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Crediti di imposta - Limite annuale 250.000 euro - Modalità operative

09/04/2008

Con la risoluzione n. 9 del 3 aprile u.s. il Dipartimento delle Finanze ha fornito chiarimenti in ordine al coordinamento del nuovo limite annuale di 250.000 euro per l’utilizzo dei crediti di imposta (introdotto dal comma 53, articolo 1, della Legge Finanziaria per il 2008)  ed il limite generale alle compensazioni di 516.456,90 (art. 25, del D.Lgs. n. 241 del 1997).

Nella risoluzione viene confermato che il nuovo limite dei 250.000 euro si cumula con l'eventuale parte non utilizzata del limite generale di 516.456,90:

“qualora in un determinato anno il contribuente si trovi nella condizione di non poter sfruttare appieno il limite generale dei 516.456,90 euro, sarà possibile utilizzare i crediti di imposta in questione anche oltre lo specifico limite dei 250.000 euro, fino a colmare la differenza non sfruttata del limite generale”.

Qualora, quindi, in un dato anno di applicazione del limite di 250.00 euro non siano state effettuate compensazioni di tipo orizzontale, sarà possibile utilizzare i crediti di imposta spettanti fino a un importo massimo di 766.556,90 euro.

Viene altresì ribadito che il limite dei 250.000 euro opera complessivamente sull’insieme dei crediti fruiti dall’impresa e non come singolo limite su ciascun credito di imposta.

Inoltre, viene precisato che il triennio di osservazione - oltre il quale sarà possibile compensare pienamente l’eccedenza del credito di imposta non fruita per effetto delle nuove limitazioni - decorre dall’anno 2008 sia per i nuovi crediti sia per quelli maturati in anni precedenti la decorrenza delle nuove disposizioni. Conseguentemente, solo a partire dal 2011 sarà possibile utilizzare l'intero importo residuo dei crediti non utilizzati negli anni precedenti. La risoluzione specifica che tale eccedenza non soggiace al limite dei 250.00 euro.

Va ricordato, infine, che il limite dei 250.000 euro non si applica al credito di imposta per le spese di Ricerca e Sviluppo né, ma a decorrere dal 2010, al credito di imposta per investimenti nelle aree svantaggiate.
 

 

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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