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Decreto legge 3 giugno 2008, n. 97 - Responsabilità solidale negli appalti e proroga di termini in materia di salute e sicurezza sul lavoro

06/06/2008

Breve illustrazione di alcune previsioni di immediato interesse per le imprese, in materia di responsabilità solidale negli appalti, di comunicazione all'Inail degli infortuni con prognosi superiore a un giorno e di sorveglianza sanitaria in fase preassuntiva


L'art. 3, comma 8, del provvedimento in oggetto interviene sul tema della responsabilità solidale negli appalti, abrogando le disposizioni di cui ai commi da 29 a 34 dell’art. 35 del decreto legge n. 223 del 2006, convertito in legge n. 248 del 2006 (c.d. primo decreto Bersani), nonché il connesso decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 74 del 2008.

Le norme abrogate (che sarebbero entrate in vigore dal 16 giugno prossimo),  consentivano all’appaltatore e all’eventuale sub appaltatore, in virtù dell'emanazione del DM n. 74 del 2008, di non essere considerati responsabili in solido per l’effettuazione ed il versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assicurativi relativi alle retribuzioni erogate ai dipendenti addetti agli appalti.

L’esenzione dalla responsabilità solidale conseguiva all’esibizione della documentazione definita nel dettaglio dallo stesso decreto n. 74/2008, il cui contenuto aveva tuttavia suscitato forti riserve da parte delle imprese, stante la complessità degli adempimenti previsti.

Tra le norme abrogate v’è anche quella che prevedeva la possibile irrogazione di una sanzione finanziaria, da 5.000 a 200.000 euro, nel caso in cui il committente non avesse effettuato i controlli sul corretto adempimento, da parte dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, degli obblighi di versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assicurativi relativi alle retribuzioni erogate ai dipendenti addetti agli appalti.

Questa previsione era stata oggetto di particolare censura da parte di Confindustria.

Infine, viene abrogata la norma che estendeva la responsabilità solidale tra committente e appaltatore anche  all’effettuazione ed al versamento delle ritenute fiscali relative alle retribuzioni erogate ai dipendenti addetti all’esecuzione degli appalti.

Rimane in vigore il comma 28 dell’art 35 del D.L. n. 223 del 2006, convertito in legge n. 248 del 2006.

Ne consegue che, alla luce del DL n. 97, la disciplina della responsabilità solidale negli appalti risulta essere al momento la seguente:

- l’art 29 , comma 2, del D.Lgs. n. 276 del 2003, prevede la responsabilità solidale del committente con  l'appaltatore, nonchè con ciascuno degli eventuali subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell'appalto, per i trattamenti retributivi ed i contributi previdenziali dovuti

- l'art. 35, comma 28, del DL n. 223 del 2006, convertito in L n. 248 del 2006 prevede che “l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore dell’effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti cui è tenuto il subappaltatore”;

-  é esclusa ogni possibilità di esenzione dalla responsabilità solidale pur a fronte del corretto adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali, assicurativi e fiscali.

- nulla  poi e' innovato riguardo al regime della responsabilità solidale del committente per i danni da infortunio sul lavoro subiti dai lavoratori dipendenti dell'appaltatore e non indennizzati dall'Inail.

Quanto precede delinea una disciplina complessiva della responsabilità solidale per alcuni versi contraddittoria e non equilibrata, risultando circoscritta ai trattamenti retributivi ed al versamento dei contributi previdenziali e assicurativi, nei rapporti tra committente e appaltatore, ed invece irragionevolmente estesa anche alle ritenute fiscali, nei soli rapporti tra appaltatore e sub appaltatore.

Confindustria, pertanto, non mancherà di proporre correttivi  volti, in primo luogo, a introdurre modalità che valgano a sollevare dalla responsabilità solidale a fronte del corretto adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali, assicurativi e fiscali.

Inoltre  proporremo soluzioni intese ad uniformare il regime della responsabilità solidale tra committente e appaltatore e tra appaltatore ed eventuali subappaltatori.

In materia di salute e sicurezza sul lavoro, l’art. 4, comma 2, differisce al 1° gennaio 2009 l’operatività dell’obbligo per i datori di lavoro di comunicare all’Inail e all’Ipsema, a fini statistici, i dati relativi agli infortuni  che comportano un’assenza dal lavoro superiore a un giorno, ai sensi dell’art. 18, comma 1, D.Lgs. n. 81 del 2008.

Viene in questo modo affrontato sul piano normativo il problema della incongrua sovrapposizione tra il nuovo obbligo di comunicazione introdotto dalla disposizione appena citata e il preesistente obbligo di iscrizione dei medesimi dati  nel registro infortuni.

Tuttavia, la soluzione del differimento al 1° gennaio 2009 – che conferma in sostanza quella già adottata in via interpretativa dal Ministero del lavoro – produce un effetto parziale dal momento che l’obbligo di tenuta del registro infortuni verrà meno prevedibilmente dopo quella data. La cessazione di questo adempimento é prevista infatti decorsi sei mesi dalla emanazione del decreto interministeriale sul funzionamento del SINP (Sistema informativo nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro), a sua volta prevista entro sei mesi dalla entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008 (15 maggio 2008).

Sempre in materia di salute e sicurezza sul lavoro, l’art. 4, comma 2, differisce al 1° gennaio 2009 anche l’operatività della ulteriore previsione del D.Lgs. n. 81/2008 (art. 41, comma 3, lett. a,), secondo cui le visite mediche oggetto di sorveglianza sanitaria non possono essere effettuate in fase preassuntiva.

Il differimento lascia sostanzialmente invariata la situazione in atto alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 81 (come detto, 15 maggio 2008) e consente pertanto di rinviare ad una più meditata valutazione la revisione di una disciplina normativa degli accertamenti sanitari oggettivamente contraddittoria e inadeguata a favorire l’accesso al lavoro in condizioni ad un tempo sicure e più semplici.   

Anche per questi aspetti Confindustria proporrà  opportuni emendamenti nel corso dell’iter di conversione in legge del provvedimento

 

 

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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