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Class action - Approvati i correttivi all’art. 140-bis del Codice del Consumo - Efficacia delle nuove disposizioni

07/08/2009

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009 (Suppl. Ord. n. 136) la legge 23 luglio 2009 n. 99, che contiene “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (cd. Legge Sviluppo).

L’art. 49 della Legge Sviluppo riscrive l’art. 140-bis del Codice del Consumo, introdotto dalla Legge Finanziaria 2008 (art. 2, co. 445-449) per disciplinare l’azione collettiva risarcitoria. Le nuove norme modificano profondamente l’impianto di questo strumento di tutela (che è rubricato, infatti, “azione di classe” e non più azione collettiva), sia in merito ai presupposti dell’azione, sia con riferimento alla disciplina del procedimento e della competenza giurisdizionale.

Si tratta di innovazioni in gran parte condivisibili, che recepiscono molte delle richieste di correttivi formulate da Confindustria e sottoposte all’attenzione del Governo e del Parlamento nel corso del lungo iter normativo che ha portato alla riscrittura dell’art. 140-bis. Questi aspetti verranno esaminati in una circolare dell’Area Affari Legislativi di prossima pubblicazione. Tuttavia, è opportuno fin d’ora chiarire la questione relativa al momento a partire dal quale la nuova azione di classe diverrà efficace. Su questo punto sono emersi, infatti, alcuni dubbi interpretativi segnalati da diverse associazioni e dovuti all’esigenza di coordinare le nuove disposizioni della Legge Sviluppo con la proroga contenuta nel recente decreto anticrisi (art. 23, co. 16, DL n. 78/2009).

Quest’ultimo provvedimento, infatti, ha differito l’efficacia delle norme con cui era stata introdotta nel nostro ordinamento l’azione collettiva risarcitoria al 1° Gennaio 2010. Il legislatore è infatti intervenuto sull’art. 2, co. 447, della legge Finanziaria 2008: questa norma, nella sua versione originaria, stabiliva che le disposizioni di cui ai commi da 445 a 449 della stessa Finanziaria 2008 sarebbero divenute efficaci decorsi 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, quindi a partire dal 1° luglio 2008.

L’iniziale termine è stato però prorogato da due interventi legislativi successivi, che hanno modificato entrambi l’art. 2, co. 447, della Legge Finanziaria 2008:

dapprima la legge n. 133/2008 (art. 36), con cui si prevedeva che l’azione collettiva sarebbe divenuta efficace “decorso un anno” dall’entrata in vigore della Finanziaria (1° gennaio 2009);
in seguito la legge n. 14/2009 (art. 19), con cui si prevedeva che l’azione collettiva sarebbe divenuta efficace “decorsi diciotto mesi” dall’entrata in vigore della Finanziaria (1° luglio 2009).
Il decreto anticrisi (art. 23, co. 16) ha seguito la stessa traccia dei precedenti interventi, sostituendo le parole “decorsi diciotto mesi” con quelle “decorsi ventiquattro mesi”, prorogando così l’efficacia della class action al 1° gennaio 2010.

In questo quadro normativo s’inseriscono i correttivi contenuti nella Legge Sviluppo, la quale non interviene sull’art. 2, co. 447, della Legge Finanziaria 2008. L’art. 49 si compone infatti di due commi: il primo sostituisce direttamente - e integralmente - l’art. 140-bis del Codice del Consumo con una serie di disposizioni che, come anticipato, riscrivono la disciplina dell’azione collettiva, ormai divenuta azione di classe; il secondo, invece, stabilisce l’irretroattività del nuovo istituto, prevedendo che questo potrà applicarsi solo agli illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore della legge medesima, vale a dire a partire dal 15 agosto 2009.

A quest’ultimo riguardo, è importante distinguere il profilo degli illeciti azionabili (rectius: dei diritti azionabili), che sono i fatti per i quali l’azione di classe potrà essere promossa (rectius: le posizioni soggettive risarcibili con l’azione di classe), da quello dell’azionabilità, che consiste nella concreta utilizzabilità sul piano processuale del nuovo istituto. La norma contenuta all’art. 49, co. 2, della Legge Sviluppo attiene al primo profilo, mentre le diverse proroghe succedutesi nel tempo tra cui, da ultimo, quella contenuta nel decreto anticrisi riguardano il secondo profilo.

In particolare, la proroga ex art. 23, co. 16, del DL n. 78/09 è stata disposta proprio per consentire al Parlamento di ultimare l’iter di approvazione della Legge Sviluppo e, quindi, la redazione dei correttivi alla class action. Tra questi ultimi è stata inserita anche l’irretroattività del nuovo istituto, mentre nulla è stato disposto in merito all’azionabilità, che pertanto rimane disciplinata - e prorogata - dal decreto anticrisi.

In conclusione, le prime azioni di classe potranno essere concretamente promosse solo a partire dal 1° gennaio 2010, ma potranno avere ad oggetto pretese risarcitorie derivanti da illeciti commessi a partire dal 15 agosto 2009, data di entrata in vigore della Legge Sviluppo.

Per maggiori informazioni: Barbara Ferrandu

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