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LE NOVITÀ FISCALI DI MARZO 2008

09/04/2008

Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di marzo 2008.

1. Adempimenti a carico dei sostituti di imposta
2. IRES – IRAP imposta sostitutiva sulle deduzioni extracontabili
3. IRES – imposta sostitutiva riallineamenti
4. IRPEF – detrazione dell’imposta sul TFR e indennità equipollenti
5. Riscossione – Pagamenti della Pubblica amministrazione
6. Società non operative
7. Agevolazione per le aggregazioni aziendali
8. Imposta di successione e donazione - vincoli di destinazione e negozio fiduciario
9. IVA – rimborso e compensazione credito IVA trimestrale
10. IVA – reverse charge nell’edilizia
11. IVA monofase nella telefonia
12. Concorsi a premi: ritenuta sui primi assegnati
13. Condono – definizione della sanatoria degli omessi o tardivi versamenti
14. Cessioni gratuite di beni alle ONLUS
15. Europa – Consultazione della Commissione UE – Aliquote IVA ridotte

 

1. Adempimenti a carico dei sostituti di imposta

Con circolare n. 15 del 5 marzo scorso, l’Agenzia delle entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito agli adempimenti del sostituto di imposta connessi alla dichiarazione annuale di spettanza delle detrazioni riconosciute ai dipendenti.

L’Agenzia ha chiarito che per usufruire delle detrazioni per carichi di famiglia è necessario che il dipendente ne faccia annualmente richiesta. A tale proposito, il sostituto dovrà richiedere ai propri dipendenti di comunicare entro un certo termine, per ogni periodo di imposta, le condizioni di spettanza e il codice fiscale dei familiari per i quali intendono fruire delle detrazioni. In mancanza della comunicazione da parte dei dipendenti, entro il termine fissato dal sostituto, le detrazioni non potranno essere riconosciute e quelle eventualmente riconosciute dovranno essere recuperate dal sostituto, ciò escluderà l’applicazione di sanzioni a carico del sostituto di imposta.

La comunicazione di spettanza delle detrazioni deve essere presentata anche dai dipendenti cittadini extracomunitari con indicazione del codice fiscale dei familiari a carico.

L’Agenzia, inoltre, ha confermato che l’omessa indicazione nel modello 770-semplificato/2008 dei codici fiscali dei familiari a carico, per i quali i dipendenti fruiscono della relativa detrazione, non è sanzionata, in quanto l’obbligo in capo al sostituto di imposta di richiedere i codici fiscali è sorto dal 1° gennaio 2008.     

2. IRES – IRAP imposta sostitutiva sulle deduzioni extracontabili

Il Ministero dell’economia e delle finanze con decreto 3 marzo 2008, pubblicato in G.U. n. 65 del 17 marzo scorso, ha dato attuazione all’art. 1, comma 48 della legge finanziaria 2008 che riconosce la possibilità di optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sulle eccedenze dedotte extra contabilmente ai sensi dell’art. 109, comma 4, lett. b) del TUIR in vigore fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007.

La legge finanziaria per il 2008 ha previsto l’eliminazione delle deduzioni extracontabili e ha concesso alle imprese di rimuovere i disallineamenti tra i valori civili e fiscali, sorti per effetto delle deduzioni extracontabili operate fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, attraverso l’opzione per l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP (le cui aliquote del 12%, 14% e 16% sono parametrate all’ammontare delle differenze di valore da assoggettare a tassazione).

Il decreto ha definito le modalità, i termini e gli effetti dell’esercizio dell’opzione per l’eliminazione dei disallineamenti. In particolare, è stabilito che l’impresa possa optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva, sulle differenze tra il valore civile e il valore fiscale dei componenti indicati nel quadro EC della dichiarazione (o in singoli righi del quadro EC), attraverso il versamento della prima delle tre rate obbligatorie entro il termine per il versamento a saldo dell’IRES, relativa al periodo di imposta di riferimento (per il periodo di imposta 2007 il termine per esercitare l’opzione è quello del 16 giugno p.v.).

L’imposta sostitutiva deve essere versata in tre rate annuali, la seconda e la terza rata dovranno essere versate con interessi nella misura del 2,5% annuali entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo dell’IRES relativa ai due periodi di imposta successivi a quello in cui è stata esercitata l’opzione.

Il riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori civili, a seguito dell’opzione, produce effetti a partire dall’inizio del periodo di imposta nel corso del quale l’opzione si considera effettuata e dalla medesima data opera anche l’eliminazione del corrispondente vincolo di disponibilità sulle riserve in sospensione di imposta. Tuttavia, nei casi di cessione dei beni materiali e immateriali prima del quarto periodo di imposta successivo a quello dell’esercizio dell’opzione, il costo fiscale di tali beni deve essere ridotto delle differenze di valore assoggettate ad imposta sostitutiva e delle maggiori quote di ammortamento dedotte.

Il decreto stabilisce che le differenze di valore assoggettate all’imposta sostitutiva non saranno recuperate a tassazione in sei quote costanti ai fini IRAP ai sensi dell’art. 1, comma 51 della legge finanziaria 2008. Inoltre, qualora l’opzione per l’imposta sostitutiva sia esercitata dopo il primo periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, la parte di quote già recuperata a tassazione IRAP, in correlazione alle stesse differenze assoggettate all’imposta sostitutiva, è dedotta dal valore della produzione IRAP nel periodo di imposta in cui l’opzione è stata esercitata.

Infine, il decreto prevede che l’opzione per l’imposta sostitutiva sulle deduzioni extracontabili, nelle ipotesi in cui l’impresa si sia avvalsa anche della possibilità concessa dal comma 34, del’art. 1 della legge finanziaria 2008, di liberare le riserve e gli utili dal vincolo di disponibilità mediante assoggettamento all’imposta sostitutiva dell’1%, non comporta la restituzione di tale imposta.

3. IRES – imposta sostitutiva sui riallineamenti

Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 18 marzo 2008, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stata data attuazione alle norme della legge finanziaria 2008 che prevedono l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 6% sulle differenze tra i valori fiscali e civili degli elementi patrimoniali da riallineare per effetto dell’applicazione dei regimi fiscali della trasparenza delle società di capitali, art. 115 del TUIR, e del consolidato fiscale, nazionale e mondiale di cui agli artt. 128 e 141 del TUIR.

La legge finanziaria per il 2008, precisamente al comma 49, dell’art. 1, ha previsto la possibilità di svincolare le poste del bilancio dai riallineamenti fiscali, nonché di evitarne l’applicazione ai soggetti che intendono aderire ad uno dei citati regimi fiscali, assolvendo un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle società del 6%.

Secondo le disposizioni contenute nel decreto dello scorso 18 marzo, l’opzione può essere esercitata entro il termine di versamento del saldo IRES, del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007 (ossia, entro il prossimo 16 giugno, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare), mediante il versamento dell’importo risultante dall’applicazione dell’imposta sostitutiva. L’esercizio dell’opzione entro tale termine consentirà alle società di liberare sin dall’inizio del periodo d’imposta le differenze tra valori civili e fiscali delle poste patrimoniali interessate dal riallineamento. 

4. IRPEF – detrazioni dell’imposta sul TFR e indennità equipollenti

Il Ministero dell’economia e delle finanze con decreto del 20 marzo 2008 ha dato attuazione al comma 514, dell’art. 2, della legge finanziaria per il 2008 concernente la riduzione del prelievo fiscale sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennità equipollenti e sulle altre indennità e somme connesse con la cessazione del rapporto di lavoro.

Il decreto prevede che dall’imposta sul TFR e sulle indennità equipollenti, determinata ai sensi dell’art. 19 del TUIR, il cui diritto alla percezione sorge a partire dal 1° aprile 2008, vada detratto un importo variabile a seconda del reddito di riferimento (comma 1, art. 1, del decreto).

La detrazione spetta con riferimento alle indennità e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro di cui all’art. 17, comma 1, lettera a), del TUIR, eventualmente erogate, solo nell’ipotesi in cui il TFR sia integralmente destinato a forme di previdenza complementare.

Il sostituto di imposta dovrà operare la detrazione dall’imposta dovuta in relazione ad una sola cessazione del rapporto di lavoro nel corso di ciascun periodo di imposta e, a tal fine, dovrà richiedere ai soggetti beneficiari l’attestazione in forma scritta di non aver fruito della stessa detrazione in relazione ad altro rapporto di lavoro cessato nel medesimo periodo.

Infine, il decreto prevede che la detrazione possa essere riconosciuta anche alle somme liquidate a titolo di acconto ma non invece a quelle erogate a titolo di anticipazione.

5. Riscossione – Pagamenti della Pubblica amministrazione

Il ministero dell’economia e delle finanze, con decreto 18 gennaio 2008, n. 40, pubblicato in GU n. 63 del 14 marzo scorso, ha dato attuazione con effetto dallo scorso 29 marzo alla disposizione di cui all’art. 48-bis del DPR n. 602/1973, introdotta dal decreto collegato alla finanziaria per il 2007 (d.l. n. 262/2006), in base alla quale i soggetti pubblici e le società a prevalente partecipazione pubblica prima di effettuare a qualsiasi titolo un pagamento di importo superiore ai 10.000 euro devono accertarsi che non sussista un inadempimento a carico del beneficiario del pagamento.

Questa disposizione è stata resa operativa solo con riferimento ai pagamenti della Amministrazione Pubblica nonché delle società a totale partecipazione pubblica, ma non anche a quelli delle società a prevalente partecipazione pubblica per le quali sarà necessaria l’emanazione di un decreto ad hoc.

6. Società non operative

L’Agenzia delle entrate con circolare n. 21 del 17 marzo scorso, ha fornito ulteriori chiarimenti su specifiche problematiche concernenti le società non operative.

In particolare, l’Agenzia ha chiarito che la determinazione del valore della produzione minima, ai fini IRAP, delle società non operative sulla base del reddito minimo presunto di cui all’art. 30 della legge n. 724/1994 non è in contrasto con le nuove regole di determinazione analitica della base imponibile IRAP introdotte dalla legge finanziaria 2008.

Pertanto, le società che non superano il c.d. test di operatività dovranno calcolare l’imposta dovuta sulla base del reddito minimo presunto IRES, incrementato dei costi non deducibili (ossia: le retribuzioni sostenute per il personale dipendente, per i co.co.co., per le prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, e gli interessi passivi). 

I soggetti non operativi, indipendentemente dal reddito dichiarato ai fini IRES, devono assumere ai fini IRAP il maggiore tra il valore della produzione effettivo e quello minimo determinato in via presuntiva.

Con riferimento, infine, allo scioglimento e alla trasformazione delle società non operative l’Agenzia ha chiarito che le nuove e più favorevoli aliquote dell’imposta sostitutiva previste dalla legge finanziaria 2008 si applicano esclusivamente alle società che deliberano lo scioglimento o la trasformazione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 maggio 2008 e non anche a quelle società che abbiano deliberato la liquidazione entro il 31 maggio 2007 e che chiudano la procedura nel corso del 2008, le quali applicheranno l’aliquota delle imposte sostitutive in misura superiore come previsto dalla legge finanziaria 2007. 

7. Agevolazione per le aggregazioni aziendali

Secondo la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 115, del 28 marzo scorso, il requisito dell’operatività richiesto per la fruizione dell’agevolazione per le aggregazioni aziendali, di cui ai commi da 242 a 249, dell’art. 1, della legge finanziaria 2007, non può essere considerato rispettato se taluna delle società partecipanti all’operazione abbia subito, nel biennio precedente l’effettuazione dell’operazione, delle perdite tali da determinare un deficit patrimoniale. In tali casi, quindi, l’agevolazione non sarà riconosciuta non sussistendo uno dei requisiti prescritti dalla normativa.

8. Imposta di successione e donazione – vincoli di destinazione e negozio fiduciario

L’Agenzia delle entrate con circolare n. 28, dello scorso 27 marzo, ha fornito ulteriori chiarimenti, che integrano quelli diffusi con la precedente circolare n. 3 del 2008, sul trattamento fiscale da riservare ai vincoli di destinazione e ai negozi fiduciari ai fini delle imposte di successione e donazione.

Secondo l’Agenzia delle entrate la costituzione di vincoli di destinazione, mediante i quali "determinati beni sono destinati alla realizzazione di un interesse meritevole di tutela da parte dell'ordinamento con effetti segregativi e limitativi della disponibilità dei beni medesimi", sono soggetti all’imposta di successione e donazione qualora agli effetti segretativi si aggiungano anche quelli traslativi, ossia il trasferimento di beni ad un soggetto diverso dal disponente.

I negozi fiduciari – con cui un soggetto (fiduciario) viene investito da un altro (fiduciante) di una posizione reale, erga omnes, ma limitata nei rapporti interni dall'assunzione di un’obbligazione del primo verso quest'ultimo (pactum fiduciae) – aventi ad oggetto beni immobili sono assoggettati all’imposta di successione e donazione in funzione della gratuità del trasferimento o, in alternativa, in funzione della eventuale idoneità del negozio a costituire un vincolo di destinazione.

9. IVA – rimborso e compensazione credito IVA trimestrale

Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 3 marzo 2008, pubblicato sulla G.U. n. 64 del 15 marzo u.s., sono state definite, in attuazione dell’art. 1, comma 215 della legge finanziaria 2008, le modalità applicative e il termine entro cui è obbligatorio presentare in via telematica le istanze di rimborso o di compensazione dell’eccedenza trimestrale dell’IVA detraibile.

Il decreto prevede che tali istanze vadano presentate in via telematica all’Agenzia delle entrate a partire dal trimestre successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, quindi, dal secondo trimestre 2008. Pertanto, la trasmissione telematica resta facoltativa con riferimento al primo trimestre 2008.

10. IVA monofase nella telefonia

Con la circola re n. 25 del 25 marzo u.s., l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti sulle disposizioni recate dalla legge finanziaria per il 2008, in ordine al sistema IVA monofase nel settore della  telefonia.

In relazione al traffico telefonico prepagato veicolato con qualsiasi mezzo, prodotto prima del 1° gennaio 2008 e successivamente commercializzato, è stato chiarito che i cedenti che non rilascino ai cessionari il documento recante la denominazione e la partita IVA del soggetto passivo che ha assolto l’imposta monofase, non subiranno le sanzioni previste. A tal fine, però, è necessario che i soggetti che intervengono nella distribuzione di tali mezzi, redigano un inventario analitico dei mezzi posseduti al 31 marzo 2008.

11. IVA – reverse charge nell’edilizia

L’Agenzia delle entrate con diverse risoluzioni (n. 76 del 4 marzo, n. 97 del 14 marzo e n. 113 del 28 marzo), ha ribadito che il regime del reverse charge IVA nel comparto dell’edilizia, di cui all’art. 17, comma 6, del DPR n. 633/1972, si applica al ricorrere dei due presupposti previsti dalla norma, ossia:

- l’esistenza di un rapporto di subappalto. Il regime del reverse charge si applica alle prestazioni rese da un soggetto subappaltatore nei confronti di un altro soggetto appaltatore principale o subappaltatore;

- l’appartenenza delle parti del rapporto al comparto edilizio, i.e. quando le attività svolte dalle parti siano riconducibili alle categorie di attività elencate nella sezione F “Costruzioni” della tabella di classificazione ATECOFIN 2004, sostituita ora dalla tabella ATECO 2007.

Ai fini dell’applicazione del regime del reverse charge nel comparto dell’edilizia è dunque necessario valutare se tali presupposti ricorrano nel caso concreto. L’Agenzia nella risoluzione n. 113 ha ritenuto applicabile il regime dell’inversione contabile alle prestazioni rese da una società tenuta, in conseguenza di un contratto di subappalto, ad installare impianti elettronici facenti parte di strutture considerate alla stregua di edifici (che secondo la classificazione delle attività rientrano nel comparto dell’edilizia), a prescindere dal fatto che la stessa società non svolgesse abitualmente attività connesse al comparto edilizio.

Infine, sempre con riferimento all’ambito applicativo di questo particolare regime, l’Agenzia nella risoluzione 111 dello scorso 28 marzo ha chiarito che l’inversione contabile non deve essere applicata alle prestazioni edili rese nei confronti del contraente generale c.d. general contractor, che secondo la vigente normativa contenuta nel Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture si qualifica come un appaltatore avente delle funzioni e dei compiti peculiari.

A ciò va aggiunto che a decorrere dal 1° febbraio 2008, la legge finanziaria n. 244/2007 ha escluso dal regime del reverse charge le prestazioni rese nei confronti del general contractor, le quali dunque devono essere sempre fatturate secondo le regole ordinarie.

12. Concorsi a premi: ritenuta sui premi assegnati

Con la risoluzione n. 119 dello scorso 28 marzo, l’Agenzia ha chiarito che sul valore delle vincite assegnate ai partecipanti di un concorso a premio vada sempre applicata la ritenuta alla fonte di cui all’art. 30 del DPR n. 600/1973, indipendentemente dal valore della vincita. La ritenuta è esclusa solo per le vincite derivanti da operazioni a premio di valore inferiore ad euro 25, 82.

Per cui le imprese che indicono concorsi a premi, in qualità di sostituti di imposta, dovranno sempre operare la citata ritenuta a prescindere dal valore dei premi assegnati.

13. Condono – definizione della sanatoria degli omessi o tardivi versamenti

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 23 del 19 marzo scorso, conformandosi alla sentenza della Corte di Cassazione del 31 agosto 2007, n. 18353, ha chiarito che la sanatoria di cui all’art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, concernente la definizione degli omessi o tardivi versamenti di imposte e ritenute emergenti dalle dichiarazioni, non è efficace qualora il contribuente abbia omesso di versare, in caso di pagamento rateizzato, tutte le rate dovute alle prescritte scadenze. Conseguentemente, per coloro che non abbiano versato integralmente l’importo dovuto per la definizione della sanatoria di cui all’art. 9-bis, della legge n. 289 citata, viene meno il beneficio della disapplicazione delle sanzioni di cui all’art. 13 del D.L.gs. n. 471/1997.

14. Cessioni gratuite di beni alle ONLUS

Con la circolare n. 26 del 26 marzo u.s. è stato illustrato il regime agevolativo, introdotto con la legge finanziaria per il 2008, per la cessione gratuita alle ONLUS di beni diversi dalle derrate alimentari, dai prodotti farmaceutici  e dai beni di lusso. Viene chiarito che i beni oggetto della cessione gratuita devono presentare particolari anomalie che non devono, però, limitarne l’utilizzo pur impedendone la commercializzazione o la vendita.

L’importo del beneficio varia a seconda del reddito di impresa dichiarato, ma non può superare il limite del 5%. Infine, con riguardo all’IVA, viene precisato che, a partire dal 1° gennaio 2008, le cessioni gratuite avverranno senza l’applicazione dell’imposta e senza che ciò determini una limitazione al diritto della detrazione.

15. Europa- Consultazione indetta dalla Commissione EU -– Revisione delle aliquote IVA ridotte

La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica al fine di promuovere una proposta di modifica della Direttiva 2006/112/CE (recante il testo rifuso della Sesta direttiva Iva) per  razionalizzare e semplificare l’attuale struttura delle aliquote ridotte.

La proposta di modifica è limitata, in questa prima fase, alle seguenti prestazioni di servizi:

le prestazioni di servizi di ristorazione, per le quali la Commissione proporrebbe l’estensione dell’applicabilità di una aliquota ridotta a tutti gli Stati Membri. Attualmente la possibilità di applicare una aliquota ridotta a tali servizi è concessa solo ad 11 Stati Membri, tra i quali figura l’Italia, in virtù di una apposita deroga che dovrebbe scadere il 31 dicembre 2010. le prestazioni di servizi “ad alta intensità di lavoro” (c.d. “labour intensive services”, per i quali la possibilità di applicare una aliquota ridotta è stata introdotta dalla Direttiva 1999/85/CE e attualmente elencati nell’allegato IV della Direttiva 2006/112/CE);
le prestazioni di servizi “ad alta intensità di lavoro” (c.d. “labour intensive services”, per i quali la possibilità di applicare una aliquota ridotta è stata introdotta dalla Direttiva 1999/85/CE e attualmente elencati nell’allegato IV della Direttiva 2006/112/CE);
le prestazioni di altri servizi forniti localmente (c.d. “other locally supplied services”: si tratta di servizi che, per le loro caratteristiche non possono essere fornite da un luogo diverso dal paese di utilizzo, quali, ad esempio, servizi di giardinaggio e manutenzione di giardini e parchi di abitazioni private, pedaggi per ponti o tunnel, ecc).
 

Il termine per presentare un contributo è fissato nel 12 maggio p.v.

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