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LE NOVITA' FISCALI DI MAGGIO 2009

05/06/2009

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di maggio 2009.


*   *   *

IRES

1.      Rivalutazione di beni immobili (Circ. 22/E); 

2.      Credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo (Ris. 125/E); 

3.      Sisma Abruzzo - Interventi urgenti (OPCM n. 3763 del 6 maggio 2009);

4.      Dividendi corrisposti a società ed enti non residenti (Circ. 26/E);

5.      Interessi e canoni a società consociate in altro stato UE (Ris. 131/E);

6.      Soggetti IAS - Determinazione del reddito  (Dm 1/4/09 n. 48);

IRAP

7.      IRAP – Determinazione della base imponibile (Circ. 27/E);

IVA

8.      Servizi resi dai consorzi agli associati (Circ. 23/E);

9.      Importazioni di beni da San Marino (Ris. 123/E);

10. Procedura fallimentare - Emissione della nota di variazione (Ris. 120/E);

11. Rimborsi a soggetti non residenti (Ris. 129/E);

12. Aliquote ridotte (Dir. 2009/47/Ce);

13. Diritto a detrazione imposta assolta a monte (Corte Europea C460/07);

VARIE

14. Federalismo fiscale - Delega al Governo (Legge 42/09);

15. Abuso del diritto – Giurisprudenza;

16. Risposte MAP – 28 maggio 2009.

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IRES

1.      Rivalutazione di beni immobili (Circ. 22/E)

Con riferimento alla disciplina della rivalutazione degli immobili d’impresa (art.15 del DL 185/08), su sollecitazione di Confindustria, è stata confermata la possibilità di rivalutare gli impianti e i macchinari infissi al suolo che non possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo mantenendo inalterata la loro funzionalità.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre fornito ulteriori chiarimenti (in merito a diritti reali diversi dalla proprietà, alle aree edificabili, alle categorie omogenee di rivalutazione, ecc.).

 

2.      Credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo (Ris. 125/E)

L’apposizione della firma del legale rappresentante e del professionista è ammessa anche su un unico documento riepilogativo, anziché sui singoli fogli presenza relativi al personale impiegato nell’attività di R&S.

Si tratta di un chiarimento sollecitato da Confindustria e molto atteso dalle società con molti dipendenti addetti alle attività di ricerca e sviluppo, per le quali l’adempimento relativo a fogli analitici sarebbe stato oneroso.

La risoluzione fornisce, inoltre, chiarimenti in merito ad alcune tipologie di costi agevolabili. In particolare, sono esclusi dall’agevolazione i costi sostenuti per il personale titolare di borse di studio e quelli per il personale impiegato con contratto di fornitura di lavoro temporaneo, quelli per il deposito dei brevetti e i costi sostenuti per la locazione ed il noleggio degli strumenti e delle attrezzature di laboratorio.

 

3.      Sisma Abruzzo - Interventi urgenti (O.P.C.M. n. 3763 del 6 maggio 2009)

Per far fronte alle difficoltà legate al sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo, con riguardo alle misure di carattere fiscale sono stati emanati i seguenti provvedimenti:

·        Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009 che prevede:

o       il differimento al 31 dicembre 2009 del versamento del diritto annuale alle camere di commercio;

o       la disapplicazione delle sanzioni amministrative per inadempimenti in materia fiscale in scadenza dal 6 aprile 2009 fino al 30 giugno 2009 per le imprese che operano nei comuni individuati nell’Ordinanza stessa;

o       le esclusioni dal reddito di lavoro dipendente dei sussidi occasionali, le erogazioni liberali e i benefici di qualsiasi genere erogati entro il 6 ottobre 2009 da datori di lavoro privati a favore dei lavoratori dipendenti residenti nei comuni individuati nell’Ordinanza e da datori di lavoro privati operanti nei predetti territori a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nelle aree colpite dal sisma.

·        Decreto Prefettizio del 5 maggio 2009 che individua i soggetti per il cui tramite possono essere effettuate erogazioni liberali deducibili dal reddito d'impresa, a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Come richiesto da Confindustria, il decreto individua tra i soggetti anche le associazioni di categoria e sindacali, rendendo così deducibili le erogazioni liberali effettuate al Fondo appositamente istituito in attuazione dell’accordo Confindustria – CGIL, CISL, UIL del 10 aprile scorso, nonché le erogazioni effettuate a Confindustria Abruzzo.

·        Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate del 5 maggio 2009 che, per la richiesta del bonus fiscale di R&S, rende note le modalità per la comunicazione in tempo utile, da parte dei contribuenti con domicilio fiscale nei comuni colpiti dal terremoto, di eventuali integrazioni e modifiche al formulario in invio ordinario dal giorno 10 maggio 2009 (click day).

·        Al comunicato ha fatto seguito l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 8 maggio 2009, che precisa che tali integrazioni o modifiche non modificano l'ordine cronologico acquisito al momento della presentazione del formulario.

 

4.      Dividendi corrisposti a società ed enti non residenti (Circ. 26/E)

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle modifiche introdotte dalla legge Finanziaria per il 2008 alla disciplina delle ritenute sui dividendi corrisposti alle società e agli enti residenti nell’UE e nei Paesi aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo - SEE (art. 27, c. 3-ter del D.P.R. 600/73, introdotto dall’art.1, c. 67 della legge n. 244/07).

Le modifiche in questione - introdotte al fine di equiparare il trattamento fiscale dei dividendi corrisposti a residenti e a non residenti, conformandosi alle raccomandazioni delle istituzioni comunitarie - prevedono l’applicazione sui dividendi di una ritenuta ridotta dell’1,375% a titolo d’imposta.

Per beneficiare della ritenuta ridotta, le società e gli enti esteri devono:

·        essere residenti in uno Stato UE o SEE incluso nella cosiddetta “white list” (art.168bis del Tuir), che contiene l’elenco degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni. In attesa dell’emanazione del relativo decreto ministeriale, si fa riferimento alla lista di cui al DM 4 settembre 1996;

·        essere soggetti a tassazione ai fini della locale imposta sul reddito delle società. Tale requisito si intende rispettato anche ove l’impresa sia assoggettabile potenzialmente ad imposizione, indipendentemente dalla circostanza che l’impresa benefici, di fatto, di agevolazioni comunque compatibili con la normativa comunitaria.

La ritenuta ridotta è applicabile solo previa richiesta da parte dei beneficiari esteri, corredata d’idonea certificazione di residenza e di status fiscale rilasciata dalle autorità fiscali del paese di appartenenza. Senza tale richiesta documentata, si applica l’aliquota ordinaria del 27% (o l’aliquota più favorevole eventualmente prevista dalle convenzioni contro le doppie imposizioni).

La ritenuta si applica in relazione agli utili “formatisi” dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. La riduzione non trova dunque applicazione riguardo agli utili generati negli esercizi precedenti, per i quali continua a valere la maggiore ritenuta pari al 27%.

L’Agenzia precisa inoltre che la presunzione di cui al DM 2 aprile 2008, che siano distribuiti prima gli utili prodotti fino al 2007, non si applica ai dividendi distribuiti alle società non residenti beneficiarie della ritenuta ridotta.

 

5.      Interessi e canoni a società consociate in altro stato UE (Ris. 131/E)

L’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni in merito all’esenzione da ritenuta sugli interessi e sui canoni, corrisposti a società dello stesso gruppo residenti in stati membri dell’Unione Europea (art. 26-quater del D.P.R. 600/73).

L’esenzione non spetta nel caso in cui non ci sia alcuna partecipazione diretta ai diritti di voto tra le società, né ci sia una società che detenga direttamente i diritti di voto sia nella società che corrisponde le somme, sia in quella che lo riceve.

Ai fini dell’esenzione, inoltre, il possesso delle partecipazioni cui si attribuiscono i predetti diritti di voto deve sussistere ininterrottamente per almeno un anno. Se il requisito non è ancora soddisfatto al momento del pagamento degli interessi, come già precisato nella circolare 47/05, andrà applicata la ritenuta e il beneficiario dei pagamenti potrà chiedere il rimborso successivamente al perfezionamento del requisito.

 

6.      Soggetti IAS - Determinazione del reddito  (Dm 1/4/09 n. 48)

E’ stato pubblicato il Regolamento d’attuazione delle disposizioni in materia di determinazione del reddito dei soggetti tenuti all’adozione dei principi contabili internazionali, contenute nei commi 58 e 59 dell'art. 1 della legge n. 244/07 (D.M. 1 aprile 2009, n. 48 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 aprile 2009).


Il regolamento interviene su molti aspetti della fiscalità IAS, sinteticamente:

precisa la portata della nuova regola di derivazione, di cui all’art. 83 Tuir,  prevedendo che, nell’assunzione ai fini fiscali delle “qualificazioni, imputazioni temporali e classificazioni” IAS, resta ferma l’applicazione delle disposizioni tributarie che limitano la deducibilità degli ammortamenti, degli accantonamenti e delle valutazioni. Rimangono applicabili anche ai soggetti IAS le norme fiscali che non consentono o limitano la deduzione di costi non inerenti o che prevedono la tassazione frazionata di componenti positivi o che sanciscono l’imputazione di componenti per cassa anziché per competenza (art. 2);
conferma la rilevanza fiscale dei componenti positivi e negativi imputati direttamente a patrimonio per effetto dell’applicazione degli anzidetti principi contabili internazionali (art. 2);
con riguardo alla rilevazione iniziale dei crediti, stabilisce che le differenze di prima iscrizione non sono soggette ai limiti di deducibilità previsti in materia di accantonamento per rischi su crediti dall’art. 106, comma 3, Tuir;
introduce una disposizione di semplificazione per la gestione del TFR secondo cui il limite di deducibilità fiscale di cui all’art. 105, Tuir viene riferito allo stock di TFR esistente a fine esercizio e non alle quote maturate in ogni periodo di imposta;
precisa che il divieto di doppia tassazione o di doppia deduzione va verificato sul singolo contribuente;
in relazione alle transazioni che vedono coinvolti soggetti IAS e soggetti non IAS, stabilisce che ciascun soggetto determini il reddito imponibile in base al proprio assetto contabile. Fanno eccezione a tale regola i trasferimenti dei titoli partecipativi (con esclusione delle azioni proprie e degli strumenti rappresentativi di patrimonio) i criteri di imputazione delle ritenute e dei crediti per imposte pagate all’estero e la disciplina dei pronti conto termine che, per le loro caratteristiche, impongono un identico trattamento fiscale a prescindere dai criteri contabili utilizzati;
con riguardo alle operazioni di aggregazione, conferma la neutralità fiscale delle operazioni di fusione, scissione e conferimento d’azienda anche se nel bilancio IAS sono rappresentate come operazioni realizzative. Conferma, altresì, la disciplina fiscale prevista per le cessioni d’azienda e di partecipazioni anche nei casi in cui siano poste in essere tra soggetti appartenenti allo stesso gruppo. Infine, assicura la deducibilità fiscale dei costi d’aggregazione;
conferma la neutralità fiscale dell’FTA anche per le imprese che adotteranno gli IAS a decorrere dagli esercizi successivi a quello in corso al 31.12.2007;
infine, specifica la portata della norma di salvaguardia dei comportamenti pregressi adottati nei periodi di imposta 2005, 2006, 2007 - (comma 61, art. 1, legge finanziaria per il 2008). Al riguardo, viene previsto che la salvaguardia operi nei casi in cui siano stati adottati comportamenti coerenti nei tre esercizi, salvo i casi in cui l’impresa abbia adottato un diverso trattamento per conformarsi a pronunce rese dell’Amministrazione finanziaria.
 

IRAP

7.      IRAP – Determinazione della base imponibile (Circ. 27/E)

A seguito della riforma dell’IRAP operata dalla Finanziaria 2008, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ai quesiti formulati dalle Associazioni di categoria, chiarendo tra l’altro che:

·        sono rilevanti ai fini IRAP  le plusvalenze e minusvalenze relative a beni strumentali, non derivanti da operazioni di trasferimento di azienda.

Anche se non esplicitato nella norma, considerare tali poste contabili come irrilevanti ai fini IRAP non sarebbe coerente con gli artt. 5, 6 e 7 del D.lgs. n. 446/97, né con la deducibilità dalla base imponibile delle quote di ammortamento relative ai beni strumentali. Diversamente, sono irrilevanti ai fini IRAP le minus/plusvalenze derivanti da cessione d’azienda e da fenomeni valutativi. Quanto detto è valido anche per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali (IAS);

·        sono deducibili i costi sostenuti per l’acquisto di beni e servizi da destinare ai dipendenti per lo svolgimento delle attività lavorative (es. abiti di lavoro, costi per aggiornamento professionale, rimborsi analitici delle spese per trasferte, servizi di mensa e di trasporto collettivo).

Il dubbio nasceva dall’abrogazione dell’art. 11, comma 2 del decreto IRAP, che ne prevedeva espressamente la deducibilità. L’Amministrazione precisa che tali spese sono deducibili, indipendentemente dalla loro classificazione nel conto economico, nella misura in cui siano funzionali allo svolgimento delle attività dell’impresa, e non siano in alcun modo classificabili come retribuzione per il dipendente (es. indennità di trasferta, indennità di mancato preavviso, indennità di rischio, premi aziendali);

·        particolare attenzione va posta alla gestione del periodo di transizione dalle vecchie alle nuove regole di determinazione della base imponibile.

L’Agenzia ha chiarito ad esempio che le quote di ammortamento non dedotte in esercizi precedenti perché eccedenti i limiti fiscalmente ammessi dalla previgente disciplina, possono essere portati in deduzione a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude il periodo contabile di ammortamento, nei limiti dei coefficienti di ammortamento fiscale ammessi. Le quote di ammortamento non dedotte perché riferite a beni ceduti devono essere considerate nella determinazione del valore netto delle eventuali plusvalenze o minusvalenze derivanti dalle cessioni dei beni stessi.

Le componenti reddituali già assoggettate a tassazione in esercizi precedenti, anche se divenute nuovamente rilevanti con l’applicazione della nuova disciplina a seguito della loro imputazione a conto economico, devono essere escluse dalla base imponibile.

I minori valori civilistici dei beni iscritti in bilancio, rispetto a quelli fiscali, a seguito di operazioni straordinarie devono ritenersi irrilevanti ai fini IRAP, se non affrancati pagando l’imposta sostitutiva di cui all’art. 176, comma 2-ter del TUIR. Ciò comporta che i maggiori valori fiscali relativi a beni iscritti in bilancio con la previdente disciplina IRAP, in assenza di affrancamento, mantengono la loro rilevanza fiscale anche nella nuova disciplina.

La deduzione delle maggiori quote di ammortamento fiscali è consentita solo a partire dall’esercizio successivo alla conclusione dell’ammortamento contabile del bene.

Nella ipotesi particolare di minori valori civilistici dei diritti di concessione e degli altri diritti, dovuti a svalutazioni effettuate ai soli fini civilistici, quindi tassate negli esercizi precedenti, è consentita la deduzione immediata negli esercizi successivi, senza soluzione di continuità rispetto agli anni precedenti, delle maggiori quote di ammortamento fiscale risultanti dall’applicazione della normativa prevista dall’art. 103, comma 2 del TUIR.

I maggiori o minori valori fiscali riferibili ai beni merce, ai crediti, ai debiti e ai fondi di accantonamento assumeranno rilevanza solo nel momento di effettiva realizzazione.   I plusvalori o minusvalori relativi ai beni patrimoniali devono essere rilevati in relazione al costo sostenuto per l’acquisto dei beni stessi.

 

IVA

8.      Servizi resi dai consorzi agli associati (Circ. 23/E)

Per dare applicazione nel nostro ordinamento all’art. 132, par. 1, lett. f) della direttiva n. 2006/112/CE (Sesta direttiva IVA), la legge Finanziaria 2008 ha introdotto un nuovo regime di esenzione delle prestazioni rese dai consorzi costituiti tra soggetti che  hanno un limitato diritto alla detrazione dell’IVA, effettuate nei confronti dei consorziati stessi (art. 10, comma 2 del DPR n. 633/72).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i consorzi in esame possono beneficiare dell’esenzione, a condizione che lo scopo principale del loro oggetto sociale sia l’erogazione di servizi nei confronti dei consorziati.

Possono beneficiare dell’esenzione i consorzi che prestano servizi prevalentemente ai propri aderenti, purché questi ultimi, nel triennio solare precedente, non abbiano avuto diritto alla detraibilità dell’IVA in misura superiore al 10%.

Il metodo di calcolo per rilevare la percentuale di detraibilità dell’IVA durante il triennio in esame è quello su base “storica”. Non è necessario che per ciascuno degli anni inclusi nel periodo di riferimento si sia avuto un pro-rata di detraibilità non superiore al 10%, ma è consentito il calcolo della percentuale media di detrazione del triennio.

Al consorzio possono aderire anche società non rispondenti a tale limite di detraibilità, purché tali prestazioni imponibili non siano prevalenti rispetto all’attività consortile. Le prestazioni effettuate dal consorzio nei confronti di questi soggetti non beneficeranno, tuttavia, dell’esenzione.

Le operazioni consortili esenti sono solamente quelle necessarie allo svolgimento dei servizi esenti o non imponibili ai fini IVA resi dai singoli associati.

Quale ulteriore requisito oggettivo, è necessario, inoltre, che si tratti di operazioni per le quali i corrispettivi pagati dai consorziati non siano superiori ai costi sostenuti per l’erogazione del servizio da parte del consorzio.

L’Agenzia delle Entrate considera applicabile la disciplina in commento anche ai GEIE (Gruppi Europei di Interesse Economico) a condizione che svolgano un’attività collegata a quella dei loro membri e di carattere ausiliario rispetto a quest'ultima. La norma di esenzione è applicabile comunque solo nel caso di GEIE che soddisfano i requisiti soggettivi previsti dall’art. 10, comma 2.

 

9.      Importazioni di beni da San Marino (Ris. 123/E)

In relazione ad una transazione effettuata da una società con sede legale a San Marino, la presenza di un rappresentante fiscale in Italia del soggetto sammarinese non preclude a quest’ultimo di essere parte attiva nell’operazione di importazione, e nella successiva cessione intra-comunitaria nei confronti di un acquirente identificato in altro Stato membro.

Tuttavia, le modalità con cui in concreto vengono effettuate le operazioni descritte nella risoluzione devono poter essere desunte da adeguata relativa documentazione e in sede di controllo potrà essere data una diversa qualificazione delle transazioni stesse, qualora si dovessero riscontrare intenti elusivi del contribuente.

 

10. Procedura fallimentare - Emissione della nota di variazione (Ris. 120/E)

Nel caso di cessione pro soluto di un credito vantato nei confronti di un'impresa soggetta a procedura concorsuale, solo il cedente è legittimato a emettere la nota di variazione in diminuzione prevista dall’art. 26, comma 2 del DPR n. 633/72, qualora si sia insinuato al passivo del fallimento prima della cessione e non sia stato estromesso dalla procedura fallimentare. Il documento deve essere per l'importo complessivo nel caso di perdita totale dello stesso, o limitato all'importo effettivamente non recuperato nel caso di parziale recupero del credito.

 

11.  Rimborsi a soggetti non residenti (Ris. 129/E)

Una società francese che agisce come intermediario, acquistando prestazioni di noleggio di autovetture che poi cede ai propri clienti in Francia, ha il diritto di richiedere il rimborso dell’imposta pagata in Italia per l’acquisto dei servizi di locazione finanziaria.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il contribuente francese ha la possibilità di ottenere il rimborso dell’IVA assolta sui servizi di leasing attraverso la procedura prevista dall’art. 38-ter del DPR n. 633/72, qualora non effettui operazioni attive nel territorio italiano. In alternativa, può richiedere il rimborso dell’imposta (annuale o trimestrale) secondo le disposizioni dell’art. 38-bis del decreto IVA, dopo aver nominato un proprio rappresentante fiscale ovvero essersi identificato direttamente ai sensi dell’art. 38-ter del DPR n. 633/72.

In questo secondo caso, la registrazione tardiva non preclude il diritto al rimborso ma comporta l’applicazione delle sanzioni connesse al ritardo nell’apertura della partita IVA in Italia.

L’Agenzia, da ultimo, indica che l’attività di intermediazione del soggetto non residente, non rientra nel campo di applicazione del regime delle agenzie di viaggio e turismo di cui all’art. 74-ter del decreto IVA.

 

12. Aliquote ridotte (Dir. 2009/47/Ce)

Con la direttiva 2009/47/Ce sono state apportate modifiche alla Direttiva 2006/112/Ce (sesta direttiva IVA), relativamente all’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi che possono beneficiare dell’aliquota ridotta. Le modifiche riguardano:

·        la conferma permanente dell’applicazione dell’aliquota ridotta ai servizi ad alta intensità di manodopera (con conseguente soppressione dell’allegato IV) e loro inclusione nell’allegato III.

·        l’inclusione tra le prestazioni che possono beneficiare dell’aliquota ridotta dei servizi di ristorazione e delle forniture di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico.

 

13. Diritto a detrazione imposta assolta a monte (Corte Europea C-460/07)

Qualora si decida di classificare il bene promiscuo come bene d'impresa, l'IVA dovuta a monte sull'acquisto è integralmente e immediatamente detraibile.

Tuttavia, per i beni così classificati, nel caso in cui si sia già operata la detrazione integrale o parziale dell'IVA versata a monte, il suo successivo utilizzo a fini privati ed estranei all’attività imprenditoriale deve essere considerato come una prestazione di servizi a titolo oneroso da assoggettare ad imposta (secondo l'articolo 17, n. 2, della direttiva). Nel caso di beni promiscui, quindi, permane il diritto alla detrazione integrale dell'IVA versata a monte sulla totalità delle spese di investimento, ma nel contempo sorge l’obbligo di versamento dell'IVA con riguardo alle spese sostenute per l'utilizzo a fini privati ed estranei all’attività d’impresa. In questo modo si garantisce la parità di trattamento tra il soggetto privato (impresa), che ha potuto detrarre l'IVA sull’investimento e il consumatore finale che non si avvale di tale possibilità. Inoltre, si garantisce la neutralità fiscale dell’imposta.

 

VARIE

14. Federalismo fiscale - Delega al Governo (Legge 42/09)

È stata approvato il disegno di  legge delega sul federalismo fiscale, con l’obiettivo di dare attuazione dell’art. 119 della Costituzione. La nuova legge si propone di garantire l’autonomia di entrata e di spesa degli enti territoriali, come previsto dalla Costituzione, ed individua come principali obiettivi:

·        il graduale superamento del criterio della spesa storica, che avvantaggia gli enti meno efficienti e dovrà essere sostituito dal criterio del costo standard;

·        la definizione dei principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, che spetta allo Stato e ai quali dovranno attenersi gli enti territoriali nello stabilire ed applicare tributi propri;

·        la disciplina del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

.       Il Governo dovrà adottare entro due anni i decreti legislativi di attuazione dei principi generali contenuti nella delega.

   

15.  Abuso del diritto – Giurisprudenza

Si segnalano alcune nuove sentenze della Cassazione in tema di abuso del diritto. Con la sentenza n. 10388, depositata il 6 maggio 2009, la Corte di Cassazione ha affermato che il leasing posto in essere per la vendita di una cosa futura - un immobile in ristrutturazione, nel caso specifico - può realizzare un’operazione elusiva.

Con   la sentenza n. 10981 del 13 maggio 2009,  la Corte di Cassazione ha negato ad una società  la deduzione dei costi delle autovetture di sua proprietà, ma utilizzate dall’impresa individuale dell’amministratore della società medesima.

Con la sentenza n. 12044 del 25 maggio 2009, infine, la Cassazione ha modificato il proprio precedente orientamento (sentenza n. 8481 dell’8 aprile 2009), ammettendo la liceità di un’operazione di lease back infragruppo utilizzata per lo storno di fatture attive tra le società stesse.

 

16.  Risposte MAP – 28 maggio 2009

L’Agenzia delle Entrate, nell’incontro del 28 maggio scorso con l’Associazione MAP, ha fornito utili chiarimenti in materia di rivalutazione dei beni, Irap e deducibilità interessi.

Rivalutazione dei beni immobili

Ad integrazione di quanto già segnalato sull’argomento, con le circolari FFW n. 19181 del 24 marzo 2009 e n. 19191 dell’8 maggio 2009,  l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori indicazioni sulla modalità di applicazione della rivalutazione dei beni immobili, introdotta dall’art. 15 del decreto anti-crisi.

In particolare:

·        Viene ribadita la possibilità di rivalutare, oltre ai fabbricati, anche le aree occupate dalla costruzione e quelle che costituiscono pertinenza. Tali aree appartengono alla categoria omogenea degli immobili non ammortizzabili.

·        Si chiarisce che, nell’ipotesi in cui s’intenda rivalutare sia il fabbricato, sia l’area ad esso sottostante o pertinenziale, è necessario individuare distinti valori di rivalutazione, riferibili al fabbricato e all’area. Il maggior valore da attribuire al fabbricato o all’area va individuato sulla base di una perizia di stima o di altro metodo che determini distinti valori correnti dei beni o sulla base di una valutazione degli amministratori che individui distinti valori interni.

Nell’ipotesi di rivalutazione con rilevanza anche fiscale, i maggiori valori attribuiti distintamente al terreno e al fabbricato sulla base dei criteri sopra indicati, possono incrementare il valore fiscale determinato per effetto dell’applicazione delle norme del decreto Visco - Bersani (art. 36, commi 7, 7-bis e 8 DL n. 223 del 2006) che prevedevano lo scorporo forfetario del valore del terreno.

·        E’ ammessa la possibilità di utilizzare, per uno stesso bene, diversi metodi di rivalutazione. Ad esempio, è possibile ridurre il fondo ammortamento ed incrementare contemporaneamente il costo storico del bene ammortizzabile.

·        Qualora la perizia volontaria non riporti distintamente il valore del fabbricato e quello dell’area ad esso sottostante, viene negata la possibilità di utilizzare il metodo forfetario – previsto dal decreto Visco – Bersani - di scorporo forfetario del valore dell’area.  Tale metodo può essere utilizzato solo una volta, prendendo a riferimento i dati esposti nel bilancio relativo all’anno di acquisto dell’immobile ovvero nell’ultimo bilancio approvato prima del 4 luglio 2006.

·        Nell’ipotesi di rivalutazione con rilevanza solo civilistica, operata da una società che ha optato per il regime di trasparenza fiscale, la distribuzione del saldo attivo non concorre a formare il reddito dei soci anche se la distribuzione avviene successivamente ai periodi di efficacia dell’opzione.

Deduzione forfetaria IRAP dalle imposte sui redditi

La deduzione forfetaria del 10%, prevista dall’art. 6 del Dl 185/2008, spetta anche nell’ipotesi in cui abbiano concorso al calcolo della base imponibile IRAP, solo delle spese assimilate al lavoro dipendente, quale i compensi dell’amministratore, contabilizzate nella voce “B7) costi per servizi” del conto economico.

La deduzione spetta a condizione ovviamente che l’impresa non abbia potuto dedurre tali compensi per lavoro dipendente assimilato dalla base imponibile IRAP, perché non riferibili a prestazioni rientranti nell’oggetto dell’attività professionale, di cui all’art. 53, comma 1 del TUIR.

Nuova disciplina IRAP

Gli utilizzi o stralci di fondi rischi, tassati negli esercizi precedenti, sono rilevanti ai fini IRAP, a condizione che le spese sostenute siano riconducibili a voci rilevanti nella determinazione della relativa base imponibile.

I contributi assistenziali e previdenziali a carico dell’impresa, rilevanti ai fini del calcolo della detrazione del cuneo IRAP, devono essere individuati facendo riferimento ai criteri di competenza fiscale dei costi “sostenuti” dall’impresa, di cui all'art. 109 del TUIR.

Interessi passivi

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli sconti di cassa o "pronta cassa", non indicati in fattura, ai fini dell’applicazione della disciplina dell’art. 96 del TUIR, sono soggetti al medesimo trattamento previsto per gli interessi passivi di natura commerciale.

Gli sconti di pronta cassa, infatti, benché siano qualificabili ai fini fiscali (CM 141/1998) e civilistici (Documento interpretativo OIC n.1) quali oneri finanziari assimilati, derivano in sostanza da rapporti di natura commerciale, posto che sono concessi (o ottenuti) a fronte del pagamento anticipato di fatture commerciali e non hanno una causa finanziaria.

Pertanto gli sconti passivi di cassa (concessi a clienti) sono esclusi dagli oneri finanziari di cui all’art. 96 del TUIR, mentre gli sconti attivi di cassa (ricevuti da fornitori) assumono rilevanza nel calcolo dell’ammontare degli interessi passivi indeducibili.

Nell’ipotesi di ROL nullo o negativo, le imprese potranno dedurre un importo forfetario pari ad euro 10.000 nel 2008 (euro 5.000 nel 2009), come previsto dall’art. 1, comma 34 della Finanziaria 2008, indicandolo nell’apposito quadro RF119, colonna 2 di Unico 2009.

 

 

 


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