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LE NOVITÀ FISCALI DI OTTOBRE 2009

19/11/2009

La presente circolare illustra le principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di ottobre 2009.

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IRES
1.      Detassazione degli investimenti in macchinari (Circ. 44/E);
2.      Opere pubbliche di durata ultrannuale (Ris. 260/E);
3.      Scissione totale proporzionale (Ris. 256/E);
4.      Concordato fallimentare con intervento di un terzo assuntore (Ris. 263/E);
5.      Modello EAS – Proroga (Provv. Dir Ag. Entr.) e chiarimenti (Circ. n. 45/E);
IRAP
6.      Deduzione IRAP da imposte sui redditi – Rimborsi (Provv. Dir. Ag. Entr.);
IVA
7.      Efficacia del condono ai fini dell’IVA (Cass. Sent. 21021/09);
8.      Obbligo della prova della falsità della fattura (Cass. Ord. 21317/09);
9.      Alienazione di fabbricati e calcolo del pro rata (Corte di Giustizia Europea C-174/08);
10.Cessione di pacchetto azionario di controllo (Corte di Giustizia Europea C-29/08);
11.VAT gap – Studio commissionato dalla Commissione Europea;
VARIE
12.Operazioni a premio (Ris. 261/E);
13.Cessioni di crediti verso la PA (Circ. Rag. Stato n. 29/2009);
14.Rilascio del PVC e termini per l’accertamento (Corte Costituzionale Ord. 244/09);
15.Deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea (Corte di Giustizia Europea C-302/09).
 

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IRES
1.      Detassazione degli investimenti in macchinari (Circ. 44/E)
La circolare n. 44/E fornisce i primi chiarimenti sulle modalità applicative dell' agevolazione c.d. Tremonti ter. Con riferimento alle tipologie di beni agevolabili, la circolare indica che:
·        sono agevolabili tutti gli acquisti di beni nuovi, fatti dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, classificati nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, comunque impiegati nel processo produttivo;
·        sono esclusi i beni compresi nella divisione 28 ma destinati alla vendita (c.d. beni merce) o i beni trasformati o assemblati utilizzati per la produzione di beni merce;
·        sono agevolabili i materiali di consumo e le parti accessorie;
·        sono agevolabili i componenti indispensabili per il funzionamento di beni compresi nella divisione 28, anche se tali parti non sono incluse nella divisione 28 (es. software che serve per il funzionamento dei macchinari agevolabili);
·        gli investimenti in beni complessi, che sono costituiti anche da beni agevolabili, possono beneficiare della detassazione nei limiti del costo di tali ultimi beni. Nel caso in cui il bene complesso agevolabile incorpori anche un bene usato, il cedente deve attestare che il costo del bene usato non è prevalente rispetto al costo complessivo;
·        per l’individuazione dei beni compresi nella divisione 28 si può far riferimento anche alle “Note esplicative e di contenuto dei singoli codici della classificazione”, nonché all' "Elenco alfabetico" (disponibili sul sito ISTAT). Non rileva il codice attività del soggetto che li cede.

I beni possono essere acquistati sia da imprese italiane che estere.
Secondo l’interpretazione restrittiva data dall’Agenzia delle Entrate con riferimento alle condizioni di revoca dell’agevolazione, i beni agevolabili devono essere utilizzati in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, degli Stati membri dell’UE e degli stati aderenti all’accordo sullo   Spazio   economico europeo (che comprende anche l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia).
Il valore dell’investimento è determinato ai sensi dell’art. 110, comma 1, lett. a) e b) del TUIR, al netto dei contributi in conto impianti, mentre ai fini dell’individuazione del momento di effettuazione dell’investimento si applicano i criteri di competenza fiscale di cui all’art. 109, comma 1 e 2 del TUIR. Per i soggetti IAS non rilevano i diversi criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dagli IAS.
L’agevolazione è cumulabile con altre agevolazioni (es. credito di imposta per investimenti al Sud e credito di imposta ricerca e sviluppo), con espressa esclusione del credito di imposta per le spese di riqualificazione energetica. Non è cumulabile con altre agevolazioni (anche di tipo regionale) la cui disciplina preveda espressamente il divieto di cumulo con altre agevolazioni.
L’agevolazione può essere fruita “esclusivamente” in sede di saldo dei periodi di imposta interessati (non rileva quindi nel calcolo degli acconti per gli anni 2009, 2010 e 2011).
Si segnala che la circolare è stata commentata nel corso della riunione del Gruppo di lavoro Fisco del 28 ottobre scorso, e le relative slides sono disponibili sul sito Internet di Confindustria, all’interno della Comunità Fisco.
 
2.      Opere pubbliche di durata ultrannuale (Ris. 260/E)
Gli importi erogati periodicamente dall’impresa appaltatrice per gli stati avanzamento lavori dalla subappaltatrice (sui quali vengono trattenute delle somme a garanzia della corretta realizzazione dei lavori e degli adempimenti contributivi della subappaltatrice) costituiscono mere movimentazioni finanziarie e come tali sono prive di effetti reddituali.
Gli stati di avanzamento dei lavori che danno origine a tali emissioni periodiche di fatture, devono, infatti, intendersi provvisori, in quanto subordinati ai risultati positivi del collaudo tecnico amministrativo effettuato dalla committente.
Solo al momento della cessazione della garanzia, a seguito di collaudo positivo, il costo dell’intera opera realizzata dalla subappaltatrice assumerà rilevanza fiscale per l’appaltatrice (pari alle somme periodiche complessivamente liquidate precedentemente in via provvisoria).
La subappaltatrice contabilizzerà l’incasso delle somme trattenute a garanzia nel corso dell’esecuzione dell’opera in contropartita con il relativo credito acceso nei confronti dell’appaltatrice ed imputerà, tra i ricavi, il corrispettivo complessivo dell’opera eseguita.
 
3.      Scissione totale proporzionale (Ris. 256/E)
La scissione totale proporzionale di un’impresa familiare finalizzata alla successiva cessione delle partecipazioni in una delle società beneficiarie, è considerata un’operazione elusiva ai sensi dell’art. 37-bis DPR n. 600/1973.
L’operazione, secondo l’Agenzia, rientra in un disegno complesso che ha di fatto il fine di spostare la tassazione dai beni di primo grado (immobili) a quella meno onerosa dei beni di secondo grado (partecipazioni). Pertanto l’Agenzia ha ritenuto che l’operazione presenti aspetti di elusività, in quanto priva di valide ragioni economiche e diretta a conseguire un risparmio di imposta da considerare indebito poiché realizzato attraverso l’aggiramento delle norme di cui al comma 2 dell’art.86 del TUIR.
 
4.      Concordato fallimentare con intervento di un terzo assuntore (Ris. 263/E)
Nel caso di concordato fallimentare con l’intervento di un terzo assuntore, anche nella considerazione che con il passaggio in giudicato della sentenza di omologa del concordato si chiude il periodo d’imposta della procedura fallimentare, gli interessi maturati sui depositi della procedura rilevano ai fini fiscali in capo al soggetto assuntore.

L’esecuzione degli impegni assunti in sede di concordato è interamente riferibile all’assuntore che, a seguito della chiusura della procedura di concordato, diventa l’unico soggetto cui far riferimento per l’attribuzione dei frutti derivanti dagli impegni assunti nel concordato.
L’Agenzia delle Entrate, pertanto, chiarisce che la tassazione degli interessi attivi maturati sul conto della procedura e il diritto allo scomputo delle relative ritenute subite compete all’assuntore.
 
5.      Modello EAS – Proroga (Provv. Dir Ag. Entr.) e chiarimenti (Circ. n. 45/E)
A seguito dell’adozione del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 ottobre 2009 è stata data conferma della proroga al 15 dicembre p.v. del termine di trasmissione del modello EAS che gli enti associativi devono presentare in forma telematica all’Agenzia delle Entrate, al fine di poter continuare a beneficiare della non imponibilità ai fini IRES e dell’esclusione dall’IVA dei corrispettivi, delle quote e dei contributi associativi.
Nella stessa data, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 45/E che – oltre a specificare il significato di alcune richieste del questionario - fornisce importanti chiarimenti con riferimento ai soggetti obbligati alla compilazione del modello ed alla possibilità di fornire risposte ad un numero limitato di domande per determinati tipi di enti associativi.
In particolare, per quanto attiene al sistema di Confindustria, va rilevato che l’Agenzia delle Entrate nella circolare consente la possibilità di compilare il modello in forma ridotta alle “ associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel CNEL nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali, gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni”.
A seguito di tale chiarimento:
·        sia Confindustria e gli enti bilaterali da essa costituiti;
·        sia le sue articolazione territoriali e/o funzionali e gli enti bilaterali costituiti da tali associazioni
potranno correttamente assolvere all’onere in commento, fornendo risposta alle sole domande n. 4), 5), 6), 25) e 26).

 
IRAP
6.      Deduzione IRAP dalle imposte sui redditi – Rimborsi (Provv. Dir. Ag. Entr.)
Il DL n. 185/2008 ha introdotto la parziale deducibilità (10%), ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), come misura forfetaria per l’IRAP afferente il costo del lavoro e gli interessi passivi.
La disciplina di deducibilità parziale è estesa ai periodi d’imposta pregressi, per i quali non risulta prescritto il diritto del contribuente al rimborso delle maggiori imposte versate. Nel caso dei contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il diritto ad ottenere il rimborso delle maggiori imposte versate vale pertanto per i periodi dal 2004 al 2007.
La data di presentazione telematica delle istanze di rimborso è stata una prima volta prorogata dal 12 giugno al 14 settembre 2009. Con un comunicato stampa del 2 settembre scorso è stato annunciato un ulteriore rinvio della data di attivazione della procedura per la presentazione delle istanze di rimborso.
L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 28 ottobre, ha stabilito che la trasmissione telematica delle istanze di rimborso è effettuata per ciascuna regione, determinata in base al domicilio fiscale del contribuente indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata, secondo il programma contenuto nel provvedimento stesso.
Saranno preliminarmente soddisfatte le richieste di rimborso validamente liquidate che si riferiscono ai periodi di imposta più remoti e, nell’ambito del medesimo periodo d’imposta, sarà data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di presentazione.
Qualora i limiti di spesa stabiliti non consentano l’integrale erogazione dei rimborsi relativi ad uno o più periodi d’imposta, si procederà dapprima al pagamento dei rimborsi residui relativi all’annualità eventualmente non completata.
Successivamente saranno erogati tutti quelli, correttamente liquidati, relativi al primo periodo d’imposta non pagato, ripartendo proporzionalmente le residue disponibilità in base all’ammontare complessivo delle somme liquidate, ferma restando l’integrazione dei pagamenti a saldo delle somme richieste in presenza del successivo incremento dei limiti di spesa.
 
 
IVA
7.      Efficacia del condono ai fini dell’IVA (Cass. Sent. 21021/09)
Nella situazione in cui un accertamento relativo all’IVA sia basato esclusivamente su quanto accertato ai fini dell’IRPEF e tale prova sia venuta meno a seguito della fruizione di un condono, il valore accertato dall’Amministrazione finanziaria ai fini di un’imposta vincola la stessa Amministrazione anche in riferimento all’applicazione di altri tributi.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21021 del 30 settembre 2009 ha, pertanto, negato al contribuente la possibilità di opporre l’esistenza del condono sull’IRPEF ai fini di evitare l’accertamento dell’IVA.
 
8.      Obbligo della prova della falsità della fattura (Cass. Ord. 21317/09)
La Cassazione ha ribadito il principio secondo cui, nelle ipotesi di costi documentati da fatture che l’Amministrazione finanziaria ritiene relative ad operazioni inesistenti, non spetta al contribuente provare che l’operazione è effettiva. Spetta all’Amministrazione, che contesta la falsità del documento, provare che l’operazione commerciale documentata dalla fattura in realtà non è mai stata posta in essere.
 
9.      Alienazione di fabbricati e calcolo del pro rata (Corte di Giustizia Europea C-174/08)
Nella causa C-174/08 i giudici della Corte di Giustizia Europea affrontano una questione relativa alla determinazione del pro-rata di detrazione dell’imposta. In particolare, i giudici valutano se nell’ambito dell’attività di un’impresa di costruzioni, la vendita di immobili da essa costruiti per conto proprio può essere qualificata come operazione immobiliare accessoria e, come tale, non considerata nella determinazione del pro-rata.
I giudici della Corte, nella constatazione che l’attività di vendita immobiliare che un’impresa di costruzioni ha edificato per conto proprio non può essere considerata come un’attività accessoria alla sua attività professionale imponibile, consistente nella costruzione di immobili per conto terzi. Infatti, derivando dalla stessa attività di costruzione, essa ne costituisce il prolungamento diretto.
Alla luce di tale considerazione l’attività di vendita di immobili costruiti per conto proprio da un’impresa di costruzione non può essere considerata come un’operazione immobiliare accessoria.
 
10.Cessione di un pacchetto azionario di controllo (Corte di Giustizia Europea C-29/08)
La causa C-29/08 riguarda una società svedese che, per ristrutturare il proprio gruppo, intende cedere l’attività di una sua filiale, di cui possiede il 100%, trasferendone tutte le azioni.
La Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che la vendita di tutte le attività di una società e di tutte le sue azioni sono, dal punto di vista funzionale, assimilabili.

L’operazione di cessione delle quote è stata pertanto ritenuta esente da imposta (qualora gli Stati membri abbiano optato per considerare la cessione d’azienda come fuori campo IVA anziché come operazione esente – come nel caso italiano – l’operazione risulterà, invece, fuori campo).
 
11.VAT Gap – Studio commissionato dalla Commissione Europea
E’ stato pubblicato uno studio (si veda il comunicato stampa IP/09/1655, diffuso dalla Commissione Europea il 30 ottobre), commissionato dalla Commissione Europea, sull’analisi del c.d. VAT gap, ovvero la differenza tra IVA dovuta ed IVA riscossa dagli Stati membri dell’Unione Europea nel periodo tra il 2000 ed il 2006. Lo studio mostra come per l’Italia tale differenza si attesti, nel 2006, intorno al 22% rispetto ad una media europea del 12%.
 
VARIE
12.Operazioni a premio (Ris. 261/E)
Nel sistema della disciplina delle manifestazioni a premio, viene prevista l’indetraibilità dell’IVA assolta sull’acquisto del premio stesso. Qualora i premi consistano in beni e servizi non imponibili ai fini IVA (nonché esenti ovvero fuori campo), viene prevista una diversa modalità di prelievo fiscale sui premi, consistente nell’applicazione di una imposta sostitutiva del 20%, con esclusione dei biglietti delle lotterie nazionali e delle giocate a lotto.
Poiché, pertanto, esiste una sorta di alternatività tra IVA ed imposta sostitutiva in relazione ai beni e servizi oggetto di premio, l’Agenzia delle Entrate ritiene che siano applicabili le regole dettate in tema di IVA con riferimento ai termini di versamento dell’imposta sostitutiva.
Nella risoluzione n. 261/E viene quindi chiarito che tale imposta sostitutiva deve essere versata entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del corrispettivo, o se precedente, alla data di emissione della fattura.
Risultano altresì applicabili le regole dettate ai fini dell’IVA anche per quanto concerne le modalità di conservazione della documentazione relativa alle manifestazioni a premio.
 
13.Cessioni di crediti verso la PA (Circ. Rag. Stato n. 29/2009)
La Ragioneria dello Stato fornisce ulteriori chiarimenti, ad integrazione della precedente circolare n. 22 del 29 luglio 2008, con riferimento alla disciplina dei pagamenti ai privati da parte della Pubblica Amministrazione. Le principali novità saranno approfondite in una circolare di prossima pubblicazione.
 
14.Rilascio del PVC e termini per l’accertamento (Corte Costituzionale Ord. 244/09)
L’art. 12, comma 7 dello Statuto dei Contribuenti (l. n. 212/2000) prevede che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.
La Corte di Costituzione, nel dichiarare manifestamente inammissibile la questione di legittimità sollevata dalla commissione tributaria regionale della Campania in relazione a tale disposizione, ha chiarito che l’avviso di accertamento emanato prima della scadenza del termine di 60 giorni può essere ritenuto valido solo se sia adeguatamente motivata la particolare urgenza che ha generato il mancato rispetto del termine.
 
15.Deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea (Corte di Giustizia Europea C-302 a C-305/09). E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europe il ricorso con cui la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea per non aver adottato provvedimenti atti al recupero di alcuni aiuti di Stato, incompatibili con la disciplina comunitaria.

Oggetto del deferimento sono le seguenti misure:
·        la deducibilità delle spese sostenute per la partecipazione ad esposizioni tenutesi all’estero introdotta dal DL n. 269/2003 (e cumulabile con la ordinaria deducibilità delle spese disciplinate dall’art. 108 del TUIR);
·        la deducibilità delle spese sostenute da società che chiedevano l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato, nonché la riduzione dell’aliquota d’imposta per tre esercizi successivi alla quotazione, prevista sempre dal DL n. 269/93;
·        la proroga della Tremonti-bis limitatamente ai comuni colpiti dall’eruzione dell’Etna, dal terremoto di Campobasso e dalle alluvioni nel corso del periodo 2002, disposta dal DL n. 282/02;
·        la concessione di sgravi degli oneri sociali per le imprese di Venezia e Chioggia, previsti nel 1997 (legge n. 30/97).

La Corte di Giustizia Europea dovrà ora decidere se condannare l'Italia per la mancata esecuzione delle decisioni della Commissione Europea.

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