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al servizio
delle Imprese

LE NOVITÀ FISCALI DI GIUGNO 2009

20/07/2009

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di giugno 2009.

*   *   *

IRES

1.      Nuova disciplina di riallineamento nelle aggregazioni aziendali (Circ. 28/E);

2.      Enti non commerciali - Trattamento delle quote dei soci (Ris. 141/E);

3.      Spese per servizi di telefonia fissa e mobile (Ris. 162/E);

4.      Società controllata con sede in Hong Kong (Ris. 165/E);

IRAP

5.      IRAP – Click day per il rimborso (Comunicato stampa);

IVA

6.      Cessione di lotto a un ente locale (Ris. 140/E);

7.      Rimborso per investimenti in R&S realizzati da un consorzio (Ris. 147/E);

8.      Fatturazione elettronica  – Risposte a quesiti (Ris. 158/E);

9.      Operazioni esenti  - Indetraibilità dell’IVA (Cass. Sent. 13917/09)

10.  Committente che esercita sia attività soggetta che fuori campo (CGE C-291/07);

11.  IVA e procedura di amministrazione straordinaria (Ris. 161/E);

VARIE

12.  Erogazioni liberali effettuate tramite il datore di lavoro (Ris. 160/E);

13.  Pagamento mediante compensazione con crediti (DSR/RC/2009/006);

14.  Tassi di interesse per il pagamento e il rimborso dei tributi (Dm 21/05/09);

15.  Studi di settore: Periodo di imposta 2008 (Cm 29/E) – Approvazione della revisione congiunturale (Dm 19/05/09);

16.  Studi di settore – Differimento termini per i versamenti (DPCM 04/06/2009);

17.  Riscatto di immobile in leasing (Ris. 163/E);

18.  Abuso del diritto (Cass. Sent. 13338/09 e Cass. Ord. 11659/09);

19.  Interventi per la regione Abruzzo (OPCM n. 3780 e n. 3779 del 06/06/2009)

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IRES

1.     Nuova disciplina di riallineamento nelle aggregazioni aziendali (Circ. 28/E)

Con la circolare n. 28 dell’11 giugno 2009 l’agenzia delle entrate ha commentato la disciplina di riallineamento dei maggior valori iscritti in bilancio a seguito di aggregazioni aziendali, recata dall’art. 15, commi 10 -12, del DL 29 novembre 2008, n.185.

Tra i chiarimenti di maggior rilievo si segnalano:

rientrano nell’ambito oggettivo della disciplina di affrancamento operato ai sensi del comma 10 (con imposta sostitutiva del 16%) anche gli oneri pluriennali, oltre ai marchi e all’avviamento;
per i soggetti IAS adopter, è confermata la facoltà di affrancare i disallineamenti delle attività a vita utile definita. Secondo i principi contabili internazioni, rientrano in tale tipologia di attivo patrimoniale anche le c.d. liste clienti o talune spese promozionali nei confronti della clientela;
le attività immateriali possono essere affrancate singolarmente, poiché la norma non prescrive l’affrancamento per categorie omogenee;
le attività diverse da quelle indicate nell’art. 176, comma 2-ter, TUIR (ad es. titoli immobilizzati e non, rimanenze di magazzino, crediti), invece, possono essere affrancate solo per “categorie omogenee”;
nei confronti delle attività immateriali, riallineate ai sensi del comma 10, opera il meccanismo del recaptur previsto dall’art. 176, comma 2-ter, TUIR. Conseguentemente, i maggior valori fiscali assoggettati ad imposta sostitutiva rilevano, ai fini della determinazione della plus/minusvalenza da realizzo, a partire dal quarto periodo di imposta successivo a quello di esercizio dell’opzione;
il meccanismo del recaptur, invece, non trova applicazione nei confronti delle attività diverse da quelle indicate nell’art. 176, comma 2-ter, TUIR affrancate, ai sensi del comma 11, con aliquota ordinaria (IRPEF, IRES e IRAP comprese le maggiorazioni) ed in maniera separata dall’imponibile complessivo;
l’ammortamento in nove esercizi potrà riguardare solo il disallineamento assoggettato ad imposta sostitutiva di marchi e avviamento; conseguentemente, tali attività avranno un valore fiscale misto che subirà processi di ammortamento diversi;
per le altre immobilizzazioni immateriali, le quote di ammortamento del maggior valore affrancato potranno essere dedotte extracontabilmente una volta terminato l’ammortamento civilistico;
è confermata la cumulabilità del regime in esame con quello del “bonus aggregazioni”: il contribuente può affrancare, con l’applicazione dell’imposta sostitutiva, i maggior valori eccedenti il limite dei cinque milioni di euro che non hanno beneficiato del riconoscimento gratuito;
è confermata, altresì, la cumulabilità di tale disciplina con il regime di cui all’art. 176, comma 2-ter, TUIR. Il contribuente potrà affrancare il disallineamento del medesimo bene optando, con riferimento al periodo di imposta in cui è posta in essere l’operazione,  per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 16% e successivamente per la disciplina dell’art. 176, comma 2-ter, TUIR . In tal caso, non si dovrà tener conto dei valori già affrancati per determinare le aliquote progressive per scaglioni da applicare sui maggior valori residui.

2.          Enti non commerciali – Trattamento delle quote dei soci (Ris. 141/E)

Il presupposto fondamentale per la qualificazione un’associazione quale ente non commerciale, a prescindere dalle finalità perseguite e dall’assenza del fine di lucro, è la verifica che l’oggetto principale o esclusivo dell’ente non sia lo svolgimento di un’attività commerciale.

Nel caso di specie, l’Agenzia ha considerato che un’Associazione, che consentiva il godimento di unità immobiliari ai propri soci assicurando, direttamente o tramite terzi, un complesso di servizi, svolgesse una attività complessa di natura commerciale.

In tale ipotesi le quote associative pagate dai soci, diversificate e quantificate anche in ragione dei servizi resi, sono dirette a remunerare il complesso delle prestazioni. Pertanto, non possono accedere al relativo regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi (art. 148, comma 1 del TUIR). Inoltre le quote associative non possono beneficiare del regime speciale di non imponibilità previsto per i contributi specifici pagati dai soci a fronte di attività istituzionali svolte dell’Associazione (art. 148, comma 3 del TUIR), poiché lo Statuto dell’Associazione non presenta le clausole previste dalla norma.

3.     Spese per servizi di telefonia fissa e mobile (Ris. 162/E)

Le spese di telefonia fissa e mobile costituenti costi per commessa, sostenute nell’ambito di una fornitura, sono esclusi dai limiti di deducibilità forfetaria dell’80% fissato dall’art. 102 comma 9 del TUIR.

I limiti forfetari si applicano solo alle spese di telefonia suscettibili di uso promiscuo e che concorrono indirettamente al reddito. Nel caso di specie i costi costituivano l'oggetto dell'attività dell'impresa in quanto direttamente afferenti a ricavi o altri proventi che, invece, concorrono a formare il reddito.

I limiti di deducibilità non si applicano, inoltre, alle spese telefoniche sostenute dall’impresa in nome proprio e per conto del committente poiché tali esborsi non hanno natura di costi economici per il mandatario, ma rappresentano delle mere movimentazioni finanziarie.


4.     Società controllata con sede in Hong Kong (Ris. 165/E)

L’Agenzia delle Entrate ha negato la disapplicazione della norma antielusiva relativa alle CFC, con riferimento ad un società controllata estera localizzata ad Hong Kong che svolge un attività di intermediazione commerciale per conto di una società residente in Cina. Non risulta, infatti, dimostrato lo svolgimento di un’effettiva attività economica nel territorio, come richiesto dall’art. 167, comma 5 del TUIR.

Nel dettaglio, l’Agenzia nega che la CFC sia “effettivamente radicata nel territorio estero di localizzazione”, riprendendo implicitamente i principi fissati nella sentenza della Corte di Giustizia Europea C-196/04 (Cadbury Schweppes), e confermando l’orientamento già espresso nella precedente risoluzione n. 427/2008 (commentata nella nostra circolare n. 19141).

La Corte Europea ha stabilito che una costruzione societaria estera si intende effettivamente radicata in uno stato membro solo se è creata per essere integrata nello stato ospite, cioè costituita allo scopo di partecipare, in maniera stabile e continuativa, alla vita economica di uno stato membro diverso dal proprio Stato di origine.

Nel caso esaminato, la struttura organizzativa dell’impresa estera è ritenuta non idonea, per l’Agenzia, a dimostrare un effettivo radicamento dell’attività economica nel territorio per la scarsa consistenza del personale impiegato e del capitale investito, per l’inidoneità all’autonomo svolgimento dell’attività economica, realizzata in concreto per il tramite di soggetti terzi, nonché per l’apparente mancanza di un autonomo centro strategico e decisionale ad Hong Kong, sulla base della composizione del consiglio di amministrazione della controllata estera.

IRAP

5.     IRAP – Click day per il rimborso (Comunicato stampa)

Con comunicato stampa del 10 giugno 2009 l’Agenzia delle Entrate, accogliendo le sollecitazioni di Confindustria, ha differito al 14 settembre 2009 il termine iniziale per la presentazione in via telematica delle istanze di rimborso della maggiore IRES/IRPEF pagata negli esercizi precedenti a causa della mancata deduzione forfetaria dell’IRAP pagata dal reddito imponibile, ammessa dall’art. 6 del DL 185/08.

 

IVA

6.     Cessione di aree a scomputo di oneri di urbanizzazione (Ris. 140/E)

La cessione a titolo gratuito ad un ente locale di un lotto da utilizzare per scopi sociali o pubblici, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, non può beneficiare del regime di esclusione dall’IVA, previsto dall’art 51 della Legge n. 342/2000.

Tale regime, si applica, infatti, solo alla cessione a titolo gratuito ai comuni di aree sulle quali devono essere realizzate opere di urbanizzazione, fattispecie che non si realizza nel caso di specie.

Inoltre, la cessione realizzata a scomputo parziale degli oneri di urbanizzazione secondaria, è da considerarsi effettuata a titolo oneroso, come un’operazione permutativa. La base imponibile è costituita dal valore normale del lotto.


7.     Rimborso IVA per investimenti in R&S  (Ris. 147/E)

L’Agenzia chiarisce, confermando la consolidata giurisprudenza in materia (tra le altre Cassazione n. 1863/2004) che l’esiguità di ricavi conseguiti nei primi anni di attività di una società, a fronte delle rilevanti spese per R&S sostenute, non preclude il diritto alla detrazione - ed il conseguente diritto al rimborso del credito-  dell’IVA sugli acquisti di beni e servizi impiegati nell’attività di impresa.

L’eccedenza di IVA detraibile relativa all’acquisto, da parte di una società consortile, di beni o e servizi utilizzati per studi e ricerca può essere richiesta a rimborso ai sensi dell’art. 30, comma 2, lett. c) del decreto IVA.


8.     Fatturazione elettronica  – Risposte a quesiti (Ris. 158/E)

L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad una richiesta di consulenza giuridica presentata da Assinform, l’Associazione nazionale delle aziende di servizi di informatica e telematica aderente a Confindustria, ha fornito indicazioni applicative sulla fatturazione elettronica.

Di seguito si fornisce una panoramica delle principali precisazioni.

·         Riferimento temporale per i documenti informativi rilevanti ai fini tributari. L’Agenzia nega l’opportunità di far coincidere il riferimento temporale (ossia, l’informazione associata ad uno o più documenti informatici che attesta la data e l’ora di formazione della fattura elettronica) con la data di emissione della fattura. Secondo l’Agenzia, infatti, nelle ipotesi di emissione di una fattura differita, la data di formazione del documento e la data di emissione della fattura possono non coincidere e, pertanto, è opportuno che ogni documento informatico rilevante ai fini fiscali debba presentare l’indicazione del riferimento temporale;

·         Termine per la conservazione delle fatture elettroniche. L’Agenzia ribadisce che il processo di conservazione delle fatture elettroniche deve essere effettuato entro 15 giorni dal ricevimento/emissione delle stesse, fermi restando i termini per assolvere agli obblighi di registrazione previsti dalla disciplina IVA.

·         Stampa dei documenti analogici rilevanti ai fini tributari emessi o ricevuti dal contribuente. Un documento digitale, per essere considerato tale fin dalla sua origine, oltre che essere statico ed immodificabile, deve presentare la firma elettronica qualificata ed il riferimento temporale. Un documento carente di questi requisiti deve necessariamente essere materializzato su supporto fisico  per essere considerato esistente, ai fini delle disposizioni tributarie.  La stampa del documento non digitale, quindi, è un adempimento ineludibile ai fini della esistenza del documento stesso.

·         Conservazione sostitutiva di documenti creati con strumenti elettronici non aventi le caratteristiche dei documenti informatici. In relazione alla conservazione di questo tipo di documenti, l’Agenzia precisa che, ferma restando la necessità di una loro materializzazione su supporto fisico, per la loro conservazione si potrà acquisire la relativa immagine tramite la generazione degli spool di stampa, a condizione che l’immagine così acquisita rispecchi in maniera fedele, corretta e veritiera il contenuto rappresentativo del documento.

·         Invio dell’impronta dell’archivio informatico oggetto di conservazione. Circa le finalità dell’invio all’Agenzia delle Entrate dell’impronta dell’archivio informatico oggetto di conservazione (nonché della relativa sottoscrizione elettronica e della marca temporale), l’Agenzia indica che tale adempimento risponde all’esigenza di garantire l’immodificabilità sia dell’archivio che dei documenti che lo compongono e che non può essere sostituito da adempimenti meno gravosi.

·         Distinzione “rigida” tra fatture analogiche e fatture elettroniche. L’Agenzia ribadisce che è ammessa la possibilità per il contribuente di emettere fatture elettroniche e consegnarle o spedirle con mezzi tradizionali. In tale caso, il contribuente può conservare la fattura sia in formato elettronico che in formato cartaceo. I contribuenti, tuttavia, non potranno avvalersi della possibilità di conservare in forma cartacea copia delle fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, quando il relativo obbligo – introdotto dalla Finanziaria 2008 – diverrà efficace.


9.     Operazioni esenti  - Indetraibilità dell’IVA (Cass. Sent. 13917/09)

L'IVA sulle operazioni attive è indetraibile da parte di una società che pone in essere esclusivamente operazioni esenti dall'imposta, quali il mero godimento dei beni immobili oggetto di acquisto.

Inoltre, affinché possa ritenersi legittimo l'esercizio della rivalsa, è necessaria la contestuale esistenza di due elementi: l'effettuazione dell'acquisto da parte di un imprenditore in quanto tale e l'inerenza dei beni e servizi acquistati con l'attività imprenditoriale esercitata.


10. Committente con attività sia soggette che fuori campo IVA (CGE C-291/07)

La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 6 novembre 2008 (causa C-291/07), ha chiarito che in presenza di una prestazione di servizi di consulenza, effettuati da un soggetto stabilito in un altro Stato membro a favore di un destinatario che esercita sia attività economica sia attività esclusa dall’ambito applicativo dell’IVA, questi deve essere considerato soggetto passivo anche se la prestazione di servizi viene utilizzata unicamente in relazione alle attività fuori campo IVA.

Secondo la Corte di Giustizia l’art. 9, par. 2, lett. e) della Sesta Direttiva (ora art. 56, n. 1, lett. c) della Direttiva 2006/112/CE) non precisa se la sua applicazione sia soggetta alla condizione che il committente utilizzi la prestazione di servizi per l’esercizio della sua attività economica o meno. Pertanto anche se la prestazione di servizi è utilizzata solo in relazione ad attività escluse dall’ambito applicativo dell’imposta, il destinatario assume la qualifica di soggetto passivo IVA.

11. IVA e procedura di amministrazione straordinaria (Ris. 161/E)

E’ stato chiarito quali sono gli adempimenti fiscali – in materia di IVA, ritenute alla fonte e obblighi di versamento - a cui sono tenuti i commissari straordinari nominati nell’ambito di una procedura di amministrazione straordinaria ex lege Marzano. I chiarimenti si sono resi necessari, poiché mancano disposizioni specifiche applicabili a tale procedura.

Con riguardo agli adempimenti IVA, i commissari straordinari devono:

·         fatturare e registrare le operazioni effettuate antecedentemente alla data di ammissione alla procedura, entro 4 mesi dalla nomina, qualora i termini non siano scaduti;

·         effettuare gli adempimenti ordinari previsti in tema di IVA per le operazioni successive alla data di inizio dell’amministrazione straordinaria ex lege Marzano;

·         presentare la dichiarazione annuale IVA relativa all’esercizio precedente entro i termini ordinari, ovvero entro 4 mesi dalla nomina, qualora i termini non siano scaduti;

·         presentare il modello IVA 74-bis relativamente alle operazioni registrate precedentemente alla procedura, entro 4 mesi dalla nomina, qualora i termini non siano scaduti.

In relazione alle ritenute alla fonte, invece, i commissari straordinari devono:

·         presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta dando evidenza delle somme erogate prima dell’apertura della procedura e dei compensi imponibili erogati successivamente dal commissario;

·         certificare le ritenute ai soggetti nei confronti dei quali sono state operate, con riguardo anche alle ritenute effettuate anteriormente all’inizio dell’amministrazione straordinaria.

Infine, per i versamenti dei debiti IVA e delle ritenute è stato specificato che i commissari straordinari non sono assoggettati all’obbligo di versamento per quanto riguarda le operazioni effettuate precedentemente all’avvio dell’amministrazione straordinaria.

 
VARIE

12. Erogazioni liberali effettuate tramite il datore di lavoro (Ris. 160/E)

Con la risoluzione 441/E del 14 novembre 2008, l’Agenzia ha nuovamente chiarito gli adempimenti che il datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, deve porre in essere per garantire ai propri dipendenti la detrazione/deduzione in relazione alle somme ad essi trattenute e versate per loro conto ad ONLUS a titolo di erogazioni liberali. 

La risoluzione conferma quanto già sostenuto nella precedente risoluzione n. 441 del 17 novembre 2008.

È stato specificato che:

·         la scelta di avvalersi del diritto alla detrazione o alla deduzione per l’erogazione effettuata deve risultare espressamente da apposita dichiarazione scritta del dipendente;

·         il diritto alla detrazione di imposta potrà essere riconosciuto automaticamente dall’impresa in sede di conguaglio di fine anno o TFR;

·         il diritto alla deduzione dal reddito imponibile deve essere esercitato autonomamente dal proprio dipendente in sede di dichiarazione (modello 730/Unico);

·         il sostituto deve inviare alla ONLUS un elenco dei nominativi dei donanti, con relativi versamenti;

·         alla conclusione del programma, il sostituto dovrà farsi carico di far attestare l’entità complessiva dell’erogazione ricevuta dall’ONLUS per ciascun dipendente e di consegnare a quest’ultimo la relativa ricevuta.

 13. Pagamento mediante compensazione con crediti (DSR/RC/2009/006)

L’Agente della Riscossione ha reso nota la possibilità di compensare i debiti e i relativi interessi di mora già notificati ed iscritti a ruolo con i crediti chiesti a rimborso, in attuazione di quanto disposto dal recente art. 28-ter nel D.P.R. 602/73.

La procedura di compensazione, prevede la collaborazione tra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate. L’attivazione della procedura avverrà su proposta dell’Agente e sarà effettuata tramite un canale comunicativo riservato e gestito da Poste Italiane S.p.A.


14. Tassi di interesse per il pagamento e il rimborso dei tributi (Dm 21/05/09)

Con decreto ministeriale del 21 maggio 2009 sono stati modificati i tassi di interesse dovuti per la rateazione e la dilazione delle imposte, rimborsi e iscrizione a ruolo. Le variazioni intervenute sono sintetizzate nella tabella allegata

Scarica tabella


15.  Studi di settore - Periodo di imposta 2008 (Cm 29/E) – Approvazione della revisione congiunturale (Dm 19/05/09)

La circolare n. 29/E illustra le principali novità relative agli studi di settore in vigore dal periodo di imposta 2008. I chiarimenti si riferiscono sia ai nuovi 69 studi revisionati nel 2008, sia ai 137 studi già in vigore.

La novità di maggior rilievo consiste nella revisione degli studi di settore mediante correttivi per tener conto dell’attuale situazione di crisi. Tali modifiche, approvate con Decreto del Ministero dell’Economia del 19 maggio scorso, riguardano:

1.   correttivi relativi al costo delle materie prime e del carburante;

2.   correttivi congiunturali di settore, legati alla contrazione dei margini di redditività;

3.   correttivi congiunturali individuali, legati alla contrazione dei ricavi;

4.   correttivi relativi all’analisi della normalità economica.

I correttivi di cui ai punti 1, 2 e 3 si rendono applicabili ai contribuenti che non risultano congrui. Per la loro applicazione, le imprese devono necessariamente compilare l’apposito quadro X - Altre informazioni rilevanti del modello degli studi di settore. Per una descrizione analitica delle modalità applicative di tali correttivi, si rimanda alla news del 6 aprile scorso.

Si segnala che il correttivo n. 3 legato alla “contrazione dei ricavi” è applicabile a tutti i 206 studi di settore in vigore nel 2008. Prevede una riduzione dei ricavi stimati, alla luce di una contrazione dei ricavi nel 2008 rispetto al 2007, tenendo conto dei coefficienti strutturali e territoriali dei singoli studi.

Il provvedimento contiene, inoltre, un aggiornamento dell'individuazione delle aree territoriali omogenee, che ha effetto ai fini della stima dei ricavi.  A tale riguardo si segnala che grazie alle segnalazioni di Confindustria, è avvenuta la revisione del Comune di Enna che era incluso tra le aree a notevole grado di benessere con evidenti ricadute in termini di maggiore tassazione per le imprese.

Restano confermati nel 2008, i correttivi automatici specifici, previsti per alcuni settori economici che si trovavano già negli esercizi precedenti in una situazione di crisi (es. settore Tessile – Abbigliamento - Calzature, Gioielleria ed Oreficeria). Per il 2008, l’accesso a tali correttivi non è più vincolato al rispetto della condizione di normalità economica.

Ulteriore novità riguarda la sostituzione dei precedenti indicatori di normalità economica con nuovi indicatori (previsti dall’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146/1998).

Detti indicatori rideterminano i ricavi stimati da Gerico ove si accertano situazioni di anomalia economica (es. costo del venduto negativo, elevata incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi) ovvero di incoerenza contabile (es. mancata indicazione dei beni strumentali a fronte di quote di ammortamento dedotte dal reddito).

Il contribuente, qualora ritenga che il risultato dell’indicatore di normalità non rappresenti la sua situazione reale, può non adeguarsi alla stima indicandone le ragioni negli appositi campi della procedura Gerico.

Resta confermata la validità dell’elenco esemplificativo delle possibili cause giustificative indicate nel Comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 28 giugno 2007, nonché delle circolari n. 31 e 38 del 2007.

E’ stato chiarito che gli studi di settore che tengono conto dei correttivi non possono essere utilizzati retroattivamente per la contestazione di accertamenti effettuati sulla base dello studio precedente.

Pertanto, a tali fini, occorre attendere l’uscita di una seconda versione di Gerico 2009 priva dei correttivi. In alternativa, occorre una modifica di Gerico che permetta di visualizzare le stime dei ricavi senza l’applicazione dei correttivi, poiché l’attuale programma consente tale visualizzazione solo per i soggetti non congrui o comunque nell’intervallo di confidenza.

Data la particolare congiuntura economica del 2008, i parametri saranno utilizzati in sede di accertamento solo in presenza di ulteriori elementi ad ausilio della determinazione della pretesa tributaria o per la selezione dei contribuenti da controllare.

Per le imprese multiattività, la diretta utilizzazione degli studi di settore è consentita solo ove i ricavi dell’attività non prevalente siano inferiori o pari al 30% dei ricavi complessivi. Diversamente, anche per tali imprese, le risultanze dello studio saranno utilizzate solo per la selezione dei contribuenti da controllare.


16. Studi di settore – Differimento termini per i versamenti (DPCM 04/06/2009)

E’ stata disposta la proroga al 6 luglio del termine di versamento delle imposte - senza la maggiorazione dell’0,40% - per i soggetti per i quali, in relazione alla attività economica esercitata, sono stati elaborati i relativi studi di settore.

Il differimento è stato concesso, su richiesta delle diverse associazioni di categoria, per tener conto delle numerose modifiche apportate agli studi di settore.

I soggetti interessati dal provvedimento sono:

·         tutti gli operatori economici per i quali sono stati predisposti gli studi di settore di cui all’art. 62-bis del D.L. 331/93;

·         coloro che dichiarano un reddito imputato da un soggetto per cui è stato predisposto lo studio di settore (es. soci delle società di persone, soci delle società che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale, agli associati di associazione tra artisti o professionisti, ai collaboratori di imprese familiari e di coniuge di aziende coniugali).

Il provvedimento si estende anche ai versamenti dei contributi. L’estensione è diretta anche ai versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto.

Restano esclusi dal provvedimento:

·         i soggetti che dichiarano ricavi o compensi superiori ai limiti di applicazione degli studi di settore. Tali limiti sono stabiliti per ciascuno studio con Decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze;

·         i soggetti che non presentano la dichiarazione unificata annuale di cui all'art. 3, comma 1 del D.P.R. 322/98. Rientrano in tale ipotesi tutti coloro con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.  Per tali soggetti il differimento dei termini di versamento dell’IVA interviene solo limitatamente all’imposta dovuta a seguito di adeguamento agli studi di settore.


17. Imposte d’atto - Riscatto di immobile in leasing (Ris. 163/E)

Nelle operazioni di leasing, l'acquisto da parte del concedente e il riscatto finale da parte dell'utilizzatore sono da considerarsi operazioni perfettamente indipendenti. È dovuta, dunque, l'imposta proporzionale di registro. Anche se già assolta tramite inclusione nei canoni versati dall'utilizzatore.

Secondo quanto disposto dal principio di alternatività IVA/Registro, l'operazione in esame è da considerarsi esente ai fini IVA. Restano dovute le imposte d'atto con le ordinarie aliquote proporzionali, per le quali la base imponibile relativa al riscatto è costituita dal prezzo di riscatto finale del bene, aumentato dei canoni, depurati della componente finanziaria.


18. Abuso del diritto (Cass. Sent. 13338/09 e Cass. Ord. 11659/09)

La Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente sul alcune fattispecie elusive, richiamando il principio dell’abuso di diritto.

Con un primo intervento  - la sentenza n. 13338/09 - ha ritenuto che gli utili extracontabili, di una piccola impresa partecipata, si presumono distribuiti anche fra i soci della partecipante.

Secondo la Corte, pertanto, è possibile per l'Amministrazione finanziaria, presumere l'imputazione degli utili della partecipata ai soci delle diverse imprese del gruppo. Tale presunzione non viene limitata dall'esistenza di diversi livelli di controllo societario nei casi in cui gli stessi siano caratterizzati da una ristretta compagine sociale. 

In un’altra pronuncia, la suprema Corte ha ritenuto indeducibili le minusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni infragruppo avvenute in un breve arco temporale.

Secondo la Corte, la vendita di quote ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quanto pagato per l’acquisto, può configurare una presunzione di abuso del diritto. A tale fine rileva, comunque, l’esiguo tempo trascorso dall’acquisto alla rivendita e la mancanza di provati motivi che giustifichino la svalutazione.


19. Interventi per la regione Abruzzo (OPCM n. 3779 del 06/06/2009 – OPCM n. 3780 del 06/06/2009)

Per fronteggiare la situazione di emergenza delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo sono state adottate le seguenti misure:

·         L’Ord.PCM. n. 3779 del 06/06/2009 dispone la concessione di un contributo straordinario per la copertura degli oneri relativi alla riparazione degli edifici che hanno riportato danni tali da renderle temporaneamente o parzialmente inagibili e che possono essere oggetto di recupero con misure di pronto intervento. Il contributo copre percentuali diverse dei costi sostenuti, in funzione dell’immobile e della tipologia di intervento. Viene erogato a fondo perduto e può essere anche in forma di credito d’imposta.

·         L’Ord.PCM.n. 3780 del 06/06/2009 disciplina la sospensione e la ripresa dei termini di versamento delle imposte e degli adempimenti fiscali nei comuni colpiti dal sisma dell’aprile scorso. Principalmente l’intervento riguarda:

o        la sospensione degli adempimenti e dei versamenti  per i soggetti residenti nei comuni individuati dal Decreto n. 3 del 16 aprile della Protezione civile;

o        la ripresa degli adempimenti e dei versamenti nella provincia dell’Aquila  nei comuni dalla provincia dell’Aquila non individuati dal Decreto n. 3 del 16 aprile della Protezione civile;

o        la sospensione dei termini in favore dell’Agenzia delle Entrate e degli Agenti della riscossione relativamente alle attività di accertamento, contenzioso, riscossione, attività di interpello e notifica delle cartelle di pagamento;

o        i rimborsi IVA e la compensazione volontaria per i contribuenti aventi domicilio fiscale nei comuni colpiti dal sisma.

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