Gli imprenditori
al servizio
delle Imprese

LE NOVITÀ FISCALI DI GENNAIO 2009

05/02/2009

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di gennaio 2009.

*   *   *

IRES

1.      Credito d'imposta per assunzioni in aree svantaggiate (Ris. 14/E);

2.      Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate (Ris. 4/E e Ris. 20/E);

3.      Beni strumentali – Locazione con riserva di proprietà (Ris. 11/E);

4.      Deducibilità delle perdite su crediti (Ris. 16/E);

5.      Deducibilità costi per operazioni con Paesi a fiscalità privilegiata (Circ. 1/E);

6.      Fusione di società di diversi Stati Membri dell'Unione Europea (Ris. 21/E);

7.      Scissione parziale con patrimonio negativo (Ris. 12/E);

SOSTITUTI D’IMPOSTA

8.      Compensi ai membri di Commissioni di collaudo di infrastrutture autostradali (Ris. 2/E);

9.      Deducibilità indennità ferie non godute (Cassazione n. 871/09);

IVA

10. Operazioni con San Marino - contratto estimatorio (Ris. 17/E);

11. Misure comunitarie anti frode IVA (Reg. CE n. 37/2009 e Dir. 2008/117/CE);

12. Fatturazione – proposta UE di modifica della disciplina IVA;

VARIE

13. DL n. 185/08 “anticrisi” – modifiche apportate in sede di conversione

14. Telefisco 2009

15. Termini per la presentazione della proposta di transazione fiscale (Ris. 3/E);

16. Falsa fatturazione ripetuta ed unicità del reato (Cassazione n. 626/09);

17. Elusione ed abuso del diritto (Cassazione n. 30055, 30056 e 30057 e 1465 del 2008);

18. Aiuti di Stato – Fiscalità di vantaggio (T- 211/04 e T-215/04).

*   *   *

IRES

1.      Credito d'imposta per assunzioni in aree svantaggiate (Ris. 14/E)

In relazione alla possibilità di fruire del credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione nelle aree svantaggiate (di cui alla legge n. 244/07, art.2, commi 539 e seguenti), la risoluzione n. 14/E del 20 gennaio ha specificato che i lavoratori già impiegati in ragione di un contratto di lavoro a progetto, il cui termine sia giunto a scadenza, sono annoverabili tra i lavoratori che hanno perso l’impiego precedente. I datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato tale categoria di lavoratori, pertanto, possono fruire del credito d’imposta, fermo restando il rispetto delle altre condizioni prescritte dalla disciplina del bonus occupazione.

L’Agenzia delle Entrate ha invece escluso la possibilità di usufruire del credito d’imposta nel caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti precedentemente assunti con contratto di inserimento, ritenendo tale fattispecie analoga ad un contratto a tempo determinato e, come tale, non agevolabile.

Si segnala inoltre che, con provvedimento del 26 gennaio, il Direttore dell’agenzia delle Entrate ha approvato il modello di comunicazione relativa al credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (Mod. C/IAL) che deve essere presentato ai sensi del DM 12 marzo 2008 dai datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento, anche parziale, dell’istanza di attribuzione del credito d’imposta in oggetto.

Tale comunicazione ha il fine di attestare il mantenimento del livello occupazionale e la sua mancata trasmissione comporta la decadenza dal diritto al credito d’imposta a partire dall’anno in cui la comunicazione deve essere trasmessa.

 

2.      Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate (Ris. 4/E e Ris. 20/E)

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate di cui all’art. 1, commi 271-279 della l. n. 296/06 nel caso di beni acquisiti in leasing (risoluzione 4/E) ed in merito alle possibilità di cumulo del credito con altre agevolazioni (risoluzione 20/E).

Sul primo punto, l’Agenzia si era pronunciata con la circolare n. 38/E dell’11 aprile scorso che precisava che, in conformità con quanto stabilito dagli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013, i nuovi investimenti effettuati mediante locazione finanziaria sono agevolabili solo se i relativi contratti contengono l’obbligo di acquisire l’attivo alla scadenza del contratto di locazione.

La risoluzione n. 4/E del 7 gennaio ora indica che, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, il contratto di leasing, pur in presenza del predetto obbligo, si qualifica comunque come contratto di leasing finanziario in quanto tale è la volontà delle parti. In altri termini, se sotto l’aspetto formale la disciplina comunitaria impone l’apposizione dell’obbligo di riscatto, sotto l’aspetto sostanziale deve potersi preservare la reale natura del contratto che le parti intendono stipulare.

In ordine alla corretta applicazione del credito d’imposta e nel contestuale rispetto della normativa comunitaria e della disciplina contrattuale interna, l’Agenzia ritiene che nei contratti di leasing relativi a beni agevolati debba essere inserita una specifica disposizione che preveda l’esercizio anticipato del diritto di opzione da parte dell’impresa utilizzatrice. In tal modo, quest’ultima esercita anticipatamente, già al momento di stipula del contratto, l’opzione di riscatto del bene oggetto del contratto di locazione finanziaria, i cui effetti decorrono dal momento della finita locazione.

Con riferimento ai contratti già stipulati alla data di emanazione della circolare n. 38/E, e privi della anzidetta disposizione, l’esercizio anticipato dell’opzione può avvenire mediante successiva e tempestiva corrispondenza con cui l’impresa utilizzatrice dichiara di esercitare l’opzione irrevocabile di riscatto del bene oggetto del contratto di locazione finanziaria con effetti dal momento della finita locazione (a tal fine, non essendo necessaria alcuna presa d’atto da parte della società di leasing).

La risoluzione n. 20/E del 27 gennaio è intervenuta, invece, per fornire chiarimenti circa la possibilità di cumulare il credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, relativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, con la tariffa incentivante per la produzione di energia elettrica (art. 7, comma 2 del D.Lgs. n. 387/03).

Secondo l’Agenzia delle Entrate, sebbene il DM n. 28 luglio 2005 - che disciplina i criteri per l’incentivazione della produzione di energia - indichi letteralmente che le tariffe incentivanti non sono applicabili quando per la realizzazione dell’impianto siano stati concessi contributi in conto capitale in misura superiore al 20 per cento del costo, tale previsione va indistintamente applicata a tutti i tipi di contributi, siano essi in conto capitale, in conto impianti o in conto esercizio.

Di conseguenza, poiché il credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate è stato classificato dalla stessa Agenzia come contributo in conto impianti, questo potrà essere cumulato con la tariffa incentivante solo nella misura del 20 per cento. Qualora il contribuente utilizzi il credito d’imposta per una percentuale superiore al 20 per cento, perderà il beneficio della tariffa incentivante erogata in relazione all’energia elettrica prodotta annualmente dall’impianto fotovoltaico.

 

3.      Beni strumentali – Locazione con riserva di proprietà (Ris. 11/E)

Con la risoluzione n. 11/E del 9 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso l’applicabilità dell’articolo 109, comma 2 del TUIR, e la conseguente deducibilità del costo dei beni acquisiti, in relazione alla seguente fattispecie:

·        una società italiana commissiona la costruzione di alcuni rimorchiatori ad un cantiere navale spagnolo e ne finanzia la costruzione, con iscrizione di ipoteca sui rimorchiatori stessi;

·        la società italiana cede i rimorchiatori ad una società di leasing spagnola ad un prezzo equivalente a quello lordo pattuito nel contratto di costruzione (tra società italiana e cantiere navale);

·        la società di leasing concede in leasing i rimorchiatori ad un AIE (Agrupacion de Interes Economico) di diritto spagnolo che, a sua volta, concederà gli stessi alla società italiana mediante un contratto di locazione a scafo nudo, con opzione di acquisto a favore della società italiana ad una certa scadenza.

Per effetto di tale concatenazione contrattuale, i rimorchiatori, fin dalla loro consegna rimangono sempre nella disponibilità della società italiana.

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che nel caso in esame la struttura contrattuale posta in essere dalle parti sia riconducibile ad una locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti.

Conseguentemente, sulla base dell’art. 109, comma 2 del TUIR, i rimorchiatori possono ritenersi fin dalla consegna beni strumentali relativi all’impresa e, dunque, il costo sostenuto può essere ammortizzato anche fiscalmente.

 

4.      Deducibilità delle perdite su crediti (Ris. 16/E)

La risoluzione n. 16/E del 23 gennaio fornisce un’interpretazione restrittiva circa la possibilità di dedurre perdite sui crediti che un soggetto vanta nei confronti di Aziende Sanitarie Locali il cui patrimonio immobiliare è stato fatto confluire in un fondo immobiliare chiuso, con conseguente non pignorabilità né ipotecabilità degli stessi.

L’Agenzia ha ritenuto che una situazione temporanea di illiquidità, anche se seguita da un pignoramento infruttuoso, non può essere sufficiente a legittimare la deducibilità del credito non incassato.

Secondo l’Agenzia solo l’assoggettamento a procedure concorsuali del debitore può evidenziare in maniera oggettiva il suo stato di illiquidità. Non può, pertanto, essere rivelatrice di una definitiva perdita su crediti la circostanza che i beni immobili confluiti nel fondo comune siano non ipotecabili ed impignorabili.

 

5.      Deducibilità costi per operazioni con soggetti stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata (Circ. 1/E e comunicato 13.1.09)

Con la circolare n. 1/E del 26 gennaio l’Agenzia delle Entrate ha fornito ancora una volta chiarimenti circa il regime di deducibilità delle spese sostenute per operazioni con imprese e professionisti localizzati in Paesi a fiscalità privilegiata, facendo riferimento a precedenti interventi circa le modalità in cui il contribuente può ottenere la disapplicazione della disciplina di indeducibilità.

Ha inoltre ribadito che, fino all’emanazione del decreto ministeriale di attuazione dell’art. 168-bis del TUIR che dovrebbe istituire la white list, continuano a trovare applicazione le disposizioni dell’art. 110 TUIR, commi 10 e successivi in vigore al 31 dicembre 2007 e del DM 23 gennaio 2002 (che reca l’indicazione dei c.d. paesi black list).

Sempre in materia, si segnala che il 13 gennaio l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato un estratto della Nota 31 luglio 2007,  n. 125631, con cui la Direzione Centrale Accertamento forniva indicazioni circa la documentazione da produrre a supporto della deducibilità dei costi relativi a transazioni con soggetti stabiliti nella Corea del Sud.

Con la Nota l’Agenzia comunica di aver raggiunto un accordo con l’Ambasciata della Repubblica di Corea in virtù del quale si consente alle imprese coreane interessate di rilasciare alle controparti italiane una autocertificazione con la quale esse attestano di non aver goduto di benefici fiscali tali da far ricadere la Corea nel novero dei paesi a fiscalità privilegiata. Tale autocertificazione consente la disapplicazione della disciplina di indeducibilità dei costi relativi a transazioni  con  paesi  a fiscalità privilegiata di cui all’art. 110, comma 10 e seguenti del TUIR.

 

6.      Fusione di società di diversi Stati Membri dell'Unione Europea (Ris. 21/E)

Con la risoluzione n. 21/E del 27 gennaio l’Agenzia delle entrate riafferma il principio secondo cui nell'ambito delle fusioni intracomunitarie tra soggetti stabiliti in  paesi residenti nella UE, ai fini dell’applicabilità della neutralità fiscale (di cui all’art. 179 del TUIR), è determinante che il nuovo soggetto possegga i requisiti di una stabile organizzazione.

In assenza di una stabile organizzazione originatasi dall’operazione straordinaria, l’operazione avrà natura realizzativa.

 

7.      Scissione parziale con patrimonio negativo (Ris. 12/E)

La risoluzione n. 12/E del 16 gennaio ha escluso la presenza di profili elusivi in una operazione di riorganizzazione aziendale articolata nelle seguenti fasi:

·        scissione parziale della società ALFA a favore di società beneficiaria preesistente (BETA), totalmente controllata dalla medesima società scissa;

·        successivo aumento di capitale sociale deliberato da BETA e riservato a GAMMA. Tale aumento di capitale sociale sarà di ammontare pari a quello esistente in modo da consentire ad ALFA e a GAMMA una partecipazione paritetica in BETA. Divenuta socia, GAMMA erogherà a favore di BETA un finanziamento pari al 50% di qualsiasi debito presente in BETA.

La scissione, in particolare, comporterà il trasferimento alla beneficiaria dei seguenti elementi patrimoniali: area caratterizzata da una destinazione direzionale-commerciale; progetti di realizzazione urbanistica del complesso direzionale-commerciale; debiti diversi.

L’operazione straordinaria genererà in capo alla beneficiaria un saldo contabile negativo, poiché il valore contabile dei debiti è superiore al valore contabile degli elementi dell’attivo trasferiti.

Per quanto concerne l’esame degli effetti fiscali dell’operazione di scissione avente ad oggetto un patrimonio il cui saldo contabile presenta un valore negativo, l’Agenzia, ha indicato che ALFA dovrà iscrivere nel proprio bilancio una riserva di patrimonio netto, pari alla differenza tra attività e passività del complesso patrimoniale trasferito.

Tale riserva non costituisce un componente positivo di reddito, ai sensi dell’art. 173 del TUIR. Tuttavia, qualora tale riserva, da un punto di vista civilistico, fosse liberamente distribuibile ai soci, essa sarebbe soggetta a tassazione come una riserva di utili, perché non esprime alcun apporto dei soci.

Con riferimento alla beneficiaria BETA, la differenza tra la frazione di patrimonio contabile trasferito dalla scissa e l’aumento del capitale sociale effettuato dalla società beneficiaria costituisce un disavanzo da concambio che, ai sensi dell’art. 2506-quater del c.c. deve essere imputato, ove possibile, agli elementi dell’attivo e del passivo delle società partecipanti alla scissione e, per la differenza e nel rispetto delle condizioni previste dal n. 6 dell’art. 2426, ad avviamento.

Il trattamento fiscale di tale disavanzo è disciplinato dal comma 2 dell’art. 173 del TUIR secondo cui nella determinazione del reddito delle società partecipanti alla scissione non si tiene conto dell’avanzo o del disavanzo conseguenti al rapporto di cambio delle azioni o quote ovvero all’annullamento di azioni o quote a norma dell’art. 2506-ter del codice civile. In quest’ultima ipotesi i maggiori valori iscritti per effetto dell’eventuale imputazione del disavanzo riferibile all’annullamento o al concambio di una partecipazione, con riferimento ad elementi patrimoniali della società scissa, non sono imponibili nei confronti della beneficiaria.

E’ infine precisato che BETA non potrà usufruire dell’affrancamento dei maggiori valori emersi in sede di scissione,  previsto dal comma 15-bis dell’art. 173 del TUIR, perché il regime dell’imposta sostitutiva vige solo qualora vengano trasferiti complessi aziendali e non singoli beni.

 

SOSTITUTI D’IMPOSTA

8.      Compensi ai membri di commissioni di collaudo di infrastrutture autostradali (Ris. 2/E)

 

Con la risoluzione n. 2/E del 5 gennaio, l’Agenzia ha fornito indicazioni circa la corretta qualificazione reddituale dei compensi percepiti dai componenti delle commissioni di collaudo delle infrastrutture autostradali.

 

L’Agenzia ha indicato che i compensi in oggetto non possono costituire ex se redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ma la loro corretta qualificazione dipende dal tipo di reddito che il contribuente concretamente percepisce e a tal riguardo è necessario fare riferimento all’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR, che disciplina i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. La norma prescrive che le somme e i valori in essa contemplati si considerano redditi assimilati a quelli di si considerano semprechè gli uffici e le collaborazioni in virtù delle quale sono erogate le somme non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’art. 49, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’art. 53, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente.

 

9.      Deducibilità indennità ferie non godute (Cassazione n. 871/09)

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 871 depositata il 15 gennaio 2009 ha sancito la deducibilità dal reddito d’impresa dell’indennità per ferie non godute dai dipendenti.

La sentenza conferma che, in ossequio al principio di competenza, tale costo va imputato all'esercizio in cui è  maturato il diritto, a prescindere dal fatto che tali indennità siano state effettivamente pagate.

 

IVA

10. Operazioni con San Marino - contratto estimatorio (Ris. 17/E)

Con la risoluzione n. 17/E del 23 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha negato la possibilità di applicare il meccanismo della “operazione triangolare” ad una operazione in cui un soggetto, dopo aver acquistato determinati beni da fornitori nazionali, cedeva gli stessi mediante un contratto estimatorio ad un operatore di San Marino.

L’Agenzia precisa che, benché i beni inviati nel territorio della Repubblica di San Marino escano dalla disponibilità dell’istante per entrare in quella del suo cliente al momento della consegna, l’effetto traslativo della proprietà si realizza in un momento successivo. Come già indicato in precedenti risoluzioni, all’atto dell’invio dei beni nel territorio della Repubblica di San Marino, infatti, si è in presenza di una cessione a titolo oneroso delle merci, che, in virtù delle pattuizioni intercorse, si perfeziona soltanto all’atto della cessione a terzi dei beni.

Secondo l’Agenzia la fattispecie è regolata ai fini IVA (analogamente a quanto previsto per i contratti estimatori tra operatori nazionali) dall’art. 6, secondo comma, lettera d), del DPR n. 633/72, secondo cui le relative operazioni si considerano effettuate, non al momento della consegna o spedizione dei beni, bensì “all’atto della rivendita a terzi ovvero, per i beni mobili non restituiti, alla scadenza del termine convenuto tra le parti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione”.

Soltanto in tale momento si realizzano i presupposti per inquadrare l’operazione come cessione all’esportazione non imponibile ai sensi dell’articolo 8, primo comma, lettera a), del DPR n. 633/72.

Da tale qualificazione consegue che l’assenza di una immediata cessione rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto tra il soggetto italiano e l’operatore sammarinese impedisce che il precedente acquisto da parte dello stesso operatore italiano dei beni inviati nella Repubblica di San Marino tramite il proprio cedente possa essere considerata operazione non imponibile ai sensi dell’articolo 8, primo comma, lettera a), del DPR n. 633/72 (operazione triangolare).

 

11. Misure comunitarie anti frode IVA (Dir. 2008/117/CE e Reg. CE n. 37/2009)

Il 16 dicembre scorso il Consiglio dell’Unione Europea ha varato una direttiva ed un regolamento che contengono nuove disposizioni per combattere la frode connessa ad operazioni intracomunitarie. Entrambi i provvedimenti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 20 gennaio.

In particolare, la direttiva 2008/117/CE, modificando la direttiva 2006/112/CE (testo rifuso della Sesta Direttiva IVA), apporta alcune novità, in vigore a partire dal 1 gennaio 2010, alla disciplina degli elenchi Intrastat.

La nuova direttiva, modificando l’art. 263 della direttiva 2006/112/CE prescrive, in luogo dell’attuale periodicità trimestrale, l’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi con frequenza mensile. Gli elenchi dovranno essere inviati entro il termine di un mese, secondo le modalità attuative determinate dai singoli Stati Membri.

E’ tuttavia ammessa la possibilità per gli Stati Membri di autorizzare l’invio con frequenza trimestrale degli elenchi qualora l’importo totale trimestrale, al netto dell’IVA, delle cessioni di beni o degli acquisti effettuati non superi né per il trimestre in questione, né per alcuno dei quattro trimestri precedenti la somma di 50.000 euro (o il suo controvalore espresso con la moneta nazionale dello Stato Membro).

Alla fine del mese di superamento di tale soglia, il contribuente cessa di usufruire del beneficio passando alla presentazione degli elenchi su base mensile.

Fino al 31 dicembre 2011, inoltre, è prevista la possibilità per gli Stati Membri di innalzare da 50.000 a 100.000 euro la soglia in relazione alla quale applicare la deroga.

Il consiglio Europeo ha, inoltre, emanato il regolamento n. 37/2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie, prevedendo l’obbligo per gli Stati Membri di assolvere allo scambio di informazioni con cadenza almeno mensile, in luogo della precedente frequenza trimestrale. Ciò nella convinzione che, per contrastare con efficacia la frode relativa all’IVA, è indispensabile che gli Stati Membri raccolgano e scambino le informazioni sulle operazioni intracomunitarie il più rapidamente possibile.

 

12.  Fatturazione - proposta UE di modifica della disciplina IVA

La Commissione Europea ha approvato il 28 gennaio una proposta di modifica della Direttiva Iva 2006/112/EC con riferimento alle regole di fatturazione, con l’obiettivo di incentivare ed estendere l’uso della fatturazione elettronica, semplificare gli adempimenti delle imprese e sostenere le PMI.

La proposta della Commissione nasce da una consultazione pubblica e da uno studio commissionato ad una società di consulenza privata – anch’esso disponibile sul sito Internet della Commissione – che esamina le attuali regole di fatturazione Iva in tutti gli Stati membri, i problemi che tali regole causano e le possibilità di miglioramento.

 

VARIE

13. DL n. 185/09 “anticrisi” – modifiche apportate in sede di conversione

Il decreto legge n.185/09, cosiddetto anticrisi, è stato convertito in legge (legge n.2 del 28.1.09, pubblicata nella G.U. n.22 del 28.1.09, S.O. n.14).

Le misure contenute nel testo originario del decreto legge sono state sinteticamente riportate nella nostra circolare fiscale del mese di novembre 2008. In attesa della pubblicazione, a breve, di una circolare dell’Area FFDI che approfondirà tutte le norme rilevanti in materia di fisco, finanza e diritto d’impresa, si ricordano di seguito le principali modifiche apportate in sede di conversione per la parte fiscale.

•        Rivalutazioni aziendali: riduzione delle aliquote per la rivalutazione dei beni al 7% e 4% (originariamente stabilite al 10% per i beni immobili ammortizzabili e al 4% per quelli non ammortizzabili) e allungamento del periodo (da 3 a 5 anni) dal quale decorrono gli effetti fiscali della rivalutazione e del tempo (da 4 a 6 anni) che occorre mantenere il bene in azienda per non perdere l'effetto fiscale della rivalutazione.

•        Credito R&S: modificata la procedura per ottenere il bonus. L'invio del formulario è ora prevista ai fini della fruizione del credito a decorrere del 2009. Per le attività avviate dopo l'entrata in vigore del DL è inserito un meccanismo di silenzio-assenso (invece che di silenzio-rifiuto) trascorsi 90 giorni dalla certificazione dell'avvenuta prenotazione senza che sia stato adottato un diniego espresso. Per le attività svolte su commessa estera, l'agevolazione è estesa ai casi in cui il committente sia residente in uno Stato membro della Comunità Europea o in uno Stato aderente all'accordo sullo Spazio economico europeo.

•        Detrazione 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici: eliminato l'obbligo di presentazione dell’istanza per la prenotazione dell'agevolazione. Solo per gli interventi realizzati a decorre dal periodo di imposta 2009 è previsto l'invio della comunicazione all'Agenzia delle entrate con modalità e termini che saranno stabiliti con apposito DM. La detrazione dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

•        Riallineamento IAS: chiarito l’ambito oggettivo della disposizione, modificati i termini di versamento dell’imposta sostitutiva per tener conto del fatto che si tratta di un’opzione esercitabile a regime, introdotta un’autonoma aliquota dell’imposta sostitutiva per i disallineamenti relativi ai crediti.

•        Accertamenti: riconosciuta all’Amministrazione finanziaria la possibilità di effettuare verifiche mirate presso le imprese per accertare l’utilizzo del credito d’imposta per investimenti al Sud e di quello per l’occupazione (artt. 7 e 8, L.388/2000).

•        Iva per cassa: diventa permanente e non più sperimentale il regime dell’IVA per cassa, la cui disciplina è soggetta all’autorizzazione comunitaria.

•        Inviti al contraddittorio: ampliata la procedura che diviene applicabile anche alle imposte indirette diverse dall'Iva.

•        IRAP: chiarito che l'agevolazione riguarda anche i soggetti Irpef.

•        Controlli sui circoli privati: le associazioni  pro  loco e gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Comitato olimpico nazionale italiano che non svolgono attività commerciale sono stati esclusi dall’ambito applicativo della norma sui circoli, e quindi dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate dei dati e delle informazioni rilevanti ai fini di stabilire la non commercialità dell’attività svolta.

•        Depositi IVA: è stata inserita una norma di interpretazione autentica dell’art. 50-bis, comma 4, lettera h) del DL 331/93, che prevede che le prestazioni  di servizi indicate in tale disposizione, relative a beni consegnati al depositario,  costituiscono ad ogni effetto introduzione nel deposito IVA.

 

14. Telefisco 2009

Il 28 gennaio si è tenuto l’incontro annuale di Telefisco, destinato a fornire i primi chiarimenti sulle novità fiscali introdotte per l’anno 2009, a partire dalla manovra di estate (DL 112/08 convertito nella legge 133/08) fino alla manovra anticrisi (DL 185/08) approvata dal Senato il 27 gennaio 2009.

All’incontro hanno partecipato, oltre agli esperti del Sole24Ore, anche i funzionari dell’Agenzia delle Entrate che hanno fornito le seguenti prime risposte ai quesiti presentati dai partecipanti. L’elenco completo dei quesiti e delle relative risposte sarà pubblicato nelle prossime settimane dal Sole24Ore. Prevedibilmente, come ogni anno, l’Agenzia delle Entrate emanerà una circolare illustrativa con le risposte date nel corso degli incontri.

-         Bonus famiglia (art. 1 DL 185/2008) L’Agenzia ha chiarito che il sostituto d’imposta può riconoscere il bonus famiglia ai lavoratori extracomunitari dietro presentazione di documentazione attestante lo status di familiare a carico (quale certificato rilasciato dal comune italiano ovvero altra documentazione rilasciata dal Paese d’origine). L’Agenzia ha annunciato l’uscita nei prossimi giorni di una circolare esplicativa che dovrebbe chiarire gli ulteriori dubbi in merito alle modalità d’erogazione del bonus;

-         Utilizzo in compensazione di crediti di imposta inesistenti o non spettanti (art. 27, commi 16-18 DL 185/2008) L’Agenzia ha chiarito che rientra nelle ipotesi di reato penale di indebita compensazione di crediti inesistenti l’utilizzo del credito IVA risultante dalla ultima liquidazione periodica dell’anno precedente per un importo superiore a quello effettivamente risultante dalla dichiarazione (nell’ipotesi in cui il credito inesistente utilizzato sia di importo superiore a 50 mila euro);

-         Monitoraggio dei crediti di imposta (art. 29 DL 185/2008) L’Agenzia ha affermato che i crediti di imposta vigenti alla data del 29 novembre 2008, sono fruibili nei limiti degli stanziamenti di bilancio secondo le modalità che saranno stabilite mediante uno o più decreti ministeriali;

-         Regime “ordinario” di riallineamento dei maggiori valori derivanti da operazioni straordinarie, (’art. 176, comma 2-ter del TUIR) L’Agenzia ha chiarito che tale regime si applica alle operazioni straordinarie di fusione e scissione a condizione che tali operazioni abbiano ad oggetto un complesso aziendale. Il diritto allo scomputo dell’imposta sostitutiva su beni oggetto di conferimento d’azienda, nell’ipotesi di trasferimento del bene prima della scadenza del termine di sorveglianza, permane in capo alla conferente;

-         Riallineamento dei valori contabili e fiscali (art. 15, comma 11 DL 185/2008) L’Agenzia non ha fornito chiarimenti in merito alla convenienza fiscale al riallineamento dei beni compresi nell’attivo circolante e delle immobilizzazioni finanziarie, per i quali si applica un’imposta sostitutiva con aliquota pari a quell’ordinaria, rinviando alla valutazione dei vantaggi civilistici delle operazioni;

-         Deduzione dall’imponibile IRES del 10% IRAP (art. 6, DL 185/2008) L’Agenzia ha chiarito che la misura del 10% va calcolata sull’IRAP versata nel periodo d’imposta, senza la necessità di distinguere la quota parte d’imposta riferita agli interessi passivi e alle spese per il personale dipendente, come chiarito per esigenze di semplificazione nella relazione d’accompagnamento alla norma. E’ stato chiarito che il rimborso delle imposte sul reddito assolte per gli anni pregressi spetta nella misura del reddito imponibile rideterminato tenendo conto della deduzione del 10% dell’IRAP assolta nel periodo d’imposta. E’ stata quindi respinta la diversa tesi, più favorevole per le imprese, che sosteneva il limite del 10% si riferisse all’ammontare del rimborso spettante. L’Agenzia ha inoltre chiarito che Il termine di 48 mesi, entro il quale va presentata la richiesta di rimborso della maggiore IRES versata e non dovuta in funzione della deduzione IRAP, decorre dalla data di versamento, ai sensi dell’art. 38 del DPR n. 602/73.

-         Determinazione base imponibile IRAP per le imprese individuali e di persone (art. 5-bis Dlgs 446/1997  L’Agenzia ha chiarito che i costi per servizi sono deducibili dalla base imponibile IRAP, se rientrano nella definizione di prestazioni di servizi previste dalla disciplina IVA, come previsto dal DM 17 gennaio 1992, prescindendo dalla loro classificazione civilistica (cioè sono deducibili anche se tali servizi sono inclusi nella voce “oneri diversi di gestione”);

-         Novità IVA L’Agenzia ha chiarito che il cessionario, nell’ipotesi il cedente abbia erroneamente esercito la rivalsa per un’operazione oggettivamente non soggetta ad IVA o esente, non ha titolo per esercitate il diritto alla detrazione IVA;

-         Perdite su crediti generate da accordo di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182-bis del Dlgs 169/2007) Secondo l’Agenzia, le perdite generatesi a seguito della conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, di cui all’art. 182-bis del Dlgs 168/2007, non sono deducibili ai fini fiscali, poiché non sono previste nelle fattispecie di cui all’art. 101, comma 5 del TUIR;

-         Quesito sul consolidato fiscale L’Agenzia ha chiarito che la chiusura anticipata dell’esercizio sociale di tutti i soggetti partecipanti al regime non produce effetti interrottivi sulla prosecuzione del regime;

-         Controlli sulle residenze fittizie (art. 83 DL 112/2008) L’obbligo per i Comuni di confermare all’Agenzia delle Entrate l’effettiva cessazione della residenza del contribuente italiano che richiede l’iscrizione all’AIRE, scatta automaticamente al momento della richiesta, prescindendo dall’esistenza di notizie di comportamenti elusivi relativi allo specifico contribuente;

-         Definizione agevolata dei PVC (art. 83, comma 18 DL 112/2008) L’Agenzia ha chiarito che la definizione agevolata si rende applicabile solo ai processi verbali che consentono l’emissione di accertamenti parziali, definiti come quegli accertamenti redatti a seguito di accessi, ispezioni e verifiche che consentono di stabilire l’esistenza di redditi imponibili e/o IVA non dichiarati, di deduzioni e/o detrazioni non spettanti, ovvero di somme non versate.  La definizione dell’adesione ai processi verbali di constatazione si perfeziona, indipendentemente dal successivo pagamento delle somme dovute, con la notifica al contribuente dell’atto di definizione.  

 

15. Termini per la presentazione della proposta di transazione fiscale (Ris. 3/E)

Con riferimento al termine di presentazione della proposta di transazione fiscale (di cui all’art. 182-ter della legge fallimentare), con la risoluzione n. 3/E del 5 gennaio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la presentazione all'Agenzia e al concessionario della riscossione della copia della proposta di transazione può avvenire anche successivamente al giorno di deposito della domanda al Tribunale.

 

16. Falsa fatturazione ripetuta ed unicità del reato (Cassazione n. 626/09)

Nella sentenza n. 626/09 depositata il 12 gennaio 2009, la Corte di Cassazione ha disposto che l’emissione o il rilascio di fatture per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo d’imposta si considera come un solo reato. Secondo l’art. 2 del D. Lgs. n. 74/00 è consentita una unica incriminazione contro il soggetto che ponga in essere una dichiarazione fraudolenta, sia che egli si avvalga di un solo documento, sia di una pluralità di fatture o altri documenti, a nulla rilevando che le fatture o gli altri documenti siano diversi ed abbiano diversi destinatari, perché il reato non si perfeziona con la registrazione dei documenti, ma con la presentazione della dichiarazione fraudolenta riferita a quella specifica annualità.

 

17. Abuso del diritto (Cassazione n. 30055, 30056 e 30057 e 1465 del 2008)

La Corte di Cassazione è intervenuta con diverse nuove pronunce sul tema dell’elusione e dell’abuso di diritto.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1465 depositata il 21 gennaio 2009, ha indicato quali siano i presupposti per poter contestare l’assenza di inerenza dei costi sostenuti da una joint venture costituita da un soggetto italiano e da uno giapponese. E’ stato formulato il principio secondo cui una operazione economica integra gli estremi del comportamento abusivo qualora e nella misura in cui tale scopo si ponga come elemento predominante ed assorbente della transazione, tenuto conto sia della volontà delle parti implicate che del contesto fattuale e giuridico in cui la transazione stessa viene posta in essere. Il divieto di comportamenti abusivi non vale ove quelle operazioni possono spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi di imposta.

E' onere dell'Amministrazione finanziaria non solo prospettare il disegno elusivo a sostegno delle rettifiche operate ma anche le modalità di manipolazione o di alterazione di schemi classici rinvenute come irragionevoli in una normale logica di mercato se non per pervenire a quel risultato di vantaggio fiscale. E’ invece onere del contribuente allegare l’esistenza di ragioni economiche alternative o concorrenti di reale spessore che giustifichino operazioni così strutturate.

Con riferimento al caso trattato, la Corte ha inoltre stabilito che nell'impianto organizzativo vagliato, nonostante il contribuente consegua un risparmio di imposta, l’operazione è ragionevolmente giustificabile dall'obiettivo del gruppo di assicurarsi (pervenendo ad un prezzo di rivendita più basso) vantaggiose posizioni commerciali di competitività sui mercati cui i beni prodotti dai soci della joint venture sono destinati.

E’ infine ribadito il concetto secondo cui la presenza del requisito dell'inerenza di un determinato componente negativo di reddito deve essere esaminata avendo come riferimento l’attività svolta dal soggetto che intende dedurlo e non il fatto che questi consegua ricavi.

Nelle sentenze n. 30055, 30056 e 30057, depositate il 23 dicembre 2008, tutte in materia di dividend washing, le Sezioni Unite della Corte hanno ribadito l’esistenza del principio dell’abuso del diritto, quale immanente al sistema tributario nazionale, disconoscendo però che questo derivi esclusivamente dal diritto comunitario.

La Corte ritiene fondato il riconoscimento dell'esistenza di un generale principio antielusivo. Precisa però che la fonte di tale principio, in tema di tributi non armonizzati quali le imposte dirette, va rinvenuta non nella giurisprudenza comunitaria quanto piuttosto negli stessi principi costituzionali che informano l'ordinamento tributario italiano.

I giudici della Corte indicano che i principi di capacità contributiva (art. 53, primo comma, Cost.) e di progressività dell'imposizione (art. 53, secondo comma, Cost.) costituiscono il fondamento sia delle norme impositive in senso stretto, sia di quelle che attribuiscono al contribuente vantaggi o benefici di qualsiasi genere. Con la conseguenza che deve ritenersi insito nell'ordinamento, come diretta derivazione delle norme costituzionali, il principio secondo cui il contribuente non può trarre indebiti vantaggi fiscali dall'utilizzo distorto - pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione - di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio fiscale, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quel risparmio fiscale.

 

18. Aiuti di Stato - Fiscalità di vantaggio (T.211/04 e T-215/04)

Il Tribunale di primo grado, che affianca la Corte Europea di Giustizia, ha annullato la decisione 2005/261/EC della Commissione Europea che aveva qualificato come aiuto di Stato il sistema fiscale di favore per le società di Gibilterra.

La sentenza si sofferma sui concetti di selettività regionale e di selettività materiale seguiti dalla Commissione Europea (concetti di recente affrontati anche dalla Corte di Giustizia Europea, nella causa C-88/03 Azzorre). Quanto al primo profilo, secondo il Tribunale Gibilterra è indipendente sotto il profilo istituzionale, amministrativo e finanziario, quindi la fiscalità di Gibilterra non può qualificarsi come selettiva rispetto a quella del Regno Unito, ed è pertanto esclusa la natura di aiuto di Stato delle misure.

Credits: J-Service srl realizzazione siti web