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LE NOVITA' FISCALI DI MARZO 2009

07/04/2009

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di marzo 2009.

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IRES

1.      Bonus investimenti - Pianificazione indicata nel formulario (Ris. 75/E);

2.      Bonus aggregazioni (Ris. 57/E);

3.      Formulario credito d’imposta per R&S - mod. FRS (Provvedimento 24/03/09);

4.      Modello di rinnovo istanza bonus assunzioni - mod. R/IAL (Provv. 24/03/09);

5.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione (Circ. 6/E);

6.      Componenti di reddito in valuta estera (Ris. 83/E);

SOSTITUTI D’IMPOSTA

7.      Operazioni a premio a favore di dipendenti - Ritenuta d'acconto (Ris. 76/E);

IRAP

8.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione (Ris. 84/E);

IVA

9.      Aliquota applicabile per acquisti di gas per imprese manifatturiere (79/E);

10. Cessioni transnazionali di Certificati CO2 e di Certificati Verdi (Ris. 71/E);

11. Contributi erogati dalla CE – Esercizio del diritto alla detrazione (Ris. 61/E);

12. Omessa integrazione e registrazione della fattura (Ris. 56/E);

13. Approvazione del modello IVA TR (Provvedimento 19/03/09);

VARIE

14. Estromissione degli immobili strumentali (Ris. 82/E);

15. Natura dell'interpello - Non impugnabilità (Circ. 7/E);

16. Incontri con la stampa specializzata – Risposte dell’Agenzia delle Entrate (Circ. 8/E);

17. Chiarimenti sul decreto anti-crisi - (Circ. 10/E);

18. Ici – Aggiornamento coefficienti determinazione valore dei fabbricati (Decreto 23/3/09);

19. Documento interpretativo sulle disposizioni del decreto anti-crisi (OIC doc. int. n. 3);

20. Ispezioni in casa del contribuente (Cassazione n. 6836/09);

21. Relazione dei revisori e prova dei costi (Cassazione n.5926/09);

22. Trattato contro le doppie imposizioni fra Italia e Usa – Ratifica (l. n 20/09);

23. Aiuti di Stato ai fondi “small cap” (Tribunale CE, cause T-424/05 e T-445/05);

24. Differimento di termini – Alluvione Aniene (Dm 13/3/09)

25. Tax Forum della Commissione Europea

 

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IRES

1.      Bonus investimenti - Pianificazione indicata nel formulario (Ris. 75/E)

Il mancato raggiungimento delle soglie di investimento nette pianificate nel formulario (mod. FAS, che contiene i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate ammissibili al credito d’imposta) non comporta la perdita della possibilità di fruire del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate.

L’utilizzo del credito d’imposta per investimenti, di cui all’art. 1, commi 271-279, della l. n. 296/06, è infatti subordinato alla effettuazione entro il 31 dicembre 2013 degli investimenti agevolabili, a prescindere dalla tempistica indicata nel formulario (mod. FAS).

L’Agenzia precisa che l’utilizzo del credito d’imposta dovrà avvenire nel rispetto della normativa e di quanto stabilito dalla comunicazione di concessione del nulla osta.

 

2.      Bonus aggregazioni (Ris. 57/E)

Il c.d. bonus aggregazioni, previsto dall’art. 1, commi da 242 a 249 della legge finanziaria 2007, richiede alle imprese che si aggregano il requisito dell’operatività nei due anni antecedenti alla data di efficacia giuridica dell’operazione di aggregazione.

Tale requisito non è presente qualora gli assets di una società, ormai priva di patrimonio, non siano in grado di assicurare una reale crescita dimensionale delle imprese che si fondono, anche nell’ipotesi in cui le società oggetto dell’operazione straordinaria abbiano soddisfatto il test di operatività nel biennio precedente la stessa.

L’assenza di attestazione di un avviamento in capo ad uno dei soggetti che si intendono aggregare avvalorerebbe la tesi dell’Agenzia delle Entrate.

Sulla base di tale considerazioni, pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha negato la possibilità di fruizione del bonus aggregazione.

 

3.      Formulario credito d’imposta per R&S - mod. FRS (Provvedimento 24/03/09)

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 24 marzo scorso è stato approvato il formulario (mod. FRS) con il quale devono essere presentati i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi da 280 a 283, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

Il formulario va presentato entro i termini di seguito indicati:

§         per i progetti d’investimento già avviati alla data del 28 novembre 2008, a pena di decadenza dal contributo, dalle ore 10:00 del 22 aprile 2009 alle ore 24:00 del 22 maggio 2009;

§         per i progetti d’investimento avviati successivamente alla data del 28 novembre 2008, a partire dalle ore 10:00 del 22 aprile 2009.

Data la rilevanza e l’interesse del sistema per il tema, è in corso di preparazione una circolare ad hoc sul tema.

 

4.      Modello di rinnovo istanza bonus assunzioni - mod. R/IAL (Provv. 24/03/09)

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello (mod. R/IAL) di rinnovo dell’istanza di attribuzione del credito d'imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate di cui all’articolo 2, commi da 539 a 547, della legge n. 244/2007  (c.d. bonus assunzioni).

Tale modello deve essere utilizzato dai datori di lavoro che hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate l’istanza di attribuzione del credito d’imposta utilizzando l’apposito modello (mod. IAL) e non ne hanno ottenuto l’accoglimento, ovvero ne hanno ottenuto l’accoglimento parziale per esaurimento dei fondi stanziati per gli anni 2008, 2009 e 2010.

 

5.      Prestazioni alberghiere e di ristorazione (Circ. 6/E)

L’art. 83, commi 28-bis e 28-ter, del DL n. 112/08, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/08, ha eliminato dal 1° settembre 2008 l’indetraibilità oggettiva IVA per le prestazioni alberghiere e di ristorazione.

Il nuovo regime prevede la possibilità di detrarre l’Iva, previo rilascio e registrazione fattura. Alcune imprese hanno scelto, tuttavia, di non usufruire di tale possibilità e di non detrarre l’Iva per evitare i costi e gli adempimenti amministrativi connessi alla procedura.

In tali casi, si riteneva sinora che l’Iva non detratta potesse essere comunque deducibile dal reddito, in quanto onere inerente derivante da una precisa valutazione di convenienza economica (così anche Assonime, circolare n. 55/08). In passato la stessa amministrazione finanziaria ha riconosciuto che la rinuncia ad esercitare diritti di contenuto economico - in questo caso la rinuncia al diritto alla detrazione Iva - può determinare costi inerenti e deducibili se ricorrono motivi di convenienza che giustificano la scelta dell’impresa.

La recente circolare n.6 dell’Agenzia esclude, invece, che l’Iva non detratta possa essere portata in deduzione dal reddito. Questo comporta un oneroso ricalcolo (ricostruzione degli importi di Iva non detratta e recupero a tassazione mediante variazione in aumento in Unico) proprio per le imprese che avessero scelto di evitare la nuova disciplina per ragioni di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi.

Data la rilevanza e l’interesse del sistema per il tema, sarà preparata una circolare ad hoc sul tema.

 

6.      Componenti di reddito in valuta estera (Ris. 83/E)

I componenti di reddito relativi ad operazioni in valuta estera devono essere valutati al cambio del giorno in cui l’operazione si considera effettuata, secondo i criteri di competenza di cui agli artt. 9 e 109 del TUIR, anche nonostante l’impresa adotti il diverso criterio previsto dal principio contabile nazionale OIC n. 26 sulle operazioni e partite in moneta estera.

L’unica eccezione a tale regola generale è prevista dalla disposizione dell’ultimo periodo dell’articolo 110, comma 2 che prevede, per le imprese che intrattengono in modo sistematico rapporti in valuta estera, la possibilità di tenere  una contabilità plurimonetaria con l’applicazione del cambio di fine esercizio ai saldi dei relativi conti.

Ai fini IRAP, per effetto dell’introduzione del principio di derivazione piena dell’imponibile IRAP dalle risultanze di bilancio, operata dalla Finanziaria 2008 (art. 1, comma 50, l. n. 244/07), per i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007 si considerano fiscalmente riconosciuti i dati di bilancio, senza effettuazione di variazioni in sede di dichiarazione dei redditi.

Per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2007, invece, per l’IRAP valgono le indicazioni fornite circa il corretto trattamento ai fini della determinazione del reddito d’impresa e rilevano le stesse variazioni fiscali effettuate ai fini Ires.

 

SOSTITUTI D’IMPOSTA

7.      Operazioni a premio a favore di dipendenti - Ritenuta d'acconto (Ris. 76/E)

Il datore di lavoro che collabora con un altro soggetto per l’organizzazione di un’operazione a premi destinata ai propri dipendenti è tenuto ad effettuare la ritenuta sui premi. Questo anche se, di fatto, i premi sono erogati dall’altro soggetto.

Nel caso in esame, una impresa intendeva organizzare un’operazione a premio per i  dipendenti di altre imprese, concessionarie dei beni da essa prodotti, con premi legati al raggiungimento di determinati livelli di vendite. L’operazione sarebbe stata organizzata in concorso con il datore di lavoro dei destinatari dei premi.

Per effetto del collegamento tra l’impresa erogante e il datore di lavoro, è quest’ultimo che deve effettuare le ritenute con riferimento a tutte le somme ed i valori che il lavoratore dipendente percepisce in relazione al rapporto di lavoro, anche per quelli corrisposti da soggetti terzi per effetto di un collegamento esistente con il datore di lavoro.

L’impresa che eroga i premi dovrà comunicare tempestivamente al datore di lavoro sostituto d’imposta l’avvenuta erogazione e l’importo da assumere a tassazione in caso di beni in natura. 

 

IRAP

8.     Prestazioni alberghiere e somministrazione di alimenti e bevande (Ris. 84/E)

L’art. 83, commi 28-bis e 28-ter, del DL n. 112/08, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/08, ha eliminato dal 1° settembre 2008 la indetraibilità oggettiva IVA per le prestazioni alberghiere e di ristorazione.

Il nuovo regime prevede la possibilità di detrarre l’Iva sulle spese sopra indicate, a condizione che il fornitore rilasci fattura e il committente provveda a registrarla. Alcune imprese hanno scelto, tuttavia, di non usufruire di tale possibilità e di non detrarre l’Iva per evitare i costi e gli adempimenti amministrativi connessi alla procedura.

Secondo l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate, in tali casi l’Iva non detratta non solo non è deducibile ai fini Ires (circolare n. 6/E del 3 marzo 2009, vedi paragrafo 5 di questa circolare), ma non può essere considerata neanche come un costo deducibile dalla base imponibile IRAP.

 

IVA

9.      Aliquota applicabile per acquisti di gas per imprese manifatturiere (79/E)

Sugli acquisti di gas effettuati da imprese manifatturiere si applica l’aliquota IVA ridotta del 10%, prevista dal n. 103) della Tabella A, parte III, allegata dl DPR n. 633/72.

Al fine di qualificare una impresa come manifatturiera, secondo l’Agenzia delle Entrate, occorre in primo luogo verificare se l’attività interessata rientra o meno tra quelle di cui ai gruppi da IV a XV del DM 31 dicembre 1988 (che reca le tabelle dei coefficienti di ammortamento). Qualora l’attività svolta dal soggetto interessato ad applicare l’aliquota ridotta non sia annoverata in tali sezioni, è opportuno verificare se questa possa essere inclusa nella sezione C della tabella ATECO 2007, per considerarla come “manifatturiera”.

 

10. Cessioni transnazionali di Certificati CO2 e di Certificati Verdi (Ris. 71/E)

Ai fini IVA, le cessioni di Certificati Verdi a soggetti domiciliati o residenti fuori dalla CE sono da assoggettare ad imposta perché i certificati sono utilizzabili solo nel mercato italiano. Per le cessioni transnazionali di Certificati CO2, invece, occorre valutare caso per caso il luogo di imponibilità IVA.

Gli operatori del settore dell’energia sono sottoposti ad una specifica disciplina comunitaria per i certificati CO2, legati alle quote di emissione dei gas a effetto serra, come previsto dalla cd. Direttiva CO2 (n. 2003/87/CE), e ad una specifica disciplina nazionale per i certificati verdi, legati all’impiego di energia da fonti rinnovabili e non, come previsto dal cd. decreto Bersani (D. Lgs. n. 79/99).

Ai fini IVA, le operazioni relative a Certificati CO2 e a Certificati Verdi sono qualificabili come prestazioni di servizi, perché riconducibili alle cessioni di diritti immateriali.

Le cessioni di tali certificati rientrano nel campo di applicazione dell’art. 9, par. 2, lett. e) della Direttiva 77/388/CEE (ora art. 56, par. 1, lett. a della Direttiva 2006/112/CE) e,  in caso di operazioni effettuate nei confronti di soggetti domiciliati o residenti fuori della Comunità Europea, sono assoggettate ad Iva sulla base del luogo di utilizzo delle prestazioni (art. 7, comma 4, lett. f del decreto IVA).

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il luogo di utilizzo dei diritti riferibili ai Certificati Verdi è l’Italia, perchè in virtù del decreto Bersani essi sono utilizzabili solo nel mercato italiano.

Per i certificati CO2, invece, il luogo di imponibilità non può essere determinato a priori, data la loro universale spendibilità. In questo caso, il luogo di utilizzo dovrà essere valutato caso per caso, sulla base di una ricognizione puntuale dei fatti e delle circostanze concrete secondo le quali i certificati sono stati utilizzati.

 

11. Contributi erogati dalla CE – Esercizio del diritto alla detrazione (Ris. 61/E)

I contributi comunitari tesi ad incentivare la politica agricola nel settore oleicolo (di cui al Regolamento CE n. 865/2004 del 29 aprile 2004) ricevuti da un consorzio, sono da considerare come contributi a fondo perduto, non soggetti ad Iva.

Il soggetto che riceve il contributo non è infatti obbligato ad una prestazione di dare, fare, non fare o permettere nei confronti del finanziatore. In questo caso,  non esiste il nesso di sinallagmaticità tipico dei corrispettivi pagati a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi, e le somme versate sono da considerare escluse dal campo di applicazione dell’Iva quali cessioni di denaro per obiettivi di carattere generale e non finalizzate a specifiche prestazioni (ai sensi dell’art. 2, comma 3, lett. a del DPR n. 633/72).

Tuttavia, il destinatario di un contributo a fondo perduto non è di per sé legittimato ad esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta relativa a tutti gli acquisti effettuati.

La deroga prevista dall’art. 19, comma 3, lett. c) del decreto Iva, che consente la detraibilità dell’imposta qualora le operazioni non soggette all’imposta siano costituite da cessioni di denaro, opera infatti nei confronti di chi ha posto in essere l’operazione di cessione di denaro, non di chi ha ricevuto il finanziamento.

Pertanto, il consorzio che riceve il contributo a fondo perduto dovrà applicare la regola generale secondo la quale non si può detrarre l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni e servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette all’imposta (art. 19, comma 2).

 

12. Omessa integrazione e registrazione della fattura (Ris. 56/E)

La sentenza della Corte di Giustizia Europea sulle cause riunite C-95/07 e C-96/07 (caso Ecotrade, 8 maggio 2008) ha ritenuto illegittima, in caso di applicazione del regime dell’inversione contabile, la perdita del diritto alla detrazione IVA in seguito alla rettifica della dichiarazione, qualora sia trascorso il termine previsto dall’art. 19, comma 1, del DPR n. 633/72.

In sostanza, la Corte ha affermato che la detrazione IVA deve essere accordata, anche se taluni obblighi formali sono stati omessi dal contribuente.

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che, alla luce di tale sentenza e per effetto della diretta applicabilità nell’ordinamento nazionale dei principi contenuti nella sentenza dellaCorte di Giustizia, qualora sia constatata una violazione del regime dell’inversione contabile che comporti l’assolvimento dell’imposta da parte dei contribuenti, contestualmente all’accertamento del debito deve essere riconosciuto il diritto alla detrazione dell’IVA.

Resta ferma l’applicazione della sanzione amministrativa (compresa tra il 100 e il 200 per cento dell’imposta, con un minimo di 258 euro) di cui all’art. 6, comma 9 bis, primo periodo del D. Lgs n. 471/97, per inosservanza degli obblighi previsti dalla disciplina IVA.

 

13. Approvazione del modello IVA TR  (Provvedimento 19/03/09)

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 19 marzo è stato approvato il nuovo modello IVA TR da utilizzare per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale.

 

VARIE

14. Estromissione degli immobili strumentali (Ris. 82/E)

L’operazione di estromissione degli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP con aliquota del 10%, prevista dall’art. 1, comma 37 della legge finanziaria 2008, va considerata perfezionata con l’indicazione in dichiarazione dei redditi dei valori dei beni estromessi e della relativa imposta sostitutiva.

L’Agenzia delle Entrate, rivedendo l’orientamento espresso nella circolare n. 39/E del 2008, ritiene che l’omesso, insufficiente e/o tardivo versamento dell’imposta sostitutiva non rilevi ai fini del perfezionamento dell’estromissione.

 

15. Natura dell'interpello - Non impugnabilità (Circ. 7/E)

La circolare n. 7/E del 3 marzo fornisce chiarimenti sulla natura delle risposte agli interpelli ed istruzioni in ordine alla gestione del contenzioso derivante dalla impugnazione delle stesse.

In particolare, la circolare illustra le diverse tipologie di interpello previste dal nostro ordinamento fiscale:

§         interpello ordinario (art. 11, l. n. 212/00);

§         interpello disapplicativo di una norma anti-elusiva (art. 37-bis, comma 8, DPR n. 600/73);

§         interpello disapplicativo delle norme CFC (artt. 167 e 168, TUIR);

§         interpello disapplicativo della norma anti-elusiva generale (art. 21, l. n. 413/91).

Particolare rilevanza riveste il chiarimento secondo cui le risposte fornite a tutte le tipologie di interpello, essendo atti amministrativi non provvedimentali, non possono essere impugnate con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale.

Elemento comune a tutte le diverse tipologie di interpello è il carattere non vincolante della risposta fornita al richiedente, il quale non è obbligato a conformarvisi.

 

16. Telefisco 2009 – Risposte dell’Agenzia delle Entrate (Circ. 8/E)

La circolare n. 8/E del 13 marzo fornisce il riepilogo delle risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate nel corso dei consueti incontri con la stampa specializzata, organizzati per fornire ai contribuenti e agli operatori i primi profili interpretativi sulle più recenti misure fiscali.

Tra le varie risposte fornite, si segnalano le seguenti:

§         imposta sostitutiva sulle operazioni straordinarie: l’applicabilità del regime di imposizione sostitutiva introdotto dalla legge finanziaria 2008 è subordinata, in caso di fusione e scissione, all’attribuzione alla società risultante dall'operazione di compendi aziendali e non di singoli beni;

§         interessi impliciti nei canoni di leasing: i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali possono continuare a fare riferimento al criterio di individuazione forfetaria degli interessi impliciti dettato, ai fini dell'IRAP, dal D.M. 24 aprile 1998. I soggetti IAS adopter, invece, potranno fare riferimento alla quota di interessi passivi impliciti ordinariamente imputata a conto economico a seguito della contabilizzazione dell'operazione in conformità allo IAS 17;

§         accordi di ristrutturazioni dei debiti: l’avvio della procedura di accordo di ristrutturazione dei debiti (prevista dall’art. 182-bis della legge fallimentare) non consente di ritenere realizzate le perdite su crediti, pertanto non risulta applicabile la previsione di deducibilità immediata contenuta nel comma 5 dell’art. 101 del TUIR;

§         IVA per cassa: in base all’art. 7 del decreto anti-crisi, il pagamento del corrispettivo determina il momento di esigibilità dell’imposta. In caso di pagamenti frazionati, l’esigibilità si verifica limitatamente ai pagamenti effettuati, al momento di ciascuno di essi, con conseguente inclusione dell’imposta nella liquidazione del periodo in cui è avvenuto il pagamento parziale. Tale regola vale, in maniera speculare, per la detrazione dell’imposta in capo ai cessionari o committenti.

 

17. Chiarimenti su alcune disposizioni recate dal decreto anti-crisi (Circ. 10/E)

La circolare n. 10/E del 19 marzo fornisce chiarimenti in relazione ad alcune disposizioni introdotte dal decreto anti-crisi (Dl n. 185/08, convertito in l. n. 2/09). In particolare, oggetto della circolare sono le disposizioni contenute negli articoli 6, 9, 16 e 32 del decreto, che hanno introdotto novità in tema di adempimenti tributari, sanzioni e riscossione delle imposte.

Le precisazioni di maggiore interesse riguardano l’istituto del ravvedimento operoso, oggetto di importanti modifiche ad opera del decreto anti-crisi.

Il legislatore ha riallineato la misura delle sanzioni applicabili in caso di ravvedimento alla riduzione delle sanzioni prevista per l’adesione ai verbali di constatazione e l’adesione agli inviti al contraddittorio (introdotti, rispettivamente, dall’art. 83, comma 18, del DL n. 112/08 e dall’art. 27 del DL 185/08 stesso), anche al fine di rendere, comunque, vantaggiosa per il contribuente la definizione spontanea di errori ed omissioni.

Per effetto delle modifiche operate, in caso di mancato pagamento di un tributo o di un acconto, il contribuente può sanare la violazione con il versamento di quanto dovuto entro trenta giorni dalla scadenza del termine stabilito, ottenendo una riduzione della sanzione ad un dodicesimo del minimo (art. 13, comma 1, lettera a del D. Lgs. n. 472/97).

Nel caso in cui il contribuente regolarizzi gli errori o le omissioni entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore), la sanzione dovuta è ridotta ad un decimo del minimo (art. 13, comma 1, lettera b del D. Lgs. n. 472/97).

Nel caso di mancata presentazione della dichiarazione nei termini di legge, infine, è possibile ravvedersi entro novanta giorni dal decorso della scadenza, versando la sanzione ridotta ad un dodicesimo del minimo (art. 13, comma 1, lettera c).

Le nuove norme in materia di ravvedimento operoso sono efficaci dal 29 novembre 2008, data di entrata in vigore del decreto anti-crisi, e riguardano tutte le fattispecie di regolarizzazione perfezionate a decorrere da tale data, anche se aventi ad oggetto violazioni commesse in tempo anteriore.

 

18. Ici – Aggiornamento coefficienti determinazione valore dei fabbricati (Decreto 23/3/09)

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato, ai fini dell’ICI, i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati. Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

19. Documento interpretativo sulle disposizioni del decreto anti-crisi (OIC doc. int. n. 3)

L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nel documento interpretativo n. 3, pubblicato a marzo 2009, ha fornito una analisi tecnico-contabile di alcune disposizioni introdotte dall’art. 15 del decreto anti-crisi (DL n. 185/08, convertito nella l. n. 2/09).

Oggetto del documento sono gli aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati (art. 15, comma 13 del decreto anti-crisi), la rivalutazione degli immobili (art. 15, commi da 16 a 23) e la fiscalità differita nelle operazioni di aggregazione aziendale (art. 15, commi da 10 a 12-bis).

Con specifico riferimento alla disciplina di rivalutazione facoltativa degli immobili, il documento dell’OIC indica la possibilità di problemi concernenti la fiscalità differita, sia con riguardo  al caso in cui i maggiori valori iscritti nell’attivo siano riconosciuti ai soli fini civilistici sia al caso in cui tali maggiori valori siano riconosciuti anche ai fini fiscali.

Quando la rivalutazione è soltanto civilistica si genera una differenza temporanea tra maggiori valori civilistici e minori valori fiscali che genera la necessità di rilevare le imposte differite (secondo le indicazioni dell’OIC 25). In tal caso, le imposte differite, Ires e Irap, sono computate direttamente a riduzione della riserva di rivalutazione. Negli esercizi successivi, le imposte differite, sono riversate a conto economico in misura corrispondente al realizzo del maggior valore (attraverso ammortamento, cessione dell’immobile, successiva riduzione per perdita di valore).

Quando la rivalutazione ha anche effetti fiscali non si rileva alcuna differenza temporanea che comporti l’iscrizione di imposte differite alla data di effettuazione della rivalutazione.

Tuttavia, successivamente alla rilevazione iniziale della rivalutazione, vi è la necessità di rilevare la fiscalità differita perchè gli ammortamenti sul maggior valore sono deducibili fiscalmente a partire dal quinto esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita. Pertanto, per i primi quattro esercizi emergono differenze temporanee sulle quali va considerata l’eventuale fiscalità differita attiva.

 

20. Ispezioni in casa del contribuente (Cassazione n. 6836/09)

L’accesso dei verificatori nell’abitazione del contribuente è consentita solo previo decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica, come previsto dall’art. 52 del DPR n. 633/72 in materia di Iva, e dall’art. 33 del DPR n. 600/73 in materia di imposte sui redditi.

Il decreto deve trovare causa e giustificazione nell’esistenza di gravi indizi di violazione della legge fiscale, la cui valutazione va effettuata ex ante con prudente apprezzamento, e deve essere motivato, seppur concisamente.

Pertanto, secondo le valutazioni della Corte di Cassazione fornite nella sentenza n. 6836/09 depositata il 20 marzo scorso, l’assenza di motivazione nel decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica determina l’illegittimità dell’autorizzazione e l’inutilizzabilità degli elementi di prova acquisiti illegittimamente presso il domicilio del contribuente.

 

21. Relazione dei revisori e prova dei costi (Cassazione n. 5926/09)

Tanto il bilancio di una società, quanto la relazione della società di revisione sono mezzi di prova che non possono essere ignorati né dall’Ufficio tributario, né  dal giudice tributario  dinanzi al quale si trasferisca l’accertamento, specie quando si tratta di accertare fatti che non possono essere dimostrati analiticamente.

Pur non potendosi affermare che la relazione di revisione garantisce la verità del bilancio, essa costituisce una pronuncia qualificata sulla verità della contabilità e del bilancio.

Pertanto, ogni qual volta la relazione di revisione sia messa a disposizione dell’ufficio tributario e del giudice tributario, le autorità devono tenerla in conto come un documento incorporante enunciati sui quali sia l’ufficio sia il giudice si devono pronunciare. Essi possono essere privati della loro forza dimostrativa dei fatti attestati solo mediante la prova contraria a carico dell’ufficio. Tale prova deve dimostrare che nel giudizio di revisione il revisore è incorso in errore o ha realizzato un inadempimento.

E’ questo il principio fondamentale espresso dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 5926/09 depositata il 12 marzo scorso.

 

22. Trattato contro le doppie imposizioni fra Italia e Usa – Ratifica (l. n 20/09)

Con la l. n. 20/09, pubblicata nella G.U. n. 64 del 18 marzo 2009, è stata ratificata la Convenzione tra Italia e gli Stati Uniti d'America per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi o le evasioni fiscali, firmata a Washington il  25 agosto 1999.

La Convenzione, al momento della entrata in vigore, sostituirà la precedente Convenzione tra l'Italia e USA contro le doppie imposizioni firmata a Roma il 17 Aprile 1984 e ratificata con la legge n. 763 dell'11.12.1985.

 

23. Aiuti di Stato ai fondi “small cap” (Tribunale CE, cause T-424/05 e T-445/05)

Il Tribunale di primo grado delle Comunità europee, con le sentenze T-424/05 e T-445/05,  ha respinto i ricorsi presentati dallo Stato Italiano, convalidando la decisione della Commissione europea n. 2006/638/CE del 6 settembre 2005, che aveva considerato aiuto di Stato il regime di agevolazione fiscale riconosciuto agli organismi di investimento collettivo di risparmio specializzati in società di piccola e media capitalizzazione (art. 12 del DL n. 269/03, convertito nella l. n. 326/03).

Tale norma prevedeva la possibilità di tassare i risultati di gestione degli strumenti di investimento specializzati in società di piccola e media capitalizzazione ad una imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi d’impresa con aliquota del 5%, invece dell’aliquota ordinaria del 12,5%.

Secondo il Tribunale la misura è selettiva ed introduce un vantaggio economico a favore degli strumenti di investimento specializzati e, indirettamente, delle società di piccola e media capitalizzazione. Si tratta di un aiuto di Stato qualificabile come “aiuto al funzionamento” che, non rientrando in alcuna delle deroghe previste dall’art. 87 del Trattato istitutivo della comunità europea, è incompatibile con il mercato comune.

 

24. Differimento di termini – Alluvione Aniene (DM 13/3/09)

Accogliendo le sollecitazioni di Confindustria, il ministero delle Finanze ha approvato il differimento dei termini per gli adempimenti fiscali dei soggetti titolari di reddito d’impresa che alla data dell’11 dicembre 2008 avevano la sede legale o operativa in alcune aree del comune di Roma interessate dall’alluvione avvenuta in tale data.

Il decreto del 13 marzo 2009 sancisce la sospensione, dall'11 dicembre 2008 al 31 maggio 2009, dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti aventi ad oggetto i tributi erariali. Nel caso di imprese che abbiano nelle predette aree la sola sede operativa, la sospensione si applica limitatamente agli adempimenti ed ai versamenti tributari relativi alle attività svolte nello stesso territorio.

Gli adempimenti ed i versamenti i cui termini scadono nel periodo di sospensione sono effettuati entro il 30 giugno 2009. Il decreto non concede la possibilità di ottenere il rimborso di quanto già versato.

 

25. TAX Forum della Commissione Europea

Il 30 e 31 marzo 2009 si è tenuta la conferenza annuale organizzata dalla Commissione Europea sulle questioni fiscali di maggiore interesse. Il Tax Forum 2009 è stato dedicato all’analisi dell’evoluzione dei sistemi fiscali.

Tra i temi affrontati: la necessità di costruire sistemi fiscali solidi ed efficienti, di rafforzare la lotta contro l’evasione e contro i paradisi fiscali, di migliorare i rapporti tra contribuenti ed amministrazioni fiscali così da incoraggiare la compliance, di eliminare gli ostacoli fiscali al mercato interno, e di saper individuare le difficoltà ma anche le opportunità di riforma offerte dall’attuale situazione di grave crisi economica.

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