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al servizio
delle Imprese

LE NOVITÀ FISCALI DI LUGLIO 2009

06/08/2009

Vengono illustrate le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di luglio 2009. Il DL n.78 del 1° luglio 2009 sarà argomento di una apposita circolare.


*   *   *

IRES

1.      Spese di rappresentanza (Circ. 34/E);

2.      Distributori di carburanti - Rivalutazione dei beni (Ris. 182/E);

3.      Casa di cura - Riduzione Ires (Ris. 179/E);

4.      Scissione parziale - Diritto al riporto delle perdite fiscali (Ris. 168/E)

5.      Fusione - Perdite pregresse al regime del consolidato (Ris. 174/E)

6.      Modalità di esercizio dell'opzione per la trasparenza fiscale (Ris. 185/E)

7.      Interessi passivi – Chiarimenti per Holding e società immobiliari (Circ. 37/E)

8.      Fusione di società situati in  diversi Stati membri della UE (Ris. 175/E);

9.      Valutazione dei crediti al fair value (Ris. 189/E)

IRAP

10.  Chiarimenti sulla determinazione della base imponibile IRAP (Circ. 36/E e 39/E)

11.  Legittimità costituzionale dell’imposta (Ord. Corte Cost. 258/2009)

IVA

12.  Nautica da diporto – Regime fiscale (Circ. 38/E);

13.  Custodia di beni per conto terzi non residenti (Ris. 180/E);

14.  Operazioni straordinarie - Rettifica della detrazione (Ris. 178/E);

15.  Società consortili - Liquidazione di gruppo (Ris. 171/E);

16.  Beni importati - Contrasto all'evasione fiscale (Dir. 2009/69/CE);

VARIE

17.  Aggiornamenti in materia di abilitazione ai servizi telematici (CM 30/E, giugno 2009);

18.  Dilazioni a fronte della regolarità nei pagamenti (Equitalia direttiva del 08 luglio 2009);

19.  Abruzzo -  Interventi di agevolazione fiscale e individuazione di nuovi comuni danneggiati (Ord. PCM 3790 del 09/07/09 e DPCM del 17/07/09);

20.  Imprese di produzione cinematografica: crediti d'imposta (Decreto 7/5/09)  -  Detassazione degli utili (Decreto 7/5/09).

21.  Riallineamento dei valori contabili e fiscali per i soggetti Ias (Circ. 33/E);

 

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IRES

1.     Spese di rappresentanza (Circ. 34/E)

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito i criteri qualificanti ed i limiti di deduzione delle spese di rappresentanza di cui all’art. 108, comma 2 del TUIR, come modificato dalla Finanziaria 2008 ed attuato con il DM del 19 novembre 2008.

Si intendono spese di rappresentanza quelle che rispondono ai seguenti criteri generali:

·         gratuità, ovvero mancanza di un corrispettivo o di una specifica controprestazione da parte dei destinatari dei beni e servizi erogati;

·         finalità promozionale o di pubbliche relazioni, ovvero divulgazione, verso clienti attuali e potenziali, dell’attività svolta, dei beni e servizi prodotti, nonché le iniziative volte a diffondere, accrescere e consolidare l’immagine dell’impresa, senza una diretta correlazione con i ricavi, verso soggetti con i quali l’impresa ha necessità di mantenere rapporti professionali;

·         ragionevolezza e coerenza con l’attività imprenditoriale, spese idonee a generare ricavi, che siano adeguate rispetto all’obiettivo atteso in termini di ritorno economico, in linea con le pratiche commerciali di settore.

La circolare fornisce alcune esemplificazioni delle spese di rappresentanza specificamente individuate nell’art. 1 del Decreto attuativo.

In particolare, sono spese di rappresentanza gli oneri sostenuti:

-          per viaggi turistici, durante i quali si svolgono attività di promozione di beni e servizi prodotti o ceduti dall'azienda, solo se l’impresa predispone documentazione attestante la “significatività” dell’attività promozionale e l’effettivo svolgimento della stessa;

-          per eventi aziendali (feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività, ovvero in occasione di inaugurazione di sedi, uffici e stabilimenti dell’impresa) solo se riservate a soggetti estranei alla compagine aziendale (l’impresa deve documentare il destinatario finale della spesa). Ove siano sostenute esclusivamente a favore di dipendenti dell'impresa non sono qualificabili come spese di rappresentanza;

-          in occasione di mostre e fiere in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall'impresa, solo a condizione che l’impresa dimostri l’effettiva esposizione dei propri beni nell’ambito dell’evento;

-          per l’acquisto di beni o servizi distribuiti gratuitamente (es. contributi per organizzazione di convegni, seminari e iniziative simili) a condizione che siano potenzialmente idonee a generare ritorni economici per l’impresa o coerenti con le pratiche commerciali del settore d’attività.

Con riferimento al periodo di imputazione ed ai limiti di deducibilità delle spese di rappresentanza, la circolare puntualizza che:

-          i ricavi ed altri proventi sui cui calcolare il limite di deducibilità sono quelli considerati “caratteristici” secondo l’attività svolta dall’impresa e che abbiano rilevanza fiscale;

-          le spese per prestazioni alberghiere e bevande, diverse da quelle sostenute per trasferte fuori dal territorio comunale da parte di lavoratori dipendenti e collaboratori, qualificabili come spese di rappresentanza, sono soggette sia al limite specifico di deduzione del 75% previsto per vitto e alloggio (art. 109, comma 5 del TUIR), sia ai limiti previsti per le spese di rappresentanza  (art. 108, comma 2 del TUIR).

-          le spese di vitto e alloggio sostenute per “ospitalità clienti” in caso di eventi commerciali o visite a sedi dell’impresa, non sono soggette ai limiti dell’art. 108 del TUIR, in quanto integralmente deducibili, ma rimangono comunque soggette al limite specifico dell’art. 109 del TUIR;

-          la disciplina speciale prevista per le imprese in fase di “start up” (cioè la riportabilità nel futuro delle spese di rappresentanza sostenute nei primi anni di vita non dedotte per assenza di ricavi) è ammessa solo per le imprese di nuova costituzione e che intraprendono nuove attività produttive, secondo la definizione utilizzata per il riporto delle perdite fiscali (art. 84, comma 2 del TUIR).  Pertanto le imprese neocostituite, che proseguono attività svolte da altre aziende a seguito di conferimenti o cessione di azienda, non possono beneficiare della disciplina speciale;

-          la disciplina di deduzione delle spese relative a beni distribuibili gratuitamente di valore unitario non superiore ad € 50 si applica con esclusivo riferimento ai beni (non ai servizi). Il riferimento al valore unitario si deve intendere riferito al costo sostenuto dall’impresa per l’acquisto del bene: nel caso l'omaggio sia composto da più beni, il limite di € 50 euro va riferito al valore complessivo dell'omaggio e non a quello dei singoli beni che lo compongono.

In merito alle spese di ospitalità sostenute a favore di terzi in occasione di fiere, mostre ed eventi simili in cui avviene l’esposizione dei prodotti aziendali, ovvero in occasione di visite alle sedi di impresa, si precisa che:

-          sono integralmente deducibili se sostenute a favore di clienti, anche potenziali, ma devono essere analiticamente documentate (tali spese sono comunque soggette al limite specifico di deduzione previsto per le spese di vitto e alloggio ai sensi dell’art. 109 del TUIR);

-          sono deducibili nei limiti delle percentuali dei ricavi “caratteristici” dell’impresa se sostenute a favore di soggetti diversi dai clienti, quali giornalisti o agenti di commercio, ovvero se sostenute in maniera indistinta sia per i clienti sia per altri destinatari (es. buffet offerto in occasione di fiere);

-          sono integralmente deducibili le spese sostenute per trasferte sostenute dall’imprenditore individuale per tali eventi (resta comunque valido il limite di deduzione del 75% per le spese di vitto e alloggio di cui all’art. 109 del TUIR)

Le spese di “ospitalità“ clienti sostenute in occasione di viaggi turistici non sono integralmente deducibili, anche se l’impresa organizza nell’ambito del viaggio l’esposizione di beni o servizi prodotti dall’impresa, e sono pertanto deducibili nei limiti delle percentuali dei ricavi “caratteristici” dell’impresa.

Posto che la disciplina IVA prevede l’indetraibilità dell’imposta sulle spese di rappresentanza come individuate ai fini delle imposte sui redditi, la circolare ha previsto una disciplina transitoria per le liquidazioni IVA effettuate nel periodo anteriore all’entrata del decreto attuativo.

Le imprese possono effettuare il conguaglio della detrazione IVA in sede di dichiarazione annuale, sia in aumento (senza applicazione di sanzione ed interesse), sia in diminuzione alla luce delle sopravvenute disposizioni del decreto.

 

2.     Distributori di carburanti - Rivalutazione dei beni (Ris. 182/E)

Gli impianti stradali di distribuzione di carburante possono essere rivalutati, sulla base della disciplina della rivalutazione dei beni immobili d’impresa (art. 15, comma 16 del DL n. 185/08) a condizione che siano infissi al suolo e siano difficilmente rimovibili senza che vi sia una alterazione della funzionalità.

In sostanza viene confermato quanto già espresso nella circolare n. 22/2009 e riaffermato dal Governo nella risposta all’interrogazione Parlamentare in Commissione Bilancio n. 5/01383 del 5 maggio scorso.

 

3.     Casa di cura - Riduzione Ires (Ris. 179/E)

Le strutture private riconosciute come presidi ospedalieri delle USL possono beneficiare della riduzione al 50% dell’IRES, secondo quanto disposto dall’art. 6 del DPR 601/1973.

Tale chiarimento si è reso necessario, poiché la norma citata indica gli enti ospedalieri quali soggetti per i quali è ridotta a metà l’IRES, senza prevedere nulla in merito alle strutture private riconosciute.

L’Agenzia ha ritenuto che le strutture private, riconosciute come presidi ospedalieri delle USL, possono beneficiare dell’agevolazione IRES perché svolgono sostanzialmente e strutturalmente le funzioni dei soppressi enti ospedalieri.

 

4.     Scissione parziale - Diritto al riporto delle perdite fiscali (Ris. 168/E)

Nella risoluzione  l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul diritto al riporto delle perdite fiscali pregresse in caso di scissione parziale proporzionale a favore di una beneficiaria neocostituita ai sensi dell’art. 172, comma 7 del TUIR.

E’ chiarito che la predetta disciplina antielusiva, nata per il contrasto al cd. “commercio delle bare fiscali”, non si rende applicabile in capo alla società scissa, in quanto non sussiste il rischio che le perdite siano indebitamente compensate con redditi di una diversa organizzazione, poiché non si realizza in capo alla stessa alcuna concentrazione soggettiva. Analoghe conclusioni valgono per la beneficiaria della scissione in quanto società neocostituita.

 

5.     Fusione - Perdite pregresse al regime del consolidato (Ris. 174/E)

Il divieto di riporto delle perdite fiscali pregresse delle società partecipanti al consolidato, non comporta automaticamente l’elusività di operazioni (es. fusione infragruppo delle società appartenenti al consolidato) che producono il medesimo risultato, a condizione che siano rispettate precise condizioni.

Nel caso in questione:

-          la società incorporante rispettava i requisiti economici e patrimoniali previsti dall’art. 172 del TUIR, per il riporto delle proprie perdite fiscali in caso di fusione;

-          sussistevano valide ragioni economiche ed organizzative per il gruppo a supporto della fusione che rientra in un più ampio piano di ristrutturazione aziendale;

-          non sussisteva una indebita compensazione intersoggettiva poiché le perdite e gli utili compensabili con la fusione erano idealmente riferibili al medesimo soggetto, considerato che l’incorporante, che deteneva le perdite pregresse, aveva conferito negli anni passati il ramo d’azienda che produceva utili compensati alla conferitaria/incorporata;

-          la fusione non comportava un aggiramento del divieto di utilizzo nel consolidato fiscale delle perdite fiscali pregresse delle società partecipanti perché, comunque, la incorporante avrebbe utilizzato tali perdite in compensazione dei propri redditi, anche sé conseguiti per effetto della fusione con l’incorporata.

 

6.     Modalità di esercizio dell'opzione per la trasparenza fiscale (Ris. 185/E)

L’opzione per il rinnovo dell’adesione al regime della trasparenza fiscale, di cui all’articolo 116 del TUIR, non è esercitata validamente se i soci comunicano preventivamente alla società la loro volontà di optare per la tassazione per trasparenza utilizzando soltanto lo strumento della raccomandata a mano, anziché quello della raccomandata postale con ricevuta di ritorno. Solo questo strumento, a parere dell’Agenzia, garantisce l’evidenza e la certezza della volontà dei soci.

 

7.     Interessi passivi – Chiarimenti per Holding e società immobiliari (Circ. 37/E)

L’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito alla disciplina degli interessi passivi, per precisare alcuni dubbi sorti dopo la precedente circolare n. 19 del 2009.

Ai fini dell’individuazione delle holding industriali (soggette al regime di deduzione degli interessi passivi di cui all’art. 91, comma 1 del TUIR), si precisa che l’esercizio prevalente o esclusivo dell’attività di assunzione di partecipazioni in società industriali, deve essere verificato tenendo conto:

-          sia del valore di bilancio delle partecipazioni in società industriali;

-          sia degli altri elementi patrimoniali relativi a rapporti con le medesime società (es. crediti per finanziamenti).

Tale criterio di individuazione vale anche ai fini IRAP.

La verifica non è richiesta per le società iscritte nell’elenco di cui all’art. 106 del TUB e per le c.d. merchant banking, che non possono che esercitare attività finanziaria verso il pubblico e che, pertanto, sono soggette al regime forfetario di deduzione (96%) degli interessi passivi di cui all’art. 96, comma 5 del TUIR.

Con riguardo agli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione, viene precisato che la deduzione integrale degli stessi è consentita:

-          alle immobiliari di gestione (la cui attività consiste principalmente nella mera utilizzazione passiva dei beni c.d. patrimonio e strumentali per natura locati o comunque non utilizzati direttamente), prescindendo dalla natura del bene posto a garanzia e;

-          solo se il mutuo ipotecario ha per oggetto gli stessi immobili destinati alla locazione.

La medesima deducibilità piena degli interessi passivi è prevista se l'immobile destinato alla locazione è stato acquisito con contratto di locazione finanziaria.

Infine, sono state fornite indicazioni anche relativamente ai casi in cui partecipino al consolidato fiscale nazionale sia società industriali sia società finanziarie.

In tal caso, la nuova disciplina degli interessi passivi prevede due diverse regole di deducibilità dal reddito complessivo globale del gruppo:

·         i soggetti industriali possono dedurre gli interessi passivi non dedotti per incapienza di ROL, nel limite dell'eccedenza di ROL inutilizzato da altra società del gruppo;

·         i soggetti finanziari possono dedurre dal reddito complessivo del gruppo integralmente gli interessi passivi maturati su finanziamenti intercorsi tra società del gruppo nei limiti dell'ammontare complessivo degli interessi passivi maturati a favore di società bancarie e finanziare esterne al perimetro di consolidamento fiscale.

 

8.     Fusione di società situate in diversi Stati membri della UE (Ris. 175/E)

L’Agenzia delle Entrate analizza una complessa operazione straordinaria, consistente in una fusione per incorporazione tra due società residenti in due diversi Stati membri dell’Unione Europea, aventi entrambi una stabile organizzazione nel territorio italiano.

Dopo aver verificato i presupposti applicativi del regime della fusione “intracomunitaria” di cui alla direttiva 90/434/CEE, l’Agenzia  ha precisato che l’applicazione del principio di neutralità e di continuità dei valori fiscali trova applicazione nei limiti in cui, allo scioglimento di una stabile organizzazione, segua la confluenza del suo patrimonio in quella costituita dall’incorporante prima della fusione.

Conseguentemente,   non trova applicazione il comma 6 dell’art. 179 del TUIR che prevede il realizzo al valore normale dei componenti di un complesso aziendale che non sono confluiti nel patrimonio della stabile organizzazione “obiettivo”.

 

9.     Valutazione dei crediti al fair value (Ris. 189/E)

Per una società di intermediazione finanziaria IAS adopter, i maggiori valori dei crediti che risultano dalla valutazione al fair value degli stessi  rilevano ai fini fiscali.

Secondo l’Agenzia l’art. 106, comma 3 del DPR 917/86,  in relazione ad operazioni di erogazione del credito alla clientela, attribuisce rilevanza al “valore dei crediti risultanti in bilancio”. Conseguentemente, per i periodi di imposta  fino a quello in corso al 31 dicembre 2007, non è possibile invocare l’applicazione della clausola di salvaguardia  dei comportamenti pregressi, poiché, nel caso di specie, vi è assoluta coincidenza tra la rappresentazione di bilancio e la rilevanza fiscale dei crediti in questione. 

 

IRAP

10.  Chiarimenti sulla determinazione della base imponibile IRAP (Circ. 36/E e 39/E)

Con le due circolari l’Agenzia delle Entrate,  ha fornito ulteriori chiarimenti sulle modalità di determinazione della base imponibile IRAP, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge finanziaria per il 2008. Nella prima circolare, la n. 36, l’Agenzia ha sostenuto la sindacabilità da parte degli Uffici fiscali dell’inerenza civilistica dei  componenti negativi imputati a conto economico, ed in particolare di quelli per i quali il Tuir stabilisce limiti di deducibilità fiscale (es. spese relativa ad autovetture, spese di rappresentanza, ecc.).

Per tale tipologia di costi, per esigenze di semplificazione, “l’inerenza può essere considerata senz’altro sussistente anche ai fini dell’IRAP, qualora vengano dedotti importi di ammontare non superiore a quelli determinati applicando le disposizioni previste per l’applicazione delle imposte sul reddito”.

Con la successiva circolare n. 39, l’Agenzia ha precisato che gli Uffici non possono opporre ai contribuenti il superamento delle soglie di deduzione forfetaria previste dal TUIR per alcuni costi, al fine di  contestarne la mancata inerenza  IRAP. L’inerenza dovrà sempre essere verificata sulla base della corretta applicazione dei principi contabili.

Viene chiarito che gli Uffici, in sede di controllo, riterranno comunque sussistere l’inerenza ai fini IRAP di tali costi nei casi in cui gli stessi siano dedotti nei limiti forfetari del TUIR.

Gli altri chiarimenti forniti possono essere così sintetizzati:

-          l’ammortamento civilistico del terreno su cui insiste il fabbricato è ammesso ai fini IRAP solo se consentito dai principi contabili (e cioè nelle ipotesi in cui lo stesso assuma un proprio valore in virtù del fabbricato che lo sovrasta), diversamente l’ammortamento dell’area non deve essere rilevato in bilancio  e pertanto non è deducibile ai fini IRAP;

-          la mancata deduzione di una parte dei componenti negativi, perché  eccedente i limiti di deduzione previste dal TUIR, può essere recuperata e dedotta ai fini IRAP solo al termine dell’ammortamento contabile del bene;

11.  i contributi correlati all’assunzione di nuovi dipendenti assumono rilevanza ai fini IRAP nei limiti dell’ammontare del costo del personale ammesso in deduzione, ai sensi del comma 4-quater del decreto IRAP.

11.        Leggittimità costituzionale dell’imposta (Ord. Corte Cost. 258/2009)

L’IRAP è costituzionalmente legittima. La Corte Costituzionale con ordinanza n. 258/2009 ha così stabilito in merito alla questione di legittimità costituzionale dell’imposta  relativamente agli artt. 3 e 53 della Costituzione con riguardo alla sua deducibilità ai fini dei tributi erariali. La questione era stata sollevata da diverse Commissioni Tributarie.  La sua legittimità è stata dichiarata alla luce delle recenti novità introdotte dall’art. 6 del DL 185/08, che dispone la deducibilità del 10% dell’Irap dalla base imponibile IRES e IRPEF.

 

IVA

12. Nautica da diporto – Regime fiscale (Circ. 38/E)

I chiarimenti riguardano il corretto trattamento ai fini IVA della nautica da diporto, con particolare riferimento al principio di territorialità delle prestazioni di locazione, anche finanziaria di noleggio e simili di mezzi di trasporto.

L’art. 7, comma 4, lett. f) del DPR n. 633/72 prevede, infatti, che le prestazioni indicate, se rese da soggetti domiciliati o residenti in Italia, si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono utilizzate in Italia o in altro Stato membro della Comunità stessa.

Al riguardo, già la circolare n. 49/E del 2002, aveva ammesso la possibilità, per ragioni di semplificazione, di utilizzare percentuali forfetarie di utilizzo dell’imbarcazione nel territorio comunitario, qualora non fosse possibile aver un riscontro circa l’effettivo utilizzo dell’imbarcazione nelle acque territoriali comunitarie. Tali percentuali sono basate sulle caratteristiche tecniche delle imbarcazioni e, in definitiva, sulla loro attitudine ad uscire dalle acque territoriali comunitarie.

Con la risoluzione n. 284/E del 2007, inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha consentito alle società di leasing di individuare la base imponibile da assoggettare all’imposta mediante la compilazione di una dichiarazione di utilizzo dell’imbarcazione da parte dell’utilizzatore.

Considerate tali premesse, l’Agenzia chiarisce che le percentuali forfetarie individuate con la circolare n. 49/E del 2002 già tengono conto delle normali soste dell’imbarcazione stessa ed inoltre che, il semplice fatto che una imbarcazione abbia navigato tra due porti comunitari non costituisce di per sé elemento sufficiente a pregiudicare l’uso delle percentuali stesse.

Viene, infine, affermato che le percentuali forfetarie possono essere altresì applicate anche ai c.d. canoni di “prelocazione”, canoni di leasing generalmente corrisposti prima della consegna o dell’utilizzo dell’imbarcazione e relativi a periodi durante i quali la barca non è in grado di navigare.

 

13. Custodia di beni per conto terzi non residenti (Ris. 180/E)

Qualora un soggetto decida di istituire un deposito IVA – ai sensi dell’art. 50-bis del decreto IVA - per la custodia di merci per conto di altri soggetti comunitari, con successiva vendita delle stesse, deve agire come  rappresentante fiscale del soggetto estero che introduce i beni e che non è registrato ai fini IVA in Italia, curando tutti gli adempimenti legati all’introduzione nel deposito e alla cessione dei beni.

Tra i principali obblighi da assolvere, viene confermato che:

·         per l’esercizio dell’attività di deposito per conto terzi il depositario deve ottenere una specifica autorizzazione da parte della direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, subordinata al possesso di un capitale sociale o di un fondo di dotazione non inferiore a 516.456,90 euro.

·         i locali adibiti all’esercizio dell’attività di deposito IVA devono essere idonei a mantenere i beni depositati;

·         per i beni depositati deve essere tenuto un apposito registro relativo ai diversi movimenti della merce;

·         il gestore del deposito è responsabile solidalmente con il soggetto passivo che estrae beni della mancata o irregolare applicazione dell’imposta.

 

14. Operazioni straordinarie - Rettifica della detrazione (Ris. 178/E)

La risoluzione  chiarisce le diverse criticità e gli aspetti operativi conseguenti alla rettifica della detrazione IVA, operata dalla società beneficiaria di una scissione, in relazione agli immobili originariamente acquisiti dalla società dante causa e trasferiti a seguito dell’operazione straordinaria.

Per effetto dell’art. 19-bis2 del decreto IVA, successivamente ad una operazione di scissione parziale, è possibile effettuare  - nel termine di 10 anni, nel caso di immobili) - la rettifica della detrazione, in relazione all’imposta non detratta al momento di effettuazione dell’operazione, ma divenuta detraibile a seguito del passaggio da un regime di esenzione ad uno di imponibilità.

. Con riferimento all’IVA, la rettifica va effettuata nella dichiarazione relativa all’anno in cui si verificano gli eventi che la determinano.

Con riferimento all’IRES, l’operazione riduce il costo fiscalmente riconosciuto dei beni, qualora l’IVA non detratta sia stata capitalizzata sul costo del bene ovvero determina una sopravvenienza attiva imponibile, se l’IVA non detratta sia stata, invece, contabilizzata a conto economico tra gli oneri diversi di gestione.

 

15. Società consortili - Liquidazione di gruppo (Ris. 171/E)

L’Agenzia delle Entrate ha riconsiderato la possibilità di accesso all’istituto disciplinato dall’art. 73 del DPR 633/72:  qualora soddisfino i requisiti propri delle società di capitali, le società consortili non trovano preclusioni all’applicazione della disciplina dell’Iva di gruppo.

A supporto di tale sua interpretazione, che rettifica una precedente risposta ad un’istanza di interpello presentata nel 2003 da un soggetto controllato dall’istante, l’Agenzia richiama  alcuni recenti atti di prassi, che hanno confermato l’assenza di incompatibilità tra scopo consortile e costituzione in forma di società di capitali o di società di persone diversa dalla società semplice.

16. Beni importati - Contrasto all'evasione fiscale (Dir. 2009/69/CE)

Nell’ambito di una più generale azione di lotta alla frode, il Consiglio Europeo ha varato una direttiva che modifica alcune disposizioni dell’attuale testo della direttiva 2006/112/CE (che reca il testo rifuso della Sesta direttiva IVA), in relazione all’immissione in libera pratica di beni destinati ad uno Stato membro diverso da quello di importazione.

Per effetto delle nuove misure, la non imponibilità dell’operazione in questione può essere garantita solo nel rispetto delle seguenti condizioni:

·         l’importatore deve essere identificato ai fini IVA o aver nominato un rappresentante fiscale nello Stato membro di importazione dei beni;

·         tale soggetto è obbligato a fornire – al momento dell’importazione – il numero di partita IVA del cessionario intracomunitario destinatario dei beni;

·         il beneficiario della non imponibilità dell’operazione deve fornire la prova che i beni importati sono destinati ad essere spediti o trasportati dallo Stato membro di importazione al diverso Stato membro di destinazione.

La direttiva deve essere recepita entro il 1° gennaio 2011 ma il nostro ordinamento IVA – nella sostanza – già prevede misure di questo tipo, volte a prevenire le possibili frodi.

 

VARIE

17.   Aggiornamenti in materia di abilitazione ai servizi telematici (CM 30/E, giugno 2009)

Con Provvedimento del 18 settembre 2008, il Garante per la protezione dei dati personali aveva richiesto all’Agenzia delle Entrate di realizzare un piano di riforma dei propri canali telematici (Entratel e Fisconline), per migliorarne gli standard di sicurezza.  Le richieste riguardavano:

·         l’introduzione di un sistema di scadenza delle password;

·         il divieto di utilizzo di credenziali “generiche” (di cui sono titolari i soggetti diversi dalle persone fisiche);

·         l’attribuzione di utenze telematiche ad personam, in modo da identificare direttamente ogni singolo incaricato che si occupi della trasmissione telematica in nome e per conto dell’ente per il quale la transazione viene effettuata.

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2009 ha stabilito le modalità di adeguamento dei servizi telematici alle richieste del Garante per la protezione dei dati personali. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 30/E del 25 giugno, illustra i contenuti principali di tale Provvedimento.

In sintesi:

§         le nuove password sono soggette  a scadenza periodica, con frequenza di 90 giorni.

§          A partire dal 1 settembre 2009, è disposta la disattivazione di tutte le credenziali “generiche” e, pertanto, entro il 31 agosto 2009 occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate i nomi dei “gestori incaricati”.Tale termine è ordinatorio e, pertanto, le imprese potranno effettuare le pratiche di abilitazione prescritte anche successivamente la predetta data, ma  prima di accedere ai servizi telematici.

§         La comunicazione va effettuata dal rappresentante legale o negoziale, come risulta in anagrafe tributaria, con le seguenti modalità:

o        online, mediante un’apposita funzione del sito dedicato ai servizi telematici

o        presentando un apposito modulo cartaceo all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha rilasciato l’abilitazione, se l’utente è già abilitato, ovvero presso qualsiasi ufficio della regione in cui l’ente ha il proprio domicilio fiscale, se l’utente non è ancora abilitato.

§         A decorrere dal 1 novembre 2009, l’Agenzia delle Entrate procederà in ogni caso alla revoca d’ufficio di tutte le abilitazioni ai servizi telematici degli utenti diversi dalle persone fisiche che non porranno in essere le comunicazioni appena descritte.

 

18.   Dilazioni a fronte della regolarità nei pagamenti (Equitalia dir. del 08/07/09)

Un contribuente che ha ottenuto un provvedimento di rateazione dall’agente della riscossione può ottenere la rateazione ai sensi dell’art. 19 del DPR n. 602/73 in relazione ad una o più cartelle notificate successivamente a quella che ha goduto della prima rateazione.

I presupposti per la concessione della rateazione sono i medesimi previsti dalle precedenti direttive di Equitalia (a riguardo si rinvia alla nostra circolare sulle novità fiscali di maggio 2008 e alla news del 15 gennaio 2009).

Per le rateizzazioni successive alla prima cartella, Equitalia, al fine di determinare l’importo minimo del debito, in presenza del quale il contribuente è considerato trovarsi in una situazione di obiettiva difficoltà, ha previsto l’applicazione di un correttivo che tenga conto del debito complessivo non ancora scaduto, derivante dalla precedente rateazione.

Questa la principale indicazione della direttiva Equitalia n. 3 dell’8 luglio 2009 che individua, inoltre, la documentazione da presentare e le modalità di calcolo del debito residuo, secondo i soggetti che richiedono di beneficiare della rateazione.

 

19.   Abruzzo -  Interventi di agevolazione fiscale e individuazione di nuovi comuni danneggiati (Ord. PCM 3790 del 09/07/09 e DPCM del 17/07/09)

Con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3790 del 9 luglio, viene riconosciuto un contributo per la copertura degli oneri relativi alla riparazione degli edifici danneggiati dal sisma in Abruzzo del 6 aprile scorso, situati nei territori individuati dall’art. 1 del DL n. 39 /2009 (i c.d. comuni del “cratere”).

I contributi sono concessi per la riparazione degli immobili gravemente danneggiati che, a seguito delle verifiche di agibilità, sono stati inseriti nella categoria E (edifici inagibili) e la loro entità è variabile secondo la tipologia di immobile ed alla destinazione d’uso dello stesso. In particolare, il contributo è concesso fino alla copertura integrale delle spese di riparazione o ricostruzione per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale, mentre è riconosciuto fino all’80% delle spese e, comunque, nel limite di 80 mila euro, per la riparazione o la ricostruzione di unità immobiliari diverse dalla prima casa o da unità immobiliari non adibite ad abitazione. Il contributo è riconosciuto nei limiti dell’80%, e fino ad 80 mila euro, è cumulabile con il contributo per la riparazione o ricostruzione della prima casa solo qualora si riferisca ad unità immobiliari adibite all’esercizio dell’impresa o della professione.

L’art. 3 dell’ordinanza prevede la possibilità che il contributo venga concesso a fondo perduto ovvero con le modalità del credito d’imposta.

In quest’ultimo caso, il credito  compete a condizione che le spese siano liquidate mediante bonifico o comunque con strumenti di pagamento tracciabili, per spese di importo non superiore a 25 mila euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile, ai fini delle imposte sui redditi, in 20 quote costanti relative l’anno in cui la spesa è stata sostenuta e a quelli successivi e non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Con decreto del 17 luglio 2009, pubblicato nella G.U. n. 173 del 28 luglio scorso, sono state apportate modifiche al decreto della Protezione civile n. 3 del 16 aprile 2009, che aveva individuato i comuni danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito l’Abruzzo il 6 aprile scorso.

Il nuovo decreto inserisce tra i comuni del c.d. cratere i seguenti:

Bugnara,  Cagnano  Amiterno, Capitignano, Fontecchio e Montereale, nella provincia  dell'Aquila;
Colledara, Fano Adriano e Penna Sant'Andrea, nella provincia di Teramo.
 

20.    Imprese di produzione cinematografica: crediti d'imposta (Decreto 7/5/09)  -  Detassazione degli utili (Decreto 7/5/09)

Con due Decreti Ministeriali del 7 maggio 2009 del Ministero per i beni e le attività culturali, sono state rese note le procedure per usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla Finanziaria 2008, a favore delle imprese di produzione cinematografica relativamente agli periodi d'imposta 2008, 2009 e 2010.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di credito d’imposta e di detassazione degli utili.

A) Credito di imposta
Sono previsti due diverse tipologie di benefici concessi, non cumulabili tra loro, in relazione alla tipologia dei beneficiari:

imprese di produzione cinematografica: beneficiano di un credito di pari al 15% del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana, fino all'ammontare massimo annuo di 3,5 milioni di euro.
imprese di produzione esecutiva e alle industrie tecniche: beneficiano di un credito d'imposta pari al 25% delle spese di produzione dell'opera cinematografica per la realizzazione sul territorio italiano, su commesse estere, fino ad un limite massimo di 5 milioni di euro, utilizzando manodopera italiana o dell’Unione Europea.
Il credito è concesso in relazione alle spese di produzione effettuate in Italia non superiori al 60% di quelle complessive di produzione del film (il limite è ridotto al 30% se sostenute in altro Stato membro dell'UE).

I soggetti interessati dalle precedenti agevolazioni devono presentare, a pena di decadenza, prima dell’utilizzo del credito:

una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà all'Agenzia delle Entrate, in via telematica, relativa all’incompatibilità con altri Aiuti di Stato utilizzati;
una comunicazione al Ministero per i beni e le attività culturali, su appositi modelli,  per il riconoscimento delle qualifiche necessarie per fruire del credito (es. riconoscimento della nazionalità italiana, dell’interesse culturale e attestazione del rispetto dei requisiti di eleggibilità culturale, ecc.).
Entro 90 giorni dalla domanda del rilascio del nulla osta di proiezione in pubblico del film, l’impresa dovrà presentare una istanza definitiva al Ministero per i beni e le attività culturali che indichi a consuntivo i dati rilevanti per la determinazione del credito.

Entro 60 giorni dalla ricezione dell’istanza, il Ministero per i beni e per le attività culturali comunica l'importo del credito spettante. In assenza di tale risposta, il credito è da intendersi riconosciuto per la somma richiesta.

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito né ai fini IRPEF/IRES, né ai fini IRAP e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione a decorrere dalla data in cui si considera maturato il diritto alla loro fruizione.

Il credito spetta per le spese di produzione  sostenute dal 1° giugno 2008.

I crediti concessi, devono essere indicati a pena di decadenza sia nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di riconoscimento, sia in quella relativa al periodo di utilizzo, distinguendo il maturato dall'utilizzato.

B) Detassazione degli utili
Gli utili investiti dalle imprese di produzione cinematografica nella produzione di film non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte dirette per il periodo di imposta 2008 e per i due successivi.

Condizioni per beneficiare dell’incentivo sono:

a)     l’impresa è tenuta alla contabilità ordinaria;

b)     le opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana o di interesse culturale ovvero, anche se UE, sono inserite nelle selezioni ufficiali di festival e rassegne cinematografiche di rilievo nazionale e internazionale.

Il beneficio fiscale non può eccedere il reddito imponibile, al lordo della detassazione, determinato applicando ai beni strumentali i coefficienti d'ammortamento ordinari e spetta sulla quota degli utili agevolati, che non superi la differenza tra il reddito d'esercizio, al lordo della detassazione, e l'utile distribuito.

La richiesta del beneficio avviene in sede di dichiarazione dei redditi dell'esercizio nei limiti del costo di produzione sostenuto nell’esercizio successivo.

Per l’ottenimento del credito, i soggetti interessati devono presentare, al Ministero per i beni e le attività culturali:

istanza preventiva (entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio), per essere ammessi provvisoriamente ai fondi, contenente i dati utili per quantificare il beneficio potenziale (es. utile accantonato, aliquote dell'imposta sul reddito e dell'Irap applicabili, costo di produzione prevista);
istanza definitiva (entro 90 giorni dalla domanda dell’autorizzazione alla proiezione in pubblico del film) contenente i dati definitivi per ciascun opera (es. costo complessivo di produzione attestato dagli organi di controllo contabile, presentazione istanza definitiva)
Entro 60 giorni dalla ricezione dell’istanza definitiva, il Ministero per i beni e le attività culturali comunica l'esito della concessione dell’agevolazione. In assenza di tale risposta, il credito è da intendersi riconosciuto per la somma richiesta.

 

21.   Riallineamento dei valori contabili e fiscali per i soggetti Ias (Circ. 33/E)

La circolare  dà chiarimenti in merito alle modalità di riallineamento tra valori fiscali e civilistici presenti nei bilanci dei soggetti che applicano gli IAS, di cui all’art.  15, commi da 1 a 9 e 12-bis, del D.L. n. 185/2008.  Altre precisazioni riguardano il regime transitorio per le operazioni poste in essere anteriormente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

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