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Antiriciclaggio - Entrati in vigore i nuovi limiti all’uso di mezzi di pagamento

06/05/2008

Si ricorda che il 30 aprile 2008 sono entrate in vigore le disposizioni relative ai nuovi limiti per la circolazione del contante e degli strumenti di pagamento al portatore, previste dal decreto Antiriciclaggio n. 231/07.

Si riportano di seguito le principali novità:

• nuovo limite di 5.000 euro per il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali al portatore, titoli al portatore tra soggetti non abilitati;

• per i moduli di assegni bancari e postali, gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari:

- clausola di non trasferibilità e nome/ragione sociale del beneficiario (per importi pari o superiori a 5.000 euro, se si tratta di assegni bancari e postali);
- imposta di bollo - 1,50 euro a modulo - per il rilascio dei moduli in forma libera (senza la clausola di non trasferibilità), richiesti per iscritto dal cliente, e codice fiscale del girante per ciascun trasferimento (a pena di nullità della girata). Per importi pari o superiori a 5.000 euro deve comunque sempre essere inserita dal traente la clausola di non trasferibilità e il nome o la ragione sociale del beneficiario;
- utilizzabilità dei moduli di assegni bancari o postali già in possesso del cliente, con apposizione, per importi pari o superiori a 5.000 euro, della clausola di non trasferibilità (il MEF indica di aggiungere a penna la scritta “non trasferibile”) e di nome/ragione sociale del beneficiario e, per importi inferiori ai 5.000 euro (in forma libera), senza dover corrispondere l’imposta di bollo di 1,50 euro;
- incassabilità degli assegni liberi emessi prima del 30 aprile scorso (entro il vecchio limite di 12.500 euro);
- incassabilità degli assegni di importo pari o superiore a 5.000 euro, emessi a partire dal 30 aprile scorso senza clausola di trasferibilità e/o nome o ragione sociale del beneficiario, a fronte della segnalazione al MEF circa l’irregolarità del titolo e dell’applicazione della sanzione;

• possibilità di emettere gli assegni “a me medesimo” (e simili: “m.m.”, “a me stesso”, ecc.) esclusivamente per l’incasso presso la banca (o le Poste) da parte dello stesso traente, che non deve indicare il suo codice fiscale e può emetterli anche per importi pari o superiori a 5.000 euro:

- incassabilità degli assegni “a me medesimo” girati ad altro soggetto, a fronte della segnalazione al MEF da parte della banca (o delle Poste) circa l’irregolarità riscontrata e dell’applicazione della sanzione;

• per i libretti di risparmio bancari e postali al portatore (pagabili alla persona che li presenta per l’incasso):

- nuovo limite di 5.000 euro: in caso di libretti già esistenti, sarà possibile estinguerli, ridurne l’importo al di sotto della soglia indicata o renderli nominativi entro il 30 giugno 2009;
- nelle operazioni di trasferimento, obbligo del cedente di comunicare, entro 30 giorni, alla banca (o alle Poste) i dati identificativi del cessionario e la data della cessione;
- in caso di libretti di qualsiasi importo, emessi prima del 30 aprile scorso e presentati all’incasso a decorrere da tale data, il cessionario dovrà produrre autocertificazione con il nome del cedente e la data della cessione; in alternativa, il cedente dovrà dichiarare, entro 30 giorni dalla richiesta di incasso, i dati del cessionario e la data di cessione, pena la segnalazione dell’irregolarità al MEF e l’applicazione della sanzione;

sanzioni amministrative pecuniarie:

- utilizzo irregolare di assegni e vaglia (mancanza della clausola di non trasferibilità e/o del nome/ragione sociale del beneficiario, assegni “a me medesimo” girati a soggetti diversi dall’intermediario): dall’1% al 40% dell’importo trasferito;
- per libretti di risparmio di importo pari o superiore a 5.000 euro: dal 20% al 40% del saldo del libretto;
- per non aver regolarizzato i libretti di risparmio già esistenti entro la data indicata o non aver comunicato le informazioni relative alla cessione del libretto (o in caso di assenza dell’autocertificazione del cessionario o della dichiarazione del cedente, di cui sopra): dal 10% al 20% del saldo.

 

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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