associate si segnalano:

-         Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, per il quale, conformemente alla autorizzazione della Commissione europea, viene ripristinata l’originaria decorrenza a partire dagli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2007;

-         Credito di imposta per i nuovi assunti previsto dalla legge finanziaria 2008 (cfr. art. 2, commi da 539 a 548) per il quale viene soppressa della  disposizione che ne subordina l’efficacia alla previa autorizzazione della commissione europea, rendendolo immediatamente fruibile;

-         Rottamazione veicoli: Vengono riformulati i contributi previsti per la sostituzione dei motocicli di categoria “euro 0”;

-          Modello 770 Semplificato 2008, il cui termine di presentazione, originariamente fissato al 31 marzo, è stato prorogato al 31 maggio 2008.

-         Rateizzazione debiti tributari: viene elevato da 48 a 72 il numero di rate mensili per il pagamento di somme iscritte a ruolo, nei casi in cui il debitore si trovi in difficoltà finanziaria.

 

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