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Mezzogiorno - Riordino del Credito di Imposta per gli Investimenti

06/06/2008

Nel corso di un incontro riservato con i Ministri Tremonti e Fitto, svoltosi la scorsa settimana, i responsabili di Confindustria hanno potuto esaminare in anteprima le proposte del Governo in materia di riordino del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Il Decreto Legge, è stato pubblicato il 3 giugno scorso sulla Gazzetta Ufficiale.

Di seguito si esplicitano la finalità e la portata di tali modifiche. Va preventivamente osservato che le limitazioni allo strumento del credito d’imposta avrebbero potuto essere maggiormente restrittive, così come già accadde nel 2002 e nel 2003. Infatti, anche in questa occasione, dal Ministero si era inizialmente prospettata l’introduzione di un meccanismo estremamente penalizzante, quale la compilazione di un’istanza a cui l’Agenzia poteva rispondere anche con il meccanismo del silenzio - diniego.

Grazie all’intervento degli uffici di Confindustria, le modifiche introdotte rispettano, comunque, la potenzialità dello strumento agevolativo, che appaiono evidenti anche con riferimento al credito d’imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo. Tale agevolazione, pur operante fino all’anno 2009 e con minore percentuale di beneficio, è rimasta più snella nelle formalità, prevedendo da parte del beneficiario la sola indicazione in un’apposita sezione della dichiarazione dei redditi dei costi sulla base dei quali è stato determinato il credito d’imposta.

E’ utile ricordare che la reintroduzione del credito d’imposta è stata effettuata con la Finanziaria 2007, quale agevolazione spettante sugli acquisti di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle aree svantaggiate, da utilizzarsi ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e, successivamente al decorrere dal sesto mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, anche in compensazione di altre imposte.
In questo caso, come per la prima edizione del credito d’imposta previsto dalla legge articolo 8 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000 (Legge Finanziaria 2001), non erano stati previsti né tetti di spesa né procedure autorizzative preliminari.

La decorrenza operativa dell’agevolazione era stata finora sospesa, in attesa dell’approvazione da parte della Commissione Europea che è giunta con la Decisione C 380 del 25 gennaio 2008, ulteriormente corretta dalla nota C 1285 finale del 9 aprile 2008 che ha corretto alcune imprecisioni contenute nella Decisione 380.
Ed è stata proprio la Decisione ora citata della Commissione Europea ad introdurre, all’articolo 19, la necessità da parte delle aziende, prima di fruire dell’agevolazione (vale a dire di utilizzare il credito d’imposta), di presentare all’Agenzia delle Entrate un formulario contenente:
 
·        notizie sull’impresa, quali ragione sociale, indirizzo, codice di attività economica, referente da contattare, recapiti (telefono, fax, indirizzo di posta elettronica);
 
·        notizie sul progetto d’investimento, con indicazione della struttura produttiva, una descrizione sintetica del progetto, una previsione dell’ammontare dell’investimento, articolato per categorie di beni agevolabili e per anno di realizzazione, l’ammontare dell’aiuto previsto;
 
·        dichiarazione attestante che l’agevolazione fiscale concessa nell’ambito del regime in oggetto non verrà combinata con aiuti agli investimenti iniziali di altri regimi a finalità regionali calcolati sulla base dei costi salariali con riferimento allo stesso progetto di investimento iniziale;
 
·        dichiarazione attestante che l’agevolazione fiscale concessa nell’ambito del regime in oggetto non è/sarà cumulata con il sostegno “de minimis”, né con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili (anche per quelli riferiti agli aiuti concessi sotto forma di garanzia Confidi).

La circolare n. 38/E dell’Agenzia delle Entrate dell’11 aprile 2008 aveva ribadito testualmente che “la fruizione del beneficio fiscale è, al verificarsi delle condizioni statuite dalla base giuridica dell’aiuto, automatica. Pertanto, la presentazione del formulario non vale quale istanza preventiva, tuttavia, coerentemente con quanto previsto dalla più volte richiamata Decisione, rappresenta una condizione necessaria per la successiva fruizione del credito d’imposta”.

Le modifiche legislative apportate dal Ministro Tremonti, da un lato seguono la Decisione della Commissione Europea circa l’introduzione del formulario, dall’altro, per garantire all’amministrazione finanziaria il monitoraggio e la trasparenza del raggiungimento dei tetti di spesa pubblica, pongono un limite complessivo alla disponibilità dell’agevolazione che, una volta raggiunto, porta allo slittamento automatico del diritto all’anno successivo con una sorta di prenotazione.

Le correzioni apportate comporteranno il rispetto dei seguenti “paletti”:

- coloro che hanno già avviato investimenti alla data di introduzione delle novità legislative potranno liberamente pianificarne il completamento e la fruizione dell’agevolazione;
- per i nuovi investimenti esisterà un “corridoio” obbligato sia per i tempi di realizzazione dell’investimento (con una percentuale minima del 20% il primo anno e almeno del 60% il secondo), sia per l’utilizzo del credito (con un tetto massimo del 30% il primo anno e del 70% il secondo).
Il primo tetto (20% il primo anno e 60% il secondo) ha la finalità di evitare prenotazioni di credito non rese poi operative con l’effettuazione degli investimenti, con conseguente inutile prenotazione di fondi che ne deriva.

E’ utile ricordare che la Finanziaria 2008 ha già introdotto un tetto all’utilizzo, pari a 250.000 euro annui per tutti i crediti d’imposta fino al 31 dicembre 2009: andrà naturalmente verificata la non sovrapponibilità dei due tetti.

Le limitazioni introdotte sono nella sostanza mitigate dalla disponibilità nelle previsioni di spesa effettuate che, eccetto che per il 2008 (€ 64 milioni) e, parzialmente, per il 2009 (€ 449,6 Milioni) sembrano essere sufficientemente capienti per coprire il fabbisogno stimato (€ 725 milioni per il 2010, € 690 milioni per il 2011, € 707 milioni per il 2012 ed euro 725 milioni per il 2013, euro 742 Milioni per l'anno 2014 ed euro 375 milioni di euro per l'anno 2015).

Ricordiamo che, come precisato dal decreto, il formulario per la trasmissione dei dati è approvato con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, adottato entro sette giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè entro il 10 giugno. Entro tre giorni dalla data di adozione del provvedimento, cioè entro il 13 giugno è attivata la procedura per la trasmissione del formulario.

Le imprese avranno tempo 1 mese per presentare il formulario.


 

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

Credits: J-Service srl realizzazione siti web