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Decreto legge milleproroghe. Disposizioni in materia fiscale e di diritto di impresa

26/01/2009

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2008 il decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008, recante "Proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti".

Il decreto, c.d. "milleproroghe", approvato dal Consiglio dei Ministri n. 31 del 18 dicembre 2008, prevede numerose proroghe di termini stabiliti da varie disposizioni di legge. Tra i vari termini oggetto di proroga, verranno di seguito esaminati quelli riguardanti la materia contributiva e fiscale e del diritto di impresa.

 
Proroghe di termini previsti da disposizioni fiscali

L’art. 42 del decreto reca disposizioni di proroga di alcuni termini di natura fiscale.
Le proroghe più rilevanti per le imprese riguardano:

1. Invio telematico unificato dei dati contributivi e fiscali

Il comma 2 dell'art. 42 rinvia l’entrata in vigore dell’obbligo di comunicazione mensile unificata, da parte dei sostituti d’imposta, dei dati fiscali e contributivi delle retribuzioni, introdotto dalla Legge Finanziaria per il 2008 a partire dalle erogazioni del mese di gennaio 2009. Le modalità di applicazione della nuova disciplina sono demandate ad un decreto da concertare tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro.

Pur condividendo gli obiettivi della norma, Confindustria ha sin da subito evidenziato che la sua attuazione non avrebbe dovuto, in nessun caso, costituire un appesantimento o una duplicazione di obblighi e adempimenti per le imprese.

A tal fine, risulta indispensabile superare le notevoli difficoltà di collegamento tra i sistemi informatici delle Amministrazioni pubbliche coinvolte (Enti previdenziali ed Agenzia delle Entrate): difficoltà che anche nel passato, non solo avevano inciso negativamente sulla riuscita di analoghe operazioni di semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, ma, addirittura, avevano determinato un aumento degli oneri per le stesse.

Tenuto conto che a tutt’oggi i problemi di “dialogo” tra le Amministrazioni non sono stati risolti, la proroga di tale adempimento risultava necessaria.
Grazie ad un costruttivo confronto con l’Agenzia delle Entrate, il comma 2 dell’art. 42, differisce alle retribuzioni relative al gennaio 2010 l’avvio della comunicazione mensile unificata.

2. Codice dell'amministrazione digitale

Il comma 1 dell'art. 42 differisce l’entrata in vigore del nuovo codice dell’amministrazione digitale di cui all’art. 64 del D. lgs. 7 marzo 2005, n. 82.

La norma originaria prevedeva che, a partire dal 31 dicembre 2008, l’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche Amministrazioni non sarebbe più stato consentito con strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica (CIE) o dalla carta nazionale dei servizi (CNS).

Il termine è ora posticipato al 31 dicembre 2009, perché l’attività di distribuzione della CIE - che dovrà sostituire la vecchia carta d’identità cartacea - è sostanzialmente bloccata.

Tali termini non interessano la disciplina relativa alle trasmissioni telematiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle Agenzie fiscali.

3. Apparecchi e congegni di divertimento e intrattenimento

I commi 2 e 3 dell'art. 42 dispongono il rinvio dei termini applicativi della disciplina relativa agli apparecchi e congegni di divertimento ed intrattenimento, di cui all’art. 39 bis del DL n. 269/2003.

Tale normativa prevede che le giocate effettuate attraverso i predetti i apparecchi sono soggetti al seguente sistema di imposizione, gestito dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS):

un prelievo erariale unico (PREU), per i giochi che consentono vincite in denaro, di cui all’art. 110, comma 6 del TUPS;
una imposta sugli intrattenimenti sui videogiochi che non consentono vincite in denaro, di cui all’art. 110, comma 7 del TUPS.
I termini per la liquidazione ed il controllo delle somme dovute dai concessionari sulle giocate effettuate per l’anno 2006, sono prorogati al 30 giugno 2009, in luogo del precedente termine fissato al 31 dicembre 2008.
Di conseguenza, è posticipato al 30 giugno 2010 il termine per procedere all’iscrizione a ruolo delle somme che risultano dovute a seguito di tali controlli (il termine era fissato al 31 dicembre 2009).


4. Riparto del 5 per mille

Con il comma 5 dell'art. 42 sono stati riaperti, fino al 2 febbraio 2009, i termini per inviare la domanda di partecipazione al riparto delle somme relative al 5 per mille dell’IRPEF per gli anni 2006 e 2007, da parte di soggetti che perseguono particolari finalità sociali e scientifiche.

5. Riversamento acconto IRES e IRAP 2008

Il comma 6 dell'art. 42 ha differito dal 31 dicembre 2008 al 31 marzo 2009 il termine per l’emanazione, da parte dell’Amministrazione finanziaria, dell’eventuale decreto che stabilirà le modalità di riversamento da parte dei contribuenti del 3% dell’acconto IRES e IRAP 2008, non corrisposto in sede di versamento della seconda rata a novembre scorso, ai sensi dell’art. 10 comma 3 del decreto anti-crisi.

6. Istituzione dell'IRAP come tributo regionale

E' stato infine differito, al 1° gennaio 2010, il termine per l’istituzione dell’IRAP come tributo regionale con apposita legge regionale, previsto in origine a decorrere dal 1° gennaio 2009. Il rinvio è motivato dal Governo dall’esigenza di attendere l’attuazione della riforma sul federalismo fiscale che riorganizzerà i tributi regionali.

 
Proroghe di termini in materia di diritto di impresa

1. Class action

Come già anticipato, il decreto ha altresì prorogato il termine per l'entrata in vigore delle norme in materia di azione collettiva risarcitoria introdotte con l'art. 2, co. 447, della Legge Finanziaria 2008.

In particolare, l’art. 19 ha modificato l’art. 2, co. 447, della legge Finanziaria 2008, già emendato dall'art. 36 della legge n. 133/2008 di conversione del DL n. 112/2008 (c.d. Manovra economica 2009), prevedendo che le norme con cui era stata introdotta nel nostro ordinamento l’azione collettiva risarcitoria diverranno efficaci decorsi 18 mesi dall’entrata in vigore della Finanziaria 2008, vale a dire a partire dal 1° luglio 2009.

Si tratta della seconda proroga all’entrata in vigore dell’azione collettiva, dopo quella disposta proprio nel DL n. 112/2008, che aveva posticipato l’efficacia di tali norme dal 29 giugno 2008 al 1° gennaio 2009.

Questo ulteriore rinvio si giustifica in considerazione della necessità di apportare numerose correzioni alla norma per eliminare le maggiori criticità e assicurarne una più equilibrata applicazione.

Proprio a questo scopo, il 23 dicembre scorso il Governo ha presentato un emendamento al DDL 1195, in discussione al Senato, con il quale viene sostanzialmente rivista l’impostazione della norma. L’emendamento accoglie gran parte delle proposte presentate nei mesi scorsi da Confindustria, migliorando così sensibilmente il testo della norma.


2. Pratiche commerciali scorrette

L'art. 9 proroga di 30 giorni il termine per il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai decreti legislativi nn. 145 e 146 del 2007, in materia di pratiche commerciali scorrette, irrogate nell'anno 2008 dall'Autorita' garante della concorrenza e del mercato.

In particolare, la proroga incide sul termine previsto dall'art. 27, co. 13, del decreto legislativo n. 206/2005 (Codice del Consumo, così come modificato dai richiamati decreti 145 e 146) secondo cui il pagamento delle sanzioni amministrative irrogate all'esito di un procedimento per pratiche commerciali scorrette deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento dell'Autorità.

Si prevede inoltre che gli importi da pagare per le suddette sanzioni, anche irrogate negli anni successivi, debbano essere versati fino all'importo di 50.000 euro per ciascuna sanzione, sul conto di tesoreria intestato all'Autorità, da destinare a spese di carattere non continuativo e non obbligatorio; la parte di sanzione eccedente il predetto importo e' versata al bilancio dello Stato per le destinazioni previste dalla legislazione vigente. L'importo di 50.000 euro può essere ridotto o incrementato ogni sei mesi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avente  natura non regolamentare, in relazione a specifiche esigenze dell'Autorità.

L'obiettivo della norma è di assicurare una adeguata dotazione di risorse finanziarie all'Autorità per l'efficace espletamento delle sue funzioni.


3. Diritto d'autore. Compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi

L'art. 39 stabilisce una proroga di un anno del termine previsto dall'art. 71-septies, co. 2, della legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d'autore). In particolare, la norma rinvia dal 31 dicembre 2008 al 31 dicembre 2009 il termine per la determinazione, con decreto ministeriale, del compenso dovuto ai produttori di fonogrammi e videogrammi per la riproduzione privata ad uso personale delle opere protette. Tale compenso è rappresentato da una quota del prezzo pagato dall'acquirente finale dell'apparecchio o del supporto che consente la riproduzione dell'opera protetta (es. CD, DVD, lettori, ecc.).

 

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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